Mercato digitale verso la fine del tunnel?

È quel che emerge dal rapporto Assinform e Assintel. Però non c’è sufficiente attenzione alla formazione

La presentazione – avvenuta lo scorso mese di ottobre – dei due principali rapporti sullo stato dell’arte e sulle tendenze del mercato ICT italiano: il rapporto Assinform relativo al primo semestre 2016, che descrive in generale il mercato delle tecnologie digitali, e il rapporto Assintel, che analizza nei dettagli software e servizi IT, induce a un cauto ottimismo.

Giancarlo Magnaghi   

Direttore tecnico del Competence Center Cherry Consulting su Industry 4.0 e  stampa 3D
giancarlo.magnaghi@cherryconsulting.it

Secondo Assinform, nel 2016 la spesa italiana in hardware, software e servizi ICT crescerà dell’1,3% rispetto ai 64,9 miliardi di euro del 2015, e dovrebbe arrivare a quasi 66 miliardi di euro a fine anno, con un progresso lento ma continuo.
Nell’ambito dei singoli comparti, gli andamenti dei diversi segmenti hanno confermato il rallentamento di quelli più tradizionali e il dinamismo di quelli più legati alla trasformazione digitale dei modelli produttivi e di servizio. 
Le componenti più innovative (digital enabler) sono quelle che hanno trainato la crescita degli investimenti: +19% il cloud computing, che ha superato il miliardo di euro per i soli servizi di data center, +15%, le tecnologie IoT (Internet of Things), +14% il mobile e +5% la cybersecurity. Aumenta anche la spesa in pubblicità digitale (+9%), mentre cala il mercato delle TLC (-2,2%) come conseguenza della continua diminuzione delle tariffe.
La spesa hardware è risalita dell’1%, soprattutto per merito delle vendite di smartphone, che oramai sono utilizzati dal 65% degli italiani e che nel semestre in esame hanno generato un traffico dati su rete mobile in crescita di oltre il 50%.
Il comparto del software e delle soluzioni ICT, già in ripresa da due anni e strettamente legato all’innovazione è cresciuto in modo deciso (+4,8%). Anche qui è evidente il segno della trasformazione in atto. È infatti cresciuto bene il software applicativo (+7,1%) grazie alle componenti più innovative – piattaforme per la gestione web (+15,2%) e IoT (+16,4%) – mentre le soluzioni applicative tradizionali sono risultate sostanzialmente stabili. 
I servizi ICT sono cresciuti complessivamente del 2%, con luci e ombre. Il comparto è infatti trainato dai servizi di data center e cloud computing (+19%) mentre sono in leggero calo gli altri servizi (formazione -2,5%, outsourcing -1,7%, consulenza -1,2%, sviluppo applicativo e system integration -1,9%).
L’accelerazione della digitalizzazione delle aziende dovrà seguire soprattutto le direttrici dell’Agenda Digitale e del programma Industria 4.0: la realizzazione di ulteriori infrastrutture per la banda larga, la creazione di nuove competenze digitali, la piattaforma Italia Login e il Sistema Pubblico di Identità Digitale Spid.
Secondo l’Assintel Report 2016, il settore IT sembra uscire finalmente dalla crisi e cresce del +3,1%, grazie agli investimenti connessi con la Trasformazione Digitale. L’elemento di maggior novità è dato dai “Digital Enabler”, come l’Internet of Things, i progetti di Customer Journey, i Big Data e la Cyber Security: componenti chiave della trasformazione digitale che formano una piattaforma per la trasformazione del business aziendale e valgono 7,4 miliardi di euro con un tasso di crescita del +16% rispetto al 2015. È l’Internet of Things a registrare le migliori performance di crescita, +22%, seguito da progetti di Customer Journey (+13,6%), Big Data (+16,2%) e Cyber Security (+6,1%).
Si conferma anche la crescita di altri segmenti in ambito software, come Digital Marketing (+31,2%), Business Intelligence (+13,6%), Cloud Computing (+19,5%) e Mobile Enterprise (+13%).
La ripresa avviata nel 2015 si consolida e le imprese prevedono crescenti investimenti in digitalizzazione nel 2017. Quasi tutti i mercati verticali sono in crescita. Utility e Assicurazioni sono i comparti più “attivi”, entrambi a +4,9%, seguiti da Trasporti e Logistica (+4,8%), Banche (+3,6%), Tlc (+3,4%) e Industria (+3,7%). 
Il Commercio/Distribuzione/Servizi rie-
merge con un +2,6%, e con essi va sottolineata la crescita parallela dell’eCommerce B2C: +17,2% quest’anno, vale oltre 19 miliardi di euro, trascinato dagli 8 miliardi e mezzo del turismo e dalla rapida ascesa del food (+102,5%) e di moda e abbigliamento (+44,9%). Tutto ciò si riflette anche nell’inversione di tendenza del settore Consumer (+1,4%), conseguenza diretta del diffondersi del digital lifestyle.
Luci e ombre invece restano nei mercati collegati alla Pubblica Amministrazione PA: se torna a crescere la spesa legata alla PA Centrale (+2,3%) e alla Sanità (+1,9%), gli Enti Locali sono fermi (-2,1%): a quando le Smart Cities?
Il report ha inoltre considerato le interviste a 1.000 responsabili IT di aziende end-user sui loro budget attuali e nei prossimi 12 mesi, creando così una mappa previsionale di investimento.
L’analisi evidenzia che nel 2016 è aumentata la spesa in nuovi progetti di innovazione per il 49% dei rispondenti, ma parallelamente l’altro 34% del campione dichiara che il budget IT complessivo è sceso. 
Buone notizie però per il 2017: diminuisce il numero di aziende che dichiara di contrarre i propri investimenti in innovazione (24%) mentre aumenta la percentuale di chi dichiara che aumenterà il proprio budget (34%). Il 14% degli intervistati investe più del 3% in IT, ma il 30% del campione resta sotto l’1%.
Dalla lettura di questi rapporti appare una lampante incongruenza. Infatti, mentre sono tutti concordi nell’affermare che il maggiore ostacolo all’adozione delle nuove tecnologie digitali nelle aziende è dovuta alla mancanza delle indispensabili conoscenze da parte di chi deve decidere gli investimenti (imprenditori e dirigenti) e dei tecnici che devono utilizzare queste tecnologie, la spesa relativa alla formazione di dirigenti e tecnici è in costante diminuzione.
È chiaro che, per risolvere il problema, è indispensabile invertire questo trend, mettendo a disposizione una maggiore quantità di fondi per la formazione di dirigenti e di tecnici.

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