Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna firma il Manifesto per la Giustizia Economica di Genere
Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna ha ufficialmente aderito al Manifesto per la Giustizia Economica di Genere, sottoscrivendolo nel corso dell’evento che si è svolto il 15 gennaio, nell’ambito della manifestazione fieristica MARCA a BolognaFiere. La firma rappresenta un momento significativo nell’impegno dell’associazione manageriale a favore dell’equità, dell’inclusione e della valorizzazione delle competenze nel mondo del lavoro.
di Monica Dall'Olio
Il Manifesto
Il Manifesto per la Giustizia Economica di Genere vuole promuovere una reale equità sul lavoro sostenendo la partecipazione femminile nel mondo dell’economia e dell’imprenditoria. E’ articolato su quattro direttrici essenziali — Parità, Coraggio, Cura, Collaborazione — ciascuna accompagnata da linee guida operative distinte per Imprese, Istituzioni e Associazioni.
Tra le misure proposte: analisi aziendali interne con relativa diffusione dei risultati sul gender pay gap; agevolazioni fiscali per le aziende maggiormente impegnate nelle politiche di parità; maggiore chiarezza sui regolamenti relativi a smartwork, flessibilità oraria e congedi parentali; programmazione delle riunioni mai oltre le 17; detraibilità dei costi sostenuti per babysitter e caregiver; collaborazione tra aziende limitrofe per offrire servizi comuni al personale a costi inferiori a carico dei fruitori (es. servizio concierge aziendale, luogo per ritiro pacchi, spesa online, ludoteche, baby-sitting, lavanderia, farmacia).
Per Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, “non più termini astratti, ma modalità, scelte e comportamenti da introdurre nella vita delle nostre imprese. È un’opportunità: il Manifesto indica una strada per passare dalle parole ai fatti e ci sono le condizioni per percorrerla”.
I primi firmatari
L'impegno di Federmanager
Con la firma del Manifesto, Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna si unisce a una rete ampia e qualificata di attori del mondo economico, professionale e istituzionale, contribuendo a rafforzare un percorso condiviso che mira a trasformare la giustizia economica di genere in un impegno concreto, capace di generare benefici duraturi per l’intera società.
“Federmanager è impegnata a valorizzare le competenze, l’equità ed il rispetto per le Persone. La firma del Manifesto si inserisce molto bene in questo percorso, e lo rafforza”, ha dichiarato Massimo Melega, presidente di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, sottolineando la coerenza dell’adesione con i valori che guidano l’azione dell’associazione sul territorio.
Donne e lavoro, la situazione in Italia
Per i promotori il Manifesto è la risposta necessaria a un quadro che in Italia vede l’occupazione femminile al 51% contro il 65% della media UE, le madri guadagnare fino al 50% in meno rispetto alle donne senza figli, i divari salariali e di carriera tra donne e uomini aumentare ai livelli più alti, il 77,5% delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle madri legato alla difficoltà di conciliare lavoro e cura dei figli, l’accesso limitato al credito per le imprese femminili. Secondo l’ultimo report Istat (gennaio 2025) fra i dipendenti le donne guadagnano il 5,6% in meno rispetto ai colleghi uomini e il gap sale tra i laureati al 16% in vantaggio degli uomini, nonostante le donne siano da oltre dieci anni il 60% dei laureati. In ambito accademico il 72% dei dipartimenti è diretto da uomini (Osservatorio Talents Venture, 2025). Il divario retributivo di genere nel settore privato si attesta al 15,9%, mentre nel settore pubblico scende al 5,2%.
“Il divario di genere non è un destino bensì una sfida – ha affermato Gabriella Castelli, presidente di AIDDA Emilia-Romagna –. Il Manifesto è il punto di partenza per costruire un cambiamento misurabile, concreto e condiviso. La giustizia economica di genere è un obiettivo comune non negoziabile”.
“Ci siamo ispirati – ha dichiarato Francesco Tosi, presidente di Cefa Ong – alla nostra esperienza sul campo nei progetti di cooperazione internazionale perché abbiamo visto che quando si afferma il diritto di una sola persona c’è sempre una ricaduta positiva su tutta la sua società”.
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