Assemblea Soci 16/05/2026 di Federmanager Como dal titolo: Il futuro è nelle nostre mani? IA ci aiuta!?

Ecco un riepilogo di quanto esposto dagli ospiti invitati a dibattere sul tema. (Senatore Alessio Butti e Valter Quercioli presidente nazionale di Federmanager) presso Yacht Club Como

Assemblea Soci 2026

Assemblea Soci 2026

Intervento Butti Alessio

Intervento Butti Alessio

Intervento Quercioli Valter

Intervento Quercioli Valter

Risposta alle domande

Risposta alle domande

Il manager del futuro sarà di silicio?

È esattamente l’errore che dobbiamo evitare!
Da anni ci raccontano che l’intelligenza artificiale produrrà manager perfetti: più veloci, più efficienti, più razionali. Una leadership automatizzata, senza esitazioni e senza conflitti.

È una visione affascinante.

Ed è proprio questo il problema.

Perché una macchina può ottimizzare processi, prevedere pattern, accelerare decisioni. Ma non può assumersi il peso delle conseguenze sociali di quelle decisioni. Non può sostituire giudizio, responsabilità, fiducia, esperienza.

La vera frattura dei prossimi anni non sarà tra chi usa o non usa l’IA.

Sarà tra chi saprà governarla e chi verrà governato da essa.

E attenzione: il principale ostacolo all’adozione dell’intelligenza artificiale oggi non è la tecnologia. Sono le competenze.

Per questo occorre investire su formazione diffusa, leadership tecnologica e alfabetizzazione digitale. Perché senza competenze l’IA rischia di aumentare distanza e marginalizzazione. Con competenze diffuse può invece aumentare partecipazione, produttività e qualità del lavoro.

E poi c’è il tema più delicato di tutti: l’informazione.

L’intelligenza artificiale aumenta la quantità di contenuti disponibili, ma rischia di indebolire la fiducia nella realtà.

Testi sintetici, immagini artificiali, video manipolati, contenuti plausibili ma non verificati: tutto questo sta cambiando il rapporto tra cittadini, media e verità.

La libertà di espressione non può diventare irresponsabilità dell’amplificazione.

Per questo la stampa deve tornare a essere presidio di verifica e responsabilità. E le piattaforme non possono più fingere di essere neutrali: oggi selezionano, amplificano e monetizzano attenzione attraverso algoritmi sempre più potenti.

Il punto, quindi, non è costruire manager di silicio.

Il punto è costruire una leadership umana abbastanza forte da governare macchine sempre più potenti.
Partecipanti in ascolto

Partecipanti in ascolto

Riepilogo e Sottolineature

La tecnologia non elimina la responsabilità umana, la rende ancora più decisiva.

L’IA può supportare le decisioni, ma non sostituire la capacità di comprendere contesti, persone e conseguenze, è proprio qui che torna centrale l’Umanesimo.

Per governare strumenti sempre più potenti non basteranno competenze tecniche: serviranno pensiero critico, etica, capacità di interpretare la complessità. In altre parole, servirà tornare a studiare filosofia, storia, cultura umanistica.

Perché chi progetterà e guiderà l’intelligenza artificiale dovrà prima di tutto saper rispondere a domande profondamente umane: cosa è giusto, cosa è utile, cosa crea valore sociale, quali limiti non devono essere superati.

La sfida del futuro non sarà avere macchine più intelligenti, ma uomini e donne abbastanza consapevoli da usarle con responsabilità.
Pansolin Antonio

Pansolin Antonio

Premiazione Soci fedelissimi  (40 anni di iscrizione)

Anche quest’anno abbiamo il piacere di effettuare una premiazione, si tratta di Pansolin Antonio, ha lavora presso la Colombo SpA  settore Tessile, dirigente amministrativo dal 2/01/1986 (all’età di 50 anni), alla bella età di anni 90 ha partecipato alla nostra assemblea, con grande piacere abbiamo consegnato il nostro premio. Grazie Antonio.
Intervento Butti Claudio

Intervento Butti Claudio

Relazione del Presidente Federmanager Como: Claudio Butti

Gentili Colleghe e Colleghi, gentili Ospiti,

ci troviamo in un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni, a livello geopolitico e tecnologico. 

Questi cambiamenti stanno ridisegnando il nostro presente e, in maniera ancora più incisiva, il nostro futuro influenzando ogni aspetto della società: dall'economia alla sicurezza, dalla democrazia alla vita quotidiana di ciascuno di noi. 

Il panorama mondiale è attualmente dominato da una serie di fattori che generano incertezza ma anche nuove opportunità. Le tensioni geopolitiche permangono in diverse aree del mondo, con conflitti e crisi che hanno ripercussioni significative sui mercati energetici, sulle catene di approvvigionamento e sugli equilibri internazionali. Questa instabilità richiede una costante attenzione e una rapida capacità di adattamento da parte di tutti gli attori, compresa la nostra Organizzazione. 

Parallelamente, assistiamo a una crescente competizione in settori strategici come quello tecnologico, dove la sovranità digitale è diventata una condizione essenziale per garantire autonomia e sicurezza nazionale. La capacità di controllare dati, infrastrutture e algoritmi è ormai un elemento chiave per la stabilità di un Paese nel contesto globale. 

È in questo scenario che l'Intelligenza Artificiale (IA) emerge come la tecnologia più pervasiva e strategica della nostra epoca. L'IA non è più una visione futuristica ma una realtà che sta già guidando decisioni industriali, geopolitiche e finanziarie. Il suo impatto è destinato a influenzare ogni settore, dalla difesa alla sanità, dall'economia alla gestione delle informazioni. 

Come avete ascoltato, dagli interventi del Sottosegretario Senatore Butti e del nostro Presidente Nazionale ing. Quercioli, siamo di fronte ad un cambiamento epocale nel modo di vedere delle Aziende, del lavoro e del mercato.

Dopo quello che è stato detto dai nostri relatori poco si può aggiungere, tuttavia vorrei fornire anch'io il mio piccolo contributo. 

Dobbiamo affrontare, con senso di responsabilità, questa fase di trasformazione in quanto sta incidendo profondamente sull'organizzazione del lavoro e sul ruolo stesso del Manager. L'intelligenza artificiale offre strumenti di straordinaria potenza analitica ma non può sostituire il discernimento, la responsabilità e la visione che caratterizzano la leadership.

Dobbiamo affrontare almeno quattro rischi principali:

  • la dipendenza tecnologica, perché oggi intravvediamo l'impatto che lA avrà sul lavoro e dovremo creare nuovi modelli organizzativi e relazionali. 

  • le nostre competenze sono ancora insufficienti e dovranno essere assolutamente colmate, in un breve periodo, con un percorso di aggiornamento di tutti i settori d’azione. 

  • la responsabilità, che deriva dall'uso cosciente e responsabile di tutto ciò che l'IA ci pone davanti, deve tenere ben presente che i manager che la utilizzano sostituiranno quelli che non la usano.

  • sarà assolutamente necessario applicare norme che mettano al riparo tutti i lavoratori dal profondo impatto sociale che dovremo affrontare con l’utilizzo massivo dell’IA.

Siamo impegnati a interpretare questa trasformazione con consapevolezza e lungimiranza, affinché l'innovazione rappresenti un fattore di sviluppo equilibrato e duraturo per il sistema produttivo e per la società nel suo complesso. l’lA non riduce il valore del manager ma Io ridefinisce. Sta a noi cogliere l'opportunità per un lavoro più intelligente ed anche più umano.

Concludo riprendendo il titolo della nostra Assemblea: 

il futuro è nelle nostre mani solo se avremo la capacità di guidarlo.

l’lA ci aiuterà solo se riusciremo a conoscerla, ad approfondirla in modo da utilizzarla a fondo per essere sostenuti.

Chiusura Assemblea

Ringrazio tutti gli Associati, i Relatori e gli Ospiti intervenuti, sono piacevolmente soddisfatto della larga partecipazione, spero sia per il tema trattato, per il piacere di incontrarci, per scambiare saluti, osservazioni e suggerimenti.

Il tempo finalmente ci è stato favorevole e la bella vista del nostro lago, sia dalla sala assemblea che dal terrazzo ci ha fatto bella compagnia. 

Auguriamoci di rivederci numerosi e interessati anche il prossimo anno.

Grazie

Il Presidente: Claudio Butti

Sala assemblea

Sala assemblea

Dal terrazzo della sala

Dal terrazzo della sala