Manager cittadini d’Europa

Il futuro dei manager è sempre più internazionale e per competere a livello globale è preferibile essere Europei oltre che Italiani. Quale credibilità avrebbe un’industria italiana isolata? Qualunque saranno le decisioni sull’assetto dell’Unione Europea continueranno ad impegnarci professionalmente per il Paese, confidando nella lungimiranza delle scelte politiche.

 

Stefano Cuzzilla 

Presidente Federmanager

La prima delle partite nazionali del tabellone 2017 è stata vinta dal fronte europeista. Le elezioni in Olanda, un Paese che non era mai stato così al centro delle attenzioni dei leader del mondo, hanno segnato un buon risultato, soprattutto se consideriamo che l'affluenza alle urne ha sfiorato 1'82%. Aspettando il voto francese e tedesco, ci accorgiamo dell'eccezionale segnale di partecipazione democratica che non può che far bene alla nostra Europa.
Il contributo che è offerto dalla categoria manageriale per la costruzione del futuro dell'UE è stato oggetto di alcuni colloqui che ho avuto di recente con i rappresentanti del Parlamento europeo e con il Ministero degli Affari esteri. In particolare, dall'incontro con il neo presidente Antonio Tajani è emersa l'importanza di coinvolgere i corpi intermedi come Federmanager nel ruolo di proposta legislativa e progettuale per una nuova costituzione europea.
Abbiamo difatti condiviso che il modello sociale europeo è basato sul principio del benessere economico e sul mantenimento della pace tra le nazioni. Oggi circa 6.5 milioni di europei lavorano in uno stato membro diverso da quello in cui sono nati. Il mercato delle esportazioni comunitarie vale oltre 5.8 trilioni di euro mentre per 80 Paesi del mondo l'Europa è il principale partner commerciale.
Per questo, nell'ambito della promozione del nostro ruolo manageriale, intendiamo difendere democraticamente il valore del mercato comunitario e della libertà di circolazione e di scambio. Commercio e industria sono entrambi settori che dipendono dall'attuazione di politiche comuni su capitoli strategici che sono concatenati e interdipendenti.
Ci auguriamo che il dibattito sull'Europa, dopo Brexit e l'elezione di Trump, stia producendo l'effetto di rilanciare il significato delle conquiste dei Trattati firmati 60 anni fa. L'economia italiana ha bisogno di un'Europa capace di politiche di sviluppo e di investimento coordinate e a lungo termine. Un'Europa che sia in grado di sostenere un'idea di concorrenza più libera e meno burocratizzata.
Sotto la spinta dell'innovazione tecnologica nelle nostre imprese si affermano metodi di produzione che stanno determinando un cambiamento immediato del modello stesso di fare industria. Il management europeo questa trasformazione la compartecipa ed è responsabilmente impegnato a creare le condizioni affinché l'Europa non abdichi alla sua connaturata vocazione industriale.
La direzione è innovativa e tiene conto del valore della qualità e della sostenibilità, sociale e ambientale, della produzione. Le iniziative devono essere maggiormente orientate a mobilitare tutti i nostri partner per arrivare al completamento del mercato unico e per rivedere la politica commerciale al fine di attirare più investimenti industriali.
Il recente accordo con il Canada è l'esempio di un partenariato che l'Europa può costruire nella logica di aiutare le PMI europee a essere competitive su scala globale senza rinunciare agli alti standard sociali, di welfare e di sicurezza che contraddistinguono il nostro sistema.
Va soprattutto evitato che, in attesa di elaborare una condivisione operativa a livello comunitario, i mercati nazionali procedano in senso difensivo, quando invece va promosso il valore dell'interoperabilità e della ricerca e, evitando doppioni o sovraccapacità, va pianificato il futuro dell'industria europea.
A partire dal Piano Industria 4.0 e dalle più recenti iniziative UE su robotica e intelligenza artificiale, sono molti i settori strategici direttamente coinvolti dall'iniziativa legislativa comunitaria. Energia, sistema bancario, fisco, chimica, siderurgia, logistica costituiscono i segmenti su cui siamo al lavoro con le Commissioni di settore nate in casa Federmanager.
Siamo consapevoli infatti, che oggi ogni problematica nasce già con una dimensione europea. Così come ogni manager, nella vita e nel lavoro, nasce e ragiona da cittadino europeo.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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Diciassette modi per andare in pensione

Le numerose possibilità di pensionamento sono dimostrazione della creatività legislativa, non sempre finalizzata a semplificare le regole e dare certezza del diritto. Se non trovate fra le 17 possibili opzioni il modo di andare in pensione, cercate almeno di capire quale pista ritenente più facilmente percorribile e fate l’elenco delle iniziative utili per raggiungere il traguardo. Per ridurre al minimo i dubbi, prenotate un incontro in ALDAI per verificare insieme le iniziative utili per arrivare prima al risultato.

01 febbraio 2017

Contratti a confronto

Proseguendo nell’esercizio iniziato con il confronto tra il CCNL Nazionale Dirigenti Industria ed il contratto Fiat, proponiamo ora il confronto del testo di riferimento con il CCNL Nazionale Dirigenti Commercio.
01 gennaio 2017

Nuovo contratto Confapi-Federmanager

In anticipo rispetto alla scadenza, lo scorso 16 novembre 2016 si è raggiunto l’accordo tra le parti per il rinnovo del CCNL dei dirigenti e quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi. La decorrenza del CCNL va dal 01.01.2017 al 31.12.2019. L’obiettivo delle Parti è stato quello di apportare quegli interventi contrattuali necessari a favorire il rilancio della competitività delle PMI attraverso l’incremento delle professionalità manageriali.

 
01 marzo 2017

Bilancio Sociale Federmanager 2016

Arrivato alla sua dodicesima edizione, il Bilancio Sociale 2016 si pone come testimonianza dell’impegno Federmanager nel voler fornire una panoramica d’insieme sulle attività dell’anno, ma soprattutto a comunicare la vision che guida tanto le scelte di spesa quanto quelle di contenuto.

 
01 ottobre 2017

Termine presentazione domanda Naspi a seguito di licenziamento individuale

Hot mail con il nostro esperto INPS. Sono un dirigente di 56 anni licenziato a maggio 2016 per giustificato motivo oggettivo con dispensa dal preavviso lavorato e corresponsione della relativa indennità sostitutiva di 12 mesi.
26 settembre 2016

Intervista sulle tecnologie di frontiera per la competitività delle imprese

Corriamo il rischio di percepire l’Industry 4.0 come uno slogan se non entriamo nel merito della sua concreta applicazione nelle imprese e l’intervista a Guido Porro, Amministratore Delegato di Dassault Systèmes in Italia, ha l’obiettivo di capire meglio cosa possono fare per la nostra azienda le tecnologie di frontiera che abilitano nuove strategie aziendali e valorizzano il ruolo manageriale.

 
01 ottobre 2017