La nuova chiave a stella

Storie di persone nella fabbrica del futuro. L’uomo è il protagonista del libro "La nuova chiave a stella" di Edoardo Segantini, così come è l’uomo il protagonista nel romanzo “La chiave a stella” del 1978 di Primo Levi, al quale il nuovo libro è dedicato.

Edizioni Guerini e Associati 2017 
Disponibile on-line e nelle migliori librerie
€ 18,50 - 192 pagine

Recensione a cura della redazione
L’uomo è il protagonista del libro "La nuova chiave a stella" di Edoardo Segantini, così come è l’uomo il protagonista nel romanzo “La chiave a stella” del 1978 di Primo Levi, al quale il nuovo libro è dedicato. Una racconta di 14 storie di trasformazione lavorativa in atto nel nostro Paese che accende i riflettori sui "dossier" più caldi. La figura dell'operaio evoluto è la chiave per il futuro delle nostre manifatture e con il nuovo profilo di generatore di valore bisognerà rivedere anche il modello retributivo.
Quattordici racconti di persone, protagoniste di una trasformazione storica: la Quarta Rivoluzione Industriale. Uomini e donne, operai e tecnici, manager e imprenditori che vivono già nel futuro: non solo l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, la fabbrica connessa, ma un mutamento culturale, sociale e umano molto più profondo e dirompente. Hanno in comune coraggio, curiosità per i cambiamenti. Sanno collaborare con gli altri e reagire alle sconfitte. Si aggiornano e vivono intensamente i cambiamenti del nostro tempo..
Donatella e il robot popolare. Enrico e il caos organizzato. Serena, ingegnere calabrese di 28 anni, nella fabbrica senza fabbrica. Filippo, laureato clandestino. Rita e Maria Teresa, team leader al volante. Giorgio e l’azienda-orchestra. Queste fra le storie che raccontano le nuove opportunità e le nuove scosse, provocate da un terremoto in cui l’uomo resta al centro della scena.
Quale impatto avrà la rivoluzione 4.0 sul mondo del lavoro? Sarà possibile riconvertire l’attuale forza lavoro alle esigenze dell’industria digitale? Questi gli interrogativi sui quali sono puntati i riflettori di economisti ed esperti di politiche del lavoro, ma anche dei governi che rischiano di trovarsi di fronte a un’emergenza sociale se non anticiperanno e sosterranno i percorsi di “riconversione”. 
Il giornalista ed esperto di Tlc e nuove tecnologie Edoardo Segantini esprime il concetto: “Una fabbrica è davvero intelligente se sa rispondere in fretta e in modo personalizzato alle richieste dei clienti. Reattività e personalizzazione presuppongono strutture organizzative in cui i lavoratori giocano un ruolo attivo a tutti i livelli”. Nasce la figura dell’“operaio aumentato”, una figura professionale in crescita che sempre più mette in campo, oltre alle braccia, anche il cervello. Aumentato perché creativo, coinvolto, responsabile. Capace di gestire i dati, compiere una pluralità di operazioni, collaborare con gli altri: mettere al servizio del lavoro le stesse abilità digitali che utilizza nella vita privata.
Il futuro può quindi riservare sorprese positive, ma va affrontata la questione salariale. “Il lavoratore non può essere aumentato solo di nome: deve vedersi riconosciuta nella retribuzione il valore aggiunto che gli si chiede in termini di partecipazione creativa al lavoro e di aumento di produttività”. La sfida per l’Italia si fa dunque dura, visto che – come ricorda l’autore – siamo agli ultimi posti in Europa nella graduatoria dei livelli retributivi e della produttività.

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