Il Reshoring nel Contesto Italiano

Le dinamiche della competitività globale impongono una riflessione sulle strategie manifatturiere. Cambia il vento e un numero crescente di imprese riporta in Italia la produzione. Fondazione Politecnico di Milano, Promos – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano e ALDAI-Federmanager lanciano una indagine per analizzare e favorire il rientro delle attività manifatturiere.

 

Marco Seregni 

Ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano
Negli ultimi anni nel contesto della manifattura italiana si parla sempre di più del fenomeno denominato “reshoring”. Esso consiste in  “una strategia aziendale volontaria di spostamento parziale o totale delle attività produttive (sia interne che esternalizzate) verso l’Italia per servire un mercato locale, regionale o globale (Fonte: Fratocchi et al 2014)”. Questo fenomeno, che ha coinvolto in un primo momento solo il contesto nordamericano, sta ora crescendo in Europa ed in particolare in Italia, dove uno studio Uni-CLUB MoRe Back-reshoring ha registrato 120 casi nel periodo 2000-2015, secondo paese dopo gli USA e primo europeo per portata del fenomeno. I motivi di questo trend crescente sono molteplici e di diversa natura. Da un lato, nel corso degli anni della delocalizzazione selvaggia, un buon numero di aziende è andato incontro a problemi nella qualità della produzione per le difficoltà nella gestione di catene produttive globalizzate. Il caso del Boeing 787 è un esempio emblematico degli effetti economici che errori di valutazione dei rischi e della complessità della delocalizzazione possono causare (Denning, S. (2013). What went wrong at Boeing.Strategy & Leadership, 41(3), 36-41). Contemporaneamente, il contesto competitivo globale è radicalmente cambiato negli ultimi anni, modificando alcuni fattori chiave che avevano spinto molte aziende a delocalizzare. I salari del manifatturiero in Cina sono quintuplicati dal 2000 al 2013 e si prevede che continueranno ad aumentare in futuro riducendo così il vantaggio in termini di costo della manodopera producendo in offshoring. Anche i costi e i rischi di trasporto nelle catene di fornitura globali sono incrementati penalizzando fortemente le performance aziendali. Allo stesso tempo, trend come la personalizzazione o la servitizzazione spingono le aziende a ridurre la complessità e rigidità operativa delle reti globali di produzione delocalizzata ricercando modelli produttivi più flessibili e agili. Il valore del brand “Made in Italy” (terzo brand al mondo dopo Coca Cola e Visa), la scarsa qualità della produzione delocalizzata, la necessità di garantire un costante miglioramento del servizio al cliente e la competenza della manodopera rappresentano altri fattori che spingono il fenomeno del reshoring in Italia. In particolare è interessante vedere come nei segmenti di fascia alta, le aziende riportino le attività produttive in Italia per sfruttare gli effetti positivi del «made in Italy» - specie se certificato – sulla propensione all’acquisto dei clienti e sulla qualità percepita del prodotto.
Da un punto di vista organizzativo, il reshoring non è un semplice trasferimento delle attività produttive e può avere effetti diversi sull’integrazione verticale (outsourcing vs gestione interna) dell’azienda. Nell’implementare il reshoring tutti i processi aziendali, dalla produzione alla logistica, dagli acquisti alla distribuzione, vengono re-ingegnerizzati, spesso introducendo principi della “produzione Lean” o nuove tecnologie. Il reshoring può anche portare a benefici in questo senso se accompagnato a nuove tecnologie o innovazioni di processo che bilancino o rendano addirittura preferibile il maggiore costo della manodopera. Inoltre, accanto alla produzione vi potrebbero essere altre funzioni, quali ad esempio la R&S, l’amministrazione o la logistica, che potrebbero portare nuovi investimenti e posti di lavoro se le aziende decidessero di tornare ad investire sul proprio territorio di origine. Nonostante questi fattori, il numero di aziende che trasferiscono produzioni delocalizzate in Italia è ancora abbastanza modesto se confrontato con i casi di offshoring. 

Riportiamo il lavoro in Italia

Per il rilancio della manifattura è di primaria importanza il supporto degli governi locali e nazionali. La crescente portata del fenomeno ha fatto sì infatti che questo venisse incluso nelle agende politiche dei governi dei maggiori paesi occidentali. Gli USA in primis, ma anche paesi come l’Inghilterra, la Francia e l’Olanda hanno già predisposto forme di supporto e assistenza per incentivarlo. Le policy a supporto del reshoring non si sono limitate agli incentivi economici, strumento insufficiente nel supportare una strategia di lungo periodo che ha obiettivi che vanno al di là della mera riduzione dei costi. Tramite servizi consulenziali e tool di varia natura, esse cercano di accompagnare le aziende nel miglioramento dei processi aziendali e facilitarne la gestione amministrativa. Allo stesso tempo queste politiche considerano come elementi cardine il supporto all’innovazione e alla crescita e includono azioni di responsabilità sociale. In Italia i maggiori interventi in questo senso sono stati effettuati a livello regionale, come testimoniano il “progetto reshoring” in Puglia e Veneto o il “Contratto di insediamento” in Piemonte. Tuttavia, l’individuazione di politiche per supportare il ritorno della manifattura italiana appare molto difficile al momento a causa della mancanza di una completa comprensione delle dinamiche di questo fenomeno. E’ pertanto necessario analizzarlo in modo da identificarne i settori e le attività maggiormente rilocalizzate e i fattori che lo limitano. Il questionario proposto da ALDAI-Federmanager, sviluppato da Fondazione Politecnico di Milano, in collaborazione con Promos – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano è un’opportunità unica per poter comprendere a pieno il fenomeno del reshoring dal punto di vista delle aziende.

ALDAI ed altre associazioni lombarde Federmanager hanno inviato ad inizio settembre un invito agli associati in servizio, invitandoli a partecipare all'indagine reshoring.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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