1987 - 2026: 39 anni al servizio della Dirigenza Parmense e di Federmanager

Relazione di Silvio Grimaldeschi, Presidente uscente di Federmanager Parma, all'Assemblea del 27 maggio 2026

 

di Silvio Grimaldeschi

Care colleghe, cari colleghi, ospiti illustrissimi,

L’Assemblea odierna è la mia ultima da Presidente, la ventisettesima, e sancisce la mia uscita ufficiale dall’operatività di Federmanager Parma.

Sarete chiamati a rinnovare tutti gli Organi Sociali vale a dire Consiglio Direttivo, Collegio dei Revisori e Collegio dei Probiviri. Avrete un Consiglio rinnovato soprattutto nella componente maschile poiché i consiglieri anziani hanno deciso di lasciare sia per l’età sia per dare la possibilità di ringiovanire la composizione del Consiglio con colleghi che siano in grado di gestire meglio di noi anziani i continui e rapidi mutamenti del mondo del lavoro di oggi con i quali anche la nostra Associazione deve confrontarsi ogni giorno.

Anche il sottoscritto non si è ricandidato, perché ritengo che 39 anni di partecipazione ininterrotta al Consiglio Direttivo di Federmanager Parma (sono stato eletto il 30 maggio 1987 e non ne sono più uscito), di cui 27 fatti rivestendo la carica di Presidente, dimostrino che la fiducia degli associati del nostro territorio non è mai venuta meno, come del resto quella degli otto Presidenti Nazionali che hanno guidato prima FNDAI e poi FEDERMANAGER, con i quali ho collaborato in questi anni. 

La relazione del Presidente

Dunque questa mia ultima relazione non è una relazione politica sull’attività svolta in quest’ultimo triennio, ma, alla fine del mio ultimo mandato presidenziale vi presento una relazione in cui ho cercato di sintetizzare i risultati ottenuti attraverso la narrazione di alcune delle attività ed eventi più interessanti organizzati dalla nostra associazione durante la mia Presidenza.

Lo scorso anno abbiamo celebrato gli 80 anni di Federmanager e posso dire di aver vissuto i secondi quaranta anni di Federmanager all’interno di un’associazione di rappresentanza in continuo cambiamento ma sempre saldamente basata sui suoi valori fondanti quali appartenenza, responsabilità, merito, etica.

Mi hanno spinto una grande passione e un forte senso di appartenenza alla categoria e la convinzione che dedicare parte del mio tempo al miglioramento delle condizioni della dirigenza fosse doveroso.

Contratto e Welfare

Sul piano nazionale negli anni novanta due erano i temi che generavano grandi preoccupazioni nella categoria; i rinnovi contrattuali che, fino agli anni 2000, richiedevano continue proclamazioni dello stato di agitazione per fare pressione sulle controparti, e gli attacchi continui al nostro sistema previdenziale e all’INPDAI (Istituto Nazionale Previdenza Dirigenti di Azienda), che ogni Ministro del Lavoro dell’epoca tentava di far confluire all’INPS. L’importanza di queste due tematiche fondamentali per la categoria spiega come fosse fortemente prevalente ancora l’anima sindacale nella Federazione.

Nel 1989 partecipai al Congresso Nazionale di Milano dove emerse la necessità di un secondo pilastro previdenziale, il “Prevind”. L’anno successivo FNDAI propose a Confindustria e Confapi di costituire due fondi per la gestione della previdenza integrativa a capitalizzazione: nacquero Previndai e Previndapi. Nel 1990 FNDAI e il Sindacato Romano fondarono Assidai, il fondo di assistenza sanitaria integrativo al Fasi. Questo succedersi di eventi fondamentali per la crescita di FNDAI spinse il Consiglio a candidarmi nel Consiglio Nazionale CIDA, dove restai fino al 1994, e nel 1991 al Consiglio Nazionale FNDAI, dove rimasi per due mandati fino al 1998 e dal 2002 al 2008. Gianfranco Bigi ricoprì il ruolo dal 1999 al 2001.

Per la prima volta un iscritto di Parma entrava nell’organismo dove venivano prese le decisioni più importanti per la categoria e non ne siamo più usciti. Oggi siamo degnamente rappresentati da Rosamaria Petrosino al secondo mandato e, prima di lei, l’incarico è stato ricoperto egregiamente da Eliana Nicoletti.

I nostri associati ottantenni che erano iscritti in quegli anni ricorderanno a quante manifestazioni a Roma e Milano organizzate da Sergio Zeme, abbiamo partecipato contro i tentativi di riforma previdenziale portati avanti dai vari Ministri del Lavoro Scotti, De Michelis, Formica e Giugni, che prevedevano tutte l’esproprio dell’INPDAI e una riforma previdenziale decisamente punitiva per la nostra categoria. Si trattava di manifestazioni molto partecipate fatte comunque senza la proclamazione di un’ora di sciopero, che non è mai stato nel DNA della nostra categoria, alle quali Parma ha sempre partecipato con diverse decine di colleghi nostri iscritti.

Nel 2002 con la Presidenza Lazzati la questione INPDAI trovò il suo epilogo nella Finanziaria in cui venne sancito, in accordo con il Ministro del Lavoro Maroni, il passaggio dell’INPDAI all’INPS, dietro la cessione di tutto il patrimonio immobiliare dell’INPDAI all’INPS, con una valutazione pari al doppio del deficit dell’INPDAI e l’accordo che non ci sarebbero stati interventi peggiorativi sulle pensioni in essere.

Sul territorio il problema degli anni novanta non era il proselitismo perché l’associazione aumentava ogni anno di qualche decina di unità senza particolari iniziative. Il problema era, come oggi del resto, far partecipare alla vita associativa il maggior numero possibile di iscritti, oltre ai Consiglieri, e far conoscere l’attività dell’associazione all’esterno.
Silvio Grimaldeschi, Federmanager Parma

Silvio Grimaldeschi, Federmanager Parma

Le commissioni

Decidemmo così di costituire nel 1994 la “Commissione Cultura” il cui scopo fu quello di promuovere tutte le attività di carattere socio-culturale che permettessero di far conoscere l’immagine dell’associazione nel contesto cittadino e, nello stesso tempo di favorire l’aggregazione fra i nostri associati. Nacquero all’interno della Commissione culturale la “Commissione scuola”, la “Commissione tempo libero”, la “Commissione rapporti con le istituzioni” e la “Commissione rapporti con Unione Parmense degli industriali”.

Il rapporto col mondo della scuola ebbe da subito un’importanza prioritaria nella scaletta degli impegni della Commissione culturale. Fu stabilito un rapporto sistematico col Provveditorato, Presidi e Insegnanti delle scuole medie superiori che si è protratto per oltre 15 anni.

La Commissione “Tempo libero” fu un forte strumento di aggregazione fra associati. Per una decina di anni abbiamo visitato tutte le mostre più importanti che si svolgevano nel nord Italia e organizzato gite di alto livello in Italia (Veneto, Toscana, Sicilia) e soprattutto all’estero (Egitto, Siria e Giordania, Messico, Perù, India) che permisero di creare un gruppo di associati pronti a mettersi a disposizione dell’associazione per ogni sua iniziativa.

Relazioni Istituzionali

Risultati importanti furono ottenuti anche col mondo delle Istituzioni e della politica. Cominciammo ad incontrare i rappresentanti di tutti i partiti politici presenti a Parma che ci rimproverarono per l’assenza della nostra categoria dalla vita e dai problemi della città. Da quel momento abbiamo cominciato ad avere una frequentazione più assidua con le Istituzioni locali, soprattutto con Ubaldi Sindaco, con le quali organizzavamo quattro/cinque eventi all’anno.

Questo rapporto col Comune raggiunse il suo momento più alto per la nostra associazione quando il Sindaco Pizzarotti nel 2012 mi chiamò a far parte del Consiglio di Amministrazione del Teatro Regio in cui ebbi la possibilità di dare il mio contributo al risanamento economico e alla riorganizzazione del Teatro.

Con UPI Parma il rapporto fu molto formale durante la Direzione Orlandini, che ci vedeva come un sindacato poco diverso da quelli tradizionali. Tutto cambiò con la nomina del Dott. Azzali nel settembre 2000, col quale cominciò una proficua collaborazione tuttora in atto.

Presidenza Federmanager Parma

Il 17 maggio 1996 diventai Presidente e iniziò il mio lungo viaggio nel mondo FEDERMANAGER (allora ancora FNDAI) che termina qui oggi dopo 27 anni da Presidente e 3 da Vice Presidente.

Un mese dopo la mia elezione la FNDAI con la regia del Condirettore Generale Giorgio Ambrogioni, che fu il principale sponsor per la mia elezione a Presidente, organizzò un convegno sulla Piccola e Media Industria a Parma a cui parteciparono anche i Consiglieri Nazionali dato che nella nostra città fu convocato uno dei primi Consigli Nazionali fuori Roma. Il Convegno ebbe un discreto successo soprattutto grazie alla presenza dei Consiglieri Nazionali e segnò l’inizio di una collaborazione virtuosa con la FNDAI.

L’attività molto intensa delle nostre Commissioni non riusciva a svilupparsi in modo soddisfacente per l’inadeguatezza degli spazi a loro disposizione. Così il Consiglio decise di ampliare i propri locali prendendo in affitto il “Salone delle Feste” di Palazzo Pelati-Ferrari, direttamente collegato ai nostri uffici. Si trattava di una bellissima sala affrescata che poteva contare su 50/60 posti a sedere dove avremmo avuto la possibilità di fare anche Corsi di Formazione.

Per meglio essere presenti sul territorio sottoscrivemmo, ad inizio 1998, un accordo di collaborazione con lo storico circolo culturale “Il Borgo” con cui organizzammo subito alcuni convegni sulle problematiche di quel tempo della nostra città. Il Consiglio Direttivo decise poi di dare la disponibilità di questo spazio in uso gratuito ad Associazioni di Volontariato e a Cooperative Sociali per le loro iniziative, compatibilmente con l’utilizzo delle nostre Commissioni.

Da questo momento incontrammo i rappresentanti politici di tutti i partiti, il Sindaco e il Presidente della Provincia. Organizzammo nel 1998 un incontro con i sette candidati alla carica di Sindaco che risposero alle domande dei dirigenti parmensi che riempirono la sala. Con l’ascesa di Elvio Ubaldi a Sindaco iniziò un periodo di intensa collaborazione col Comune e col Direttore Generale Dott. Frateschi, col quale organizzammo quattro incontri con i nuovi amministratori del Comune che per l’intero mese di ottobre catturò l’attenzione della cittadinanza e si chiuse con la presenza di Sindaco e Vice Sindaco.

Nel maggio 1999 invitammo i due maggiori candidati alla carica di Presidente della Provincia a venire ad esporre i loro programmi ai nostri colleghi nel nostro Salone. Anche questa volta l’interesse suscitato fu enorme e la “Gazzetta di Parma” concesse l’onore della prima pagina all’evento.

Alla fine del primo triennio della mia Presidenza l’obbiettivo di avere sul territorio una maggiore presenza nella vita politica e sociale della città era stato raggiunto e, grazie anche alla collaborazione con il Circolo “Il Borgo” la nostra visibilità, intesa in questo caso come “possibilità di essere visti”, poteva dirsi acquisita.

In quegli anni organizzavamo una decina di eventi all’anno su temi soprattutto di interesse locale quali:

  • Il problema demografico di Parma nei prossimi 30 anni

  • La terza età e le politiche a favore degli anziani nel Comune di Parma

  • Come sarà verde la nostra Parma

  • La regione per Parma

  • I progetti di Parma 2000 in regione

  • La sanità a Parma

  • Il rapporto fra Università e la città.

Ma il più interessante convegno di quel periodo fu “Confronto tra dirigenza pubblica e privata” nato in seguito ad una specifica richiesta del Sindaco Ubaldi e del Vice Sindaco Guasti in un momento di cambiamenti organizzativi importanti in Comune a fronte dell’avviata riforma del pubblico impiego, che imponeva di riconsiderare la professionalità e il ruolo del dirigente pubblico.

A discutere del tema furono chiamati il Presidente di Federmanager Corradini, il Presidente Carrozza di Cida, la Confederazione di tutti i dirigenti, il Presidente della Funzione Pubblica Rembado, il Direttore Generale di UPI Azzali, il Direttore Generale del Comune Frateschi.

Nel corso del dibattito emersero le profonde differenze tra i due mondi e che senza una svolta in senso privatistico della dirigenza pubblica la riforma del Pubblico impiego sarebbe rimasta solo una dichiarazione di buone intenzioni.

Il Sindaco Ubaldi chiuse il Convegno con un pubblico ringraziamento alla nostra Associazione per la sua perfetta 0rganizzazione e ipotizzando nuove iniziative comuni. 

A fine 2003 scoppiò “Il caso Parmalat”, un avvenimento che ha fortemente scosso l’opinione pubblica nazionale e mondiale, causando danni d’immagine di vaste proporzioni al “Sistema Paese”, alla nostra città, all’imprenditoria nazionale e alla nostra categoria. Ciò che meravigliò all’epoca dei fatti fu il cumulo di comportamenti eticamente irresponsabili di un ridotto gruppo di Quadri e Dirigenti che per anni coprì e favorì il comportamento truffaldino dell’azienda senza che alcun sospetto trapelasse al di fuori delle mura dell’azienda. La città incredula di fronte alla gravità dei fatti ne fu quasi annichilita. Il sistema imprenditoriale e la dirigenza subirono un colpo durissimo.

Per qualche settimana il sottoscritto e il Presidente di Federmanager Lazzati ci trovammo costretti a fronteggiare gli attacchi della stampa alla categoria scrivendo che la dirigenza, quella vera, era impegnata ogni giorno a creare valore per le proprie imprese, facendo della Responsabilità Sociale dell’Impresa e dell’etica professionale il proprio punto di riferimento.

Dal “Caso Parmalat” nacque l’idea di organizzare un convegno dal titolo “Corporate Governance: sviluppo e competitività del Sistema Paese” con la partecipazione del Sindaco Ubaldi, del Presidente della Provincia Bernazzoli, del Presidente UPI Rosi, del Prof. Maccarrone docente di Ingegneria economica-gestionale del Politecnico di Milano e del Presidente Federmanager Lazzati.

Federmanager sostenne che il futuro economico delle imprese non avrebbe dovuto più prescindere da codici di comportamento percepiti come doverosi anche se giuridicamente non vincolanti. La preoccupazione del Sindaco fu come superare il danno d’immagine procurato alla città.

A livello nazionale nel 2001 diventò Presidente Edoardo Lazzati che, come già detto, concluse nel 2002 l’accordo con il Governo per il passaggio dell’INPDAI all’’INPS e nel 2004 firmò con Confindustria il rinnovo del CCNL con la modifica del modello retributivo che introdusse il trattamento minimo complessivo di garanzia (TMCG) e lo sviluppo di sistemi di retribuzione variabile e incentivante. Nel 2005 Federmanager, AON e Assidai costituirono Praesidium, una società di brokeraggio assicurativo che venne ufficialmente presentata in un convegno organizzato a Parma.

La partecipazione attiva alla Federazione

Nel 2005 la nostra associazione raggiunse importanti traguardi in quanto alcuni Consiglieri furono chiamati a ricoprire cariche importanti nella vita associativa nazionale. Il sottoscritto al quarto mandato da Consigliere Nazionale fu eletto nella Giunta Lazzati per il triennio 2005/2008 e il compianto Tesoriere Egidio Zambini entrò nel CDA del FASI dove restò per due mandati dal 2005 al 2012. Se la mia elezione in Giunta fu il riconoscimento delle mie capacità relazionali a livello nazionale con tutti i Sindacati grandi e piccoli, Zambini prevalse su altri candidati grazie al suo importante bagaglio di esperienze in ambito di Welfare aziendale maturato in Barilla.

Nel 2012 alla fine del suo mandato nel Fasi il Consiglio Direttivo decise di candidare Zambini nel CDA del Previndai dove venne eletto con il sostegno dei due terzi dei Consiglieri Nazionali e fu rieletto per il secondo mandato nel 2015 con scadenza 2018. Io entrai nel 2012 nel CDA del Fasi, quando era Presidente del Fasi Stefano Cuzzilla, e fui confermato nel CDA nel 2015 con Presidente del Fasi Marcello Garzia, in quanto Cuzzilla era diventato Presidente Nazionale. Dal 2012 al 2018 la nostra associazione fece parte dei CDA dei due più importanti enti bilaterali di Federmanager e vi assicuro che per una associazione di medie dimensioni come la nostra è stato un successo importante che certificò la considerazione raggiunta dai propri rappresentanti.

Sicuramente uno degli eventi più significavi organizzati dalla nostra associazione nella sua storia fu la celebrazione nel 2005 del 60° anniversario della fondazione di Federmanager Parma. Il Consiglio Direttivo decise di organizzare un talk-show che richiese uno sforzo organizzativo notevole e un impegno economico importante, solo in piccola parte finanziato da FDM nazionale. Il talk condotto da un giornalista della Rai e uno dell’Espresso affrontava il tema della competitività delle imprese parmensi negli anni della globalizzazione. Il panel era costituito da Azzali DG di UPI, Lazzati Presidente di FDM, Giorgio Costa giornalista del Sole-24 Ore, Tagliaferro giornalista della Gazzetta, Andreta DG Ricerca della Commissione Europea con contributi video del Sindaco Ubaldi, del Presidente della Provincia Bernazzoli e del Presidente regionale Errani, del Presidente UPI Rosi e di Federico Rampini. Furono intervistati i DG delle aziende del territorio più importanti, alcuni dei quali nostri associati. Al convegno parteciparono 180 colleghi e fu registrato dalla tv locale e riproposto sulla rete locale più volte.

Nel 2009 fummo costretti purtroppo lasciare la sede di via Del Conservatorio per trasferirci in via Cavour, perdendo così la disponibilità del Salone delle Feste che ci aveva consentito di organizzare in qualche anno anche 20 eventi. Quindi la nostra capacità organizzativa di eventi si ridusse sensibilmente e iniziammo a organizzare quelli importanti in concomitanza con l’Assemblea annuale oppure in location a pagamento.

Relazioni con il mondo accademico

Abbiamo avuto anche un proficuo rapporto con l’Università basato su iniziative individuali di singole persone o gruppi di persone che si muovevano in base a rapporti personali con professori universitari, ma senza un coordinamento con il Consiglio Direttivo. Così decidemmo di regolarizzare e consolidare per le vie ufficiali il rapporto con l’Università, con la quale sottoscrivemmo un protocollo d’intesa, Rettore Loris Borghi, sul Job Placement, il cui obiettivo era quello di consolidare il collegamento fra sistema formativo universitario, mondo del lavoro e sistema imprenditoriale a supporto degli studenti.
La Prof.ssa Sara Rainieri, delegata del Rettore per l’orientamento in uscita e per le politiche di raccordo col mondo del lavoro, individuò in Federmanager un grande contenitore di esperienze e di cultura aziendale in grado di supportare, attraverso i suoi iscritti, e indirizzare gli studenti nell’individuazione di un posto di lavoro in linea con le loro aspettative e competenze.

L’accordo, che aveva una validità di tre anni, prevedeva che le attività formative fossero rivolte a tutti i corsi di studio dell’Ateneo. Federmanager da parte sua presentò un programma di attività che prevedeva la presentazione e discussione di casi aziendali, seminari in collaborazione con aziende del territorio, azioni volte a facilitare l’accesso degli studenti a stages aziendali e a tesi di laurea con le aziende, cicli di incontri con laureati per supportarli nella scelta al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro.

L’accordo fu gestito da un gruppo di lavoro congiunto per stabilire i programmi di lavoro, coordinato dalla prof.ssa Rainieri, costituito per l’Università dai responsabili del Dipartimento di Ingegneria Industriale, di Ingegneria Civile e Architettura e del Dipartimento di Economia e per Federmanager da un componente del Consiglio Direttivo, delegato come responsabile del gruppo, e da tre iscritti volontari provenienti da importanti esperienze di lavoro.

L’accordo fu replicato con il Rettore Paolo Andrei e si interruppe col Covid.

Ringraziamenti

Chiudo con un doveroso ringraziamento a tutti i consiglieri che in questi 27 anni mi hanno accompagnato in questa splendida esperienza condividendo le scelte fatte, i tanti successi e le delusioni. Senza il loro fondamentale contributo non sarebbe stato possibile raggiungere il posizionamento odierno sia a livello territoriale che nazionale. Un ringraziamento particolare va all’ultimo Consiglio Direttivo, il primo a maggioranza femminile, in cui la componente femminile guidata dalla Vice Presidente Todeschini ha trasferito le esperienze maturate in Federmanager Minerva. Quasi tutte si sono candidate per il nuovo Consiglio e fra loro c’è sicuramente chi può ricoprire ruoli importanti nel futuro Consiglio Direttivo. Naturalmente il mio ringraziamento va anche a Lamberto Prati e a Francesco Stola per aver svolto i compiti loro affidati con professionalità e competenza e al compianto Egidio Zambini per avere ricoperto il suo ruolo di Tesoriere con grande maestria ed avermi aiutato a gestire i conti della nostra Associazione in una situazione di grande tranquillità come avrete modo di verificare quando approverete il Bilancio 2025, a Fabrizio Fedolfi che era già Revisore quando sono entrato in Consiglio nel 1987 e ha fatto materialmente i Bilanci fino ad un paio di anni fa.

Ma il ringraziamento più grande lo debbo alle impiegate dell’ufficio a Enrica Magri, Laura Montanari e Laura Sandrini che sono la vera forza dell’associazione, con le quali ho condiviso molte giornate di lavoro e quindi ho avuto modo di apprezzarne le capacità professionali e la competenza con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro, Enrica in ambito sanitario, Laura Sandrini in ambito previdenziale, Laura Montanari nella gestione della comunicazione, del sito e dell’anagrafica degli iscritti, ma soprattutto per aver svolto con grande efficacia il compito di “segretario” costituendo di fatto un aiuto fondamentale per il Presidente. È una squadra che lavora in buona armonia ed è, vi assicuro, molto apprezzata dagli associati.

Infine ringrazio tutti gli associati di ieri e di oggi per avermi voluto come vostro Presidente così a lungo. Ho sempre sentito la vostra fiducia e vi assicuro che ho cercato di operare con grande onestà e dedizione nell’interesse vostro e dell’Associazione. Mi avete permesso di fare questo lungo e fantastico viaggio e ve ne sarò per sempre riconoscente.

Vi abbraccio tutti con grande affetto.