Ci sono cose che un uomo fa

E cose che un uomo non fa

Alberto Pilotto 

Associato Federmanager Vicenza
Il mio professore di Chimica Organica (Università di Padova, 1963) sosteneva che tra le doti di un bravo ricercatore ci dovessero essere, oltre alle più scontate, la curiosità e la fantasia(inventiva, immaginazione).

A distanza di tanti lustri e dopo varie esperienze lavorative, prima in Ricerca e poi anche in settori diversi, sempre in ambito Chimico-Farmaceutico, mi ritrovo a dover utilizzare quella specie di imprinting nella vita di tutti i giorni per cercare di trovare il filrouge che ha mosso e muove i governanti europei ed italiani nelle leggi emanate e nelle proposte di leggi di cui si sta discutendo in questi ultimi tempi che, per la loro caratteristica di innovazione, hanno e andranno a condizionare in modo drastico la Società.

Non è, almeno per me, un compito facile ma, d’altra parte, non lo era neanche quando maneggiavo provette sui banchi di laboratorio e, qualche volta, qualcosa di buono ottenevo.

Nel nostro caso la “ricerca” spazierà, in maniera del tutto casuale, su vari temi sia quelli più di attualità (cambiamento climatico, energia, salute…) che quelli più lontani nel tempo ma che, per il loro impatto sul presente meritano la nostra attenzione (Ue, governo, partiti, regioni…).

Il titolo vuole ricordare una delle frasi attribuite al filososfo cinese Confucio (551-479 a.C.) e si riferisce al principio di un’etica individuale e sociale basata sul senso di rettitudine e giustizia.

Un altro grande filosofo, e scienziato, greco Aristotele (384-322 a.C.) affermava, nel principio di non contraddizione, la falsità di ogni proposizione implicante che una certa proposizione A e la sua negazione non-A, siano entrambe vere allo stesso tempo e nello stesso modo.

Alberto Pilotto

Alberto Pilotto Federmanager Vicenza

Molti dei nostri contemporanei(politici, governanti, giornalisti, intellettuali, ed altri(cosiddetti maitres à penser) hanno dimostrato e dimostrano una certa avversione ai due citati principi, quando non fosse o sia invece espressione di crassa ignoranza.

Una terza possibilità potrebbe essere frutto della teoria di Leon Festinger, psicologo e sociologo statunitense (1919-1989) sulla dissonanza cognitiva che descrive la complessa elaborazione della mente umana quando si trova a dover gestire credenze, opinioni, nozioni in contraddizioni tra loro (p.e. la favola della volpe e l’uva di Esopo). In ogni caso, "la situazione è molto grave ma purtuttavia non è seria" (Ennio Flaiano, scrittore, giornalista, sceneggiatore, umorista, 1910-1972).

Cominciamo con l’Unione Europea:
  1. È costituita da 27 membri: erano 28, ma la Gran Bretagna, dopo un referendum, è uscita il 1/1/2021. Guardando la carta geografica, ho notato che tra i Paesi scandinavi manca la Norvegia; sono stati fatti ben 2 referendum con esito negativo. Quali sono stati i motivi? Forse la Norvegia è un Paese sovranista? 
  2. Le sedi sono due: quella più nota e usata di Bruxelles (Belgio) e quella poco nota ed usata di Strasburgo (Francia), distanza 436 km. Periodicamente, una volta al mese, c’è una migrazione di parlamentari, assistenti, interpreti e funzionari, da B. ad A., via treno speciale. Quanto costa la doppia sede di tutto, in denaro, tempi e impatto ambientale? 
  3. La moneta corrente, dal 1/1/2002 è l’Euro: ma non per tutti e 27 Paesi. Infatti, ben 7 Paesi hanno mantenuto la loro moneta: Bulgaria, Croazia, Danimarca, Polonia, Rep. Ceca, Romania, Svezia e Ungheria. Mi hanno colpito in particolare Danimarca e Svezia, Paesi nordici, democratici. Perchè? 
  4. Commissione Europea: si può paragonare al Governo di uno Stato e i vari Commissari (uno per ogni Paese) possono essere paragonati ai vari Ministri. L’attuale composizione(2019-2024) vede i tre principali Paesi: Germania (Presidente), Francia (Mercato interno), Italia (Economia) responsabili di setori importanti, mentre altre tre Commissioni, per me fondamentali: Innovazione e ricerca, Energia, Salute sono stati attribuiti a Paesi di terza fascia: Bulgaria, Estonia, Cipro,(ogni Stato membro deve avere una commissione). Forse non sono aggiornato sui risultati e capacità di questi Paesi negli ultimi tempi? 
  5. In Italia dal dopoguerra ad oggi, ci sono stati 68 Governi e 31 Presidenti del Consiglio. Nello stesso periodo, la Francia ha avuto 10 Capi di Stato e la Germania 9 Cancellieri Federali. Forse questi due grandi Paesi sono meno democratici del nostro? Forse, visti i rispettivi risultati, si potrebbe copiare i loro sistemi elettorali e di governo? 
  6. Il nostro Belpaese (definizione di Dante e di Petrarca) si è trasformato in varie occasione in Paese delle emergenze di diversa intensità e tragicità: alcune di più difficile prevenzione e soluzione, altre di facile (principio dell’acqua calda) soluzione e mi riferisco a quella sanitaria e, in particolare, la mancanza, ormai cronica, di medici ed infermieri. Facile, perché basterebbe riportare indietro la facoltà di Medicina (e quella Infermieristica che all’epoca non c’era) ai tempi in cui non esisteva il numero chiuso di accesso all'Università e chiunque poteva iscriversi. Perché è stato deciso cosi. Chi ne ha tratto vantaggio? E, di fronte allo stato attuale, si può valutare la convenienza e fattibilità di tornare indietro? 
  7. Sistema previdenziale. Il nostro collega e membro del Comitato Nazionale Pensionati, Antonio Pesante, ha da tempo e in più articoli evidenziato la strana (?!) somma tra spesa previdenziale (sostenuta dai contributi del lavoratore e del datore di lavoro) e spesa assistenziale (dovrebbe essere sostenuta solo dalla fiscalità generale). Mentre la prima è in linea con la media europea, non lo è più se viene sommata alla seconda e se questo numero viene comunicato a Bruxelles. Naturalmente, con questa cifra, l’Italia viene criticata da Eu e da OCSE (seconda spesa più alta). Ricordo che nel 2017 (ero membro del CCNP) partecipai alla presentazione del Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale (Prof. Alberto Brambilla), presso la Camera dei Deputati; l’onorevole Cesare Damiano iniziò il suo intervento di commento con un parere molto critico sulla somma dei dati (N.d.R. sommare mele con pere). A distanza di anni, siamo alle solite. Perché non si è provveduto alla separazione delle due spese e a trasmettere, quindi, i dati corretti? 
  8. Siderurgia, Auto, Agricoltura. Le politiche industriali degli ultimi anni su ex-ILVA e su FIAT/Stellantis sono una evidente incapacità (a essere buoni) di gestione o la volontà (a essere realisti) di voler cambiare attività per dedicarsi a settori più redditizi e di attualità? Per l’agricoltura e la zootecnia, le recenti manifestazioni di protesta dei lavoratori di vari Paesi europei (trattori) sono forse la dimostrazione che il piano di cambiamenti green indicato dai seguaci del World Economic Forum/Davos non è realistico?
Desidero concludere con una frase del fisico premio Nobel Albert Einstein (1879-1955): Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.
Prosit!