Aumentati del 16% in 25 anni i piccoli imprenditori

Secondo la ricerca Verum Partners aumentano le piccole e le medie imprese nonostante l'Italia sia al 58° posto mondiale, nella classifica “Doing Business”.

Attilio De Pascalis

Socio ALDAI-Federmanager
L’Italia è «un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori», recita la famosa iscrizione che appare sulla sommità della facciata del Palazzo della Civiltà del Lavoro nel quartiere Eur di Roma.

Ma c’è un altro record poco noto: la Penisola è una terra di imprenditori e imprenditrici, come rivela una ricerca di Verum Partners, gruppo che offre consulenza e servizi a piccole e medie imprese e startup.

 “L’Italia si conferma una terra ricca di persone geniali e intraprendenti”, osserva Fabrizio Piccoli, CEO di Verum Partners, “Chi fa impresa, però, deve superare ostacoli e difficoltà e va perciò sostenuto e supportato”.

L’indagine mette in luce anche altri aspetti della categoria. I piccoli imprenditori tricolore, secondo la ricerca Verum Partners, sono impegnati in media oltre 41 ore alla settimana. Molte di più rispetto alle 36 ore medie degli altri lavoratori.

Gestire la propria impresa comporta impegno e sacrifici: un imprenditore su 10 ammette di fare solo una settimana di vacanze all’anno. Pochi però sono disposti a rinunciare al pranzo, considerato una occasione per sviluppare contatti di affari.

Il Belpaese – conferma l’analisi - si colloca al primo posto in Europa per numero di piccole e medie imprese, dove operano il 76% degli addetti nazionali. La Penisola primeggia anche fra i maggiori partner continentali per la creazione di valore aggiunto da parte delle PMI, con circa il 63%, rispetto al 56% della media europea.
Negli ultimi 25 anni, infatti, il numero di imprenditori in Italia è cresciuto del 16%, passando dai circa 4,3 milioni del 2001 ai quasi 5 milioni di oggi. Non solo: in questo ambito cresce la “quota rosa”. Le donne imprenditrici sono ora il 30%, rispetto al 23% di inizio millennio. Con 21 imprenditori ogni 1.000 lavoratori, rispetto ai 19 di inizio secolo, la Penisola si colloca così in vetta in Europa per tasso di imprenditorialità.

L’Italia, tuttavia, non brilla nel comparto delle imprese innovative: nella Penisola ci sono 234 startup per milione di abitanti, un livello superiore alla media europea (180), ma al di sotto di altre grandi nazioni come Gran Bretagna (406), Germania (386), Francia (253) e molto lontano dal record dell’Estonia (865).

“Imprenditori e imprenditrici sono una risorsa straordinaria per il nostro paese, che purtroppo spesso viene sottovalutata”, sottolinea Piccoli, “Sono persone coraggiose e determinate che vanno accompagnate nel faticoso e impegnativo compito di creare valore e ricchezza per il paese e le comunità”.

La ricerca di Verum Partners ricorda infine che il Belpaese è solo al 58° posto mondiale (in coda fra i maggiori paesi), nella classifica “Doing Business” sulla facilità di fare impresa, stilata dalla Banca Mondiale. La posizione della Penisola è migliore in alcune categorie specifiche, come il lancio di nuove attività (28° posto).

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