Borsa di Studio Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna in memoria di Francesco Longo: dieci anni di collaborazione con Fondazione Intercultura

Giunta al suo 10° anno, la collaborazione tra Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna e Fondazione Intercultura rientra in un progetto strategico per l'internazionalizzazione scolastica e la crescita delle competenze globali delle nuove generazioni.

a cura della redazione

In questo decennio, la Borsa di Studio intitolata alla memoria di Francesco Longo, Presidente della nostra Associazione per lungo tempo, ha offerto a 9 giovani del territorio — sui 43 che ne hanno fatto richiesta — l'opportunità di vivere un'esperienza che è un vero e proprio passaporto per il futuro.

In questo percorso, realizzato grazie a Fondazione Intercultura, spiccano due dati di straordinario valore strategico e umano:

·     l'ambizione internazionale: oltre la metà dei partecipanti — ben il 55% — ha varcato i confini europei per volare Oltreoceano, verso destinazioni d'eccellenza tra Stati Uniti e soprattutto Canada. Esperienze di questo livello, offrono un'immersione linguistica e culturale capace di trasformare per sempre il loro modo di guardare al mondo e al futuro professionale.

·      L'empowerment femminile: quasi l'80% dei partecipanti è composto da giovani donne (7 ragazze su 9). È un segnale potente di inclusione e di valorizzazione della leadership del futuro.

Ma l'impegno di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna vuol essere molto di più di un semplice aiuto finanziario, seppur parziale, per un soggiorno di studio all'estero per i ragazzi: insieme alle attività della Commissione Formazione Scuola Lavoro, impegnata da anni in progetti di volontariato da parte dei manager associati negli istituti di scuola superiore del territorio, testimonia come la nostra volontà sia quella di nutrire l'intero ecosistema della scuola. 

Una visione a 360 gradi che fa davvero la differenza. Da un lato, offre ai giovani gli strumenti per sviluppare competenze trasversali, scoprire il mondo e crescere come cittadini attivi e consapevoli. Dall'altro, sostiene chi la scuola la vive e la guida ogni giorno: affiancando alla mobilità degli studenti anche la formazione per docenti e dirigenti, Federmanager rafforza e arricchisce l'intera comunità educante.

Tutto questo si traduce in un impatto importante sul territorio: la rete delle scuole coinvolte riflette infatti una presenza capillare e viva in tutta l'Emilia-Romagna. Attraverso la collaborazione con i Centri Locali di Intercultura di Bologna, Forlì, Modena, Ravenna, Ferrara e Imola, siamo riusciti a portare il seme dell'internazionalizzazione presso gli istituti storici della regione, creando un ponte concreto tra il tessuto manageriale locale, le famiglie e le scuole.

In foto al centro Leonardo Cavina, vincitore della Borsa 2026, insieme a Flavio Brasini, nostro associato e nonno del vincitore, alla sua sinistra. A destra, Bianca Veronesi Longo, , vedova di Francesco Longo, al quale è dedicata la Borsa di Studio Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna con Intercultura.

In foto al centro Leonardo Cavina, vincitore della Borsa 2026, insieme a Flavio Brasini, nostro associato e nonno del vincitore, alla sua sinistra. A destra, Bianca Veronesi Longo, , vedova di Francesco Longo, al quale è dedicata la Borsa di Studio Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna con Intercultura.

La testimonianza del vincitore della borsa di studio 2026, Leonardo Cavina


L’ultima edizione della Borsa di Studio Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna in memoria di Francesco Longo ha premiato Leonardo Cavina, nipote del nostro associato Flavio Brasini, partito questa estate per un programma di studio in Canada di 4 settimane.


Abbiamo raccolto la sua testimonianza al rientro da questa esperienza e la condividiamo a seguire.


La mia esperienza in Canada è stata probabilmente uno degli eventi più significativi dell’anno, ed in generale una delle varie occasioni in cui mi sono ritrovato completamente diverso nell’animo dopo un confronto di questo genere.

Sceso dall’aereo a Montreal, non ero particolarmente sicuro di ciò che mi aspettava: certo, avevo deciso di prendere parte al concorso per la borsa di studio di Intercultura indetto da Federmanager per potermi immergere in altre culture e poter migliorare il mio inglese, ma a parole tutto sembra più facile di quanto sia la realtà: appena arrivato ho subito dovuto mettere in gioco la mia capacità di saper convivere con sconosciuti ed orientarmi in una città infinitamente più grande dei paesi in cui mi trovo di solito, il tutto impiegando sì una lingua che parlo molto bene, ma comunque non la mia lingua nativa. Anche il jet lag ha contribuito abbastanza alla confusione ed al disorientamento iniziale; non tanto per il sonno, ma piuttosto per i ritmi dei pasti, a cui dovevo ancora abituarmi.
Eppure, dopo qualche giorno di difficoltà, mi sono trovato quasi subito come fossi a casa; probabilmente mi ha aiutato la gentilezza degli abitanti di Montreal ed il fatto che fin da subito io ed i miei compagni di viaggio dall’Italia abbiamo formato un gruppo unito.

Probabilmente la cosa che mi ha colpito di più e che più è rimasta con me tornando a casa è la grande multiculturalità di Montreal e comunque del Canada in generale; ho avuto modo di relazionarmi con una miriade di culture e modi di vedere il mondo diversi, sia nel college in cui passavo le mattine a lezione, sia per le strade della città.

È una grande unità che scaturisce dal fatto che ogni persona è diversa dall’altra; in un singolo bus si vedono tranquillamente persone di ogni etnia e religione, dalle comunità ebraiche ortodosse agli italo-canadesi, dalle persone originarie del Centrafrica a quelle del Sud America e dell’Asia, tutte accomunate dal fatto di essere Canadesi e cittadini dello stesso mondo. Ritengo che questa, tra tutte, sia la più grande verità che quel mese dall’altro lato dell’Atlantico mi abbia insegnato.

Perché è proprio dall’ospitalità, un valore che sta alla base delle norme dell’antico mondo greco (dove prende il nome di xenía), significa ospitalità sacra nel mondo greco antico), quell’ospitalità che rende temporaneamente o permanentemente parte di una comunità, che si costruiscono ponti di dialogo e di comprensione reciproca tra popoli, e ritengo, in qualità di xénos (straniero), che Montréal sia un esempio lampante dell’applicazione moderna di questo valore.

Per quest’opportunità, a Federmanager e alla gentilissima signora Bianca Veronesi Longo vanno i miei sentiti ringraziamenti”.