I Trattati di Roma

25 marzo 1957

Il Gruppo Cultura in collaborazione col Gruppo Dirigenti per Europa organizza il secondo incontro sugli “Stati Uniti d’Europa” come svolgimento di un programma di altri tre incontri che completeranno quanto iniziato con il primo incontro sviluppato lo scorso anno.

Giovanni Sansò 

Componente dei GdL Cultura e Dirigenti per l'Europa - Socio ALDAI

L’incontro, dal titolo “I Trattati di Roma” si svilupperà nel modo seguente:  
a - Presentazione ed introduzione - Mario Garassino 
b - Fine della Seconda Guerra mondiale: Il Consiglio d’Europa - Giovanni Sansò 
c - Il Piano Marshall, la Nato, la Ceca - Anna Costa (Movimento Federalista Europeo) 
d - I trattati di Roma - Luca Lionello (Movimento Federalista Europeo) 
e - Discussione finale e conclusioni. 
Mario Garassino

Il 25 marzo di quest’anno 2017 ricorre il 60° anniversario dei Trattati di Roma. Ci chiediamo oggi come si arrivò a quei Trattati, quali furono i drammatici eventi che portarono alla necessità di giungere, se non all’auspicata Unione politica tra gli Stati europei, almeno alla loro Unione economica. 
Dopo la seconda guerra mondiale (ben più disumana della prima, inutile strage) terminata con l’orrore della bomba atomica su cittadini inermi, durante lo svolgimento del processo di Norimberga contro i gerarchi nazisti criminali di guerra, Winston Churchill pronunziò presso l’Università di Zurigo, nel settembre 1946, uno storico discorso ed un’esortazione per realizzare gli Stati Uniti d’Europa: "Lasciate che l’Europa sorga!". Seguì il Congresso dell’Aja nel maggio 1948, cui parteciparono oltre mille delegati politici provenienti da tutta Europa e dal Nord America. Nacque il Consiglio d’Europa, che doveva essere il prologo dell’Unione politica degli Stati d’Europa. Ma intanto, col Piano Marshall, risorgeva il Continente e si ricostruivano città e industrie. 
Sull’onda emotiva del pericolo incombente, l’imperialismo sovietico e la guerra fredda, si delineò la necessità vitale per la pace in Europa di eliminare eventuali “scintille belliche”, per così dire, presenti ancora una volta all’interno dell’Europa stessa. Era già sorta la Nato, a carattere preventivo e difensivo, ma fu sotto la spinta degli Stati Uniti e la guida illuminata di uomini come Monnet, Schumann, Adenauer, De Gasperi, che si realizzò la Ceca (Comunità Europea Carbone e Acciaio), primo accordo economico tra i sei Paesi: Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Si propose, ancora da parte del francese Jean Monnet, anche la formazione di un’organizzazione comune di difesa armata, la Ced (Comunità Europea di Difesa). 
L’esistenza della Nato, sotto l’egida Usa, alle cui direttive avrebbe dovuto operare la Ced, fecero però fallire questo progetto. Furono pertanto solo i vantaggi economici concreti già intravisti con la Ceca che ispirarono, anzi spinsero gli Stati europei a sottoscrivere i Trattati di Roma, che fecero nascere la Comunità Economica Europea e l’Euratom, che evolveranno poi nella UE. 
Se guardiamo indietro, se consideriamo la strada fatta fino ad oggi, anche con la sola limitante Unione economica, gli Stati Uniti d’Europa, federati per la pace, sono ancora un progetto fattibile o un sogno da ingenui utopisti? 
L’evoluzione dei popoli europei alla comunità federale è solo una fantasiosa illusione? 

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