Acqua alta

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Non è normale assistere al fenomeno dell’acqua alta a Venezia nel mese di agosto, eppure quest’anno non ci siamo fatti mancare anche questa chicca. 

Nella prima notte del mese, complici il vento di scirocco e la bora, piazza San Marco è stata sommersa da circa un metro d’acqua, poco per far intervenire il MOSE ma sufficiente ad allagare le parti più basse della città (ovvero proprio l’area dell’Insula di San Marco, che “va sotto” già a partire da 80 cm circa). Il fenomeno si è poi ripetuto, in forma più leggera, nei giorni successivi. 

Negli ultimi 150 anni è la quarta volta che il fenomeno si avvera nel mese di agosto, per la gioia dei numerosi turisti ancora presenti a quell’ora, che si sono subito adeguati togliendosi le scarpe e scattando storiche foto con lo sfondo della Basilica e delle Procuratie specchiate nell’acqua ed illuminate dalla luna piena. 

La marea non ha provocato alcun danno alla Basilica di San Marco, che come noto da alcuni mesi è protetta tutt’intorno da una “cintura” di cristalli che la rendono “impermeabile”. Il fenomeno si è poi riproposto nelle giornate di fine agosto, conseguentemente all’arrivo dell’uragano “Poppea”: in un caso (altezza raggiunta oltre 110 cm) è stato attivato anche il MOSE. Ricordiamo che sono già avviati anche i lavori atti a sollevare e proteggere dalle maree “leggere” l’intera area dell’Insula di San Marco.

Da parte dei “mai contenti” sorgono spontanee due domande: 

  • Perché non si è mai pensato, prima del 2022, a proteggere la Basilica (il costo dell’opera è stato inferiore ai 5milioni di euro, briciole rispetto ai costi di MOSE&C), essendo noto da decenni che il MOSE sarebbe intervenuto solo per maree superiori ai 120 cm? 
  • In prospettiva, cosa succederà con il previsto innalzamento del livello delle acque sull’intero pianeta causa l’evoluzione del clima? 

Diamoci appuntamento, ne riparleremo e vi terremo puntualmente informati su queste pagine della rivista, tra una cinquantina di anni quando le previsioni si staranno (o meno?) trasformando in realtà.