Federmanager lancia il gruppo di lavoro per "Safety Tech 2030"
Al Tecnopolo Dama avviato il percorso per una sandbox regionale dedicata all'innovazione tecnologica per la sicurezza sul lavoro
di Monica Dall'Olio
Sono oltre 1.000 ogni anno le persone che perdono la vita
sul lavoro in Italia e circa 600mila gli infortuni complessivi. La strategia
globale Vision Zero si basa invece sul principio che tutti gli infortuni e le
malattie professionali sono prevenibili: ciò significa che il livello
moralmente accettabile di morti sul lavoro in un anno è zero.
Partendo
da questa considerazione, dall'assemblea annuale di Federmanager Bologna –
Ferrara – Ravenna e dal convegno "Leadership e innovazione: il ruolo dei
manager per la sicurezza sul lavoro", ospitati il 4 giugno presso il Tecnopolo Dama di
Bologna, ha preso ufficialmente avvio il gruppo di lavoro che avrà il compito
di sviluppare la Fase 1 del progetto "Safety
Tech 2030", proposta operativa finalizzata a favorire l'adozione di
tecnologie innovative per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi
di lavoro.
L'iniziativa
– in linea con il "Quadro strategico dell'UE in materia di salute e
sicurezza sul lavoro 2021-2027”, che mira a proteggere la salute di chi lavora
e a ridurre i decessi legati al lavoro entro il 2030 (il cosiddetto obiettivo
Vision Zero) - nasce dalla consapevolezza che strumenti come intelligenza
artificiale, dispositivi wearable, sensoristica avanzata e sistemi di
monitoraggio intelligente possano offrire un contributo determinante alla
prevenzione degli infortuni, ma che la loro diffusione sia oggi rallentata da
un quadro normativo complesso e da significative incertezze applicative.
Il gruppo di lavoro avvierà nei prossimi mesi un percorso
di confronto tecnico e istituzionale volto a definire le condizioni per la
realizzazione di una "Safety Tech
Sandbox Emilia-Romagna", uno spazio controllato di sperimentazione di
tecnologie salva vita che permetta a imprese, enti di ricerca, organismi di
vigilanza e parti sociali di testare soluzioni innovative senza rischiare
sanzioni in un contesto regolatorio coordinato e supervisionato.
L'obiettivo
della prima fase sarà la costruzione di una governance condivisa e la
definizione di un "Patto per la
Sicurezza Innovativa", favorendo il dialogo tra istituzioni, sistema
produttivo, università, centri di ricerca e rappresentanze del lavoro per
individuare modelli di sperimentazione capaci di coniugare innovazione, tutela
dei diritti e prevenzione dei rischi.
“L'ambizione del progetto "Safety Tech 2030" –
ha dichiarato il presidente di Federmanager Bologna-Ferrara-Ravenna Massimo Melega - è contribuire alla
costruzione di un modello regionale capace di trasformare l'innovazione
tecnologica in un fattore concreto di riduzione degli infortuni, favorendo la
competitività del sistema produttivo e la tutela della persona nei luoghi di
lavoro. Un obiettivo che riguarda da vicino le eccellenze industriali
dell'Emilia-Romagna, dalla meccanica avanzata all'automotive e alla Motor
Valley, dall'agroalimentare alla logistica, fino alla ceramica, al packaging e
alle filiere ad alta tecnologia che rappresentano il motore dello sviluppo
regionale. Rendere questi settori sempre più sicuri
significa rafforzarne anche la capacità di innovare e competere sui mercati
internazionali”.
Secondo
il documento presentato durante il convegno, il principio ispiratore del
progetto è che le tecnologie progettate specificamente per prevenire incidenti
e tutelare l'incolumità delle persone debbano poter essere valutate attraverso percorsi di sperimentazione che ne
dimostrino l’efficacia per la prevenzione degli infortuni e assicurino la
trasparenza sulle finalità e modalità di utilizzo.
I relatori hanno affrontato il tema da diverse
prospettive – manageriale, istituzionale, scientifica e tecnologica –
evidenziando la necessità di utilizzare le nuove tecnologie come leva per
raggiungere l'obiettivo degli infortuni zero.
“La sicurezza sul lavoro non si garantisce solo con le
regole, ma con la qualità delle organizzazioni e la capacità di anticipare i
rischi e governare il cambiamento – ha sottolineato il presidente di Federmanager
Valter Quercioli -. In un contesto
in cui le tecnologie evolvono rapidamente, il compito del management è
trasformare l’innovazione in uno strumento concreto di tutela delle persone e
di miglioramento delle condizioni di lavoro. Diffondere questa cultura
significa rafforzare la competitività delle imprese, accrescere la resilienza
delle organizzazioni e costruire una linea di sviluppo che coniuga crescita,
centralità del lavoro e responsabilità sociale.”
Secondo
Giovanni Paglia, assessore alle
Politiche abitative, Lavoro, Politiche giovanili della Regione Emilia- Romagna
con delega alla Sicurezza e legalità del lavoro, intervenuto nel corso dei
lavori, “l'intelligenza artificiale non è solo una sfida da regolamentare, ma
uno strumento, da mettere al servizio, in particolare, della salute e della
sicurezza sul lavoro. Con Safety Tech Sandbox 2030 vogliamo sostenere la
ricerca e la sperimentazione di tecnologie innovative che aiutino a prevenire
gli incidenti e proteggere lavoratrici e lavoratori, collaborando alla
definizione di un quadro regolatorio che coniughi protezione dei dati
personali, diritti sindacali e sicurezza negli ambienti di lavoro.
L'Emilia-Romagna è pronta a fare la propria parte insieme alle parti sociali,
promuovendo un modello che coniughi innovazione, qualità del lavoro e
responsabilità sociale."
Per Alessandra Poggiani, direttrice generale
CINECA, “la collaborazione tra ricerca, istituzioni e sistema produttivo è un
presupposto essenziale per portare le nuove tecnologie nei contesti produttivi
in modo sicuro e responsabile. In questo quadro, CINECA mette a disposizione
infrastrutture di supercalcolo e competenze professionali sull'intelligenza
artificiale a sostegno di applicazioni e progetti anche per la prevenzione e la
sicurezza delle condizioni di lavoro. L’obiettivo non è sostituire le
decisioni, ma offrire strumenti che abilitino processi decisionali basati su
dati, più affidabili e tempestivi.”
Roberta Bonfiglioli, professore
associato di Medicina del Lavoro dell’Università di Bologna, ha evidenziato
come “nell’era dell’automazione la centralità dell’uomo e del suo benessere
costituiscono il cardine del modello di interazione tra l’uomo e le macchine.
Il superamento del modello ‘Industria 4.0’, la disponibilità di tecnologie
indossabili e integrabili con IA, offrono strumenti di valutazione e
monitoraggio delle condizioni di lavoro utili alla tutela della salute
psicofisica della popolazione lavorativa. Un approccio interdisciplinare
risulta strategico, a garanzia del rigore scientifico e della corretta gestione
degli aspetti etici e normativi.”
Dal
confronto è emersa la necessità di rafforzare
il ruolo della leadership manageriale nella diffusione della cultura della
sicurezza, promuovendo al tempo stesso un ecosistema regionale capace di
accompagnare le imprese nell’adozione di soluzioni tecnologiche validate sotto
il profilo tecnico, organizzativo ed etico.
I
lavori del gruppo porteranno alla predisposizione di un primo documento
operativo contenente proposte di governance, strumenti di accompagnamento alle
imprese e possibili percorsi di sperimentazione da sottoporre ai soggetti
istituzionali competenti.
I percorsi
pratici e l'impegno di applicare tecnologia intelligente per la sicurezza nei
luoghi di lavoro sono poi stati l'oggetto della tavola rotonda moderata da Roberto
Sammarchi – coordinatore della Commissione Sicurezza di Federmanager
Bologna-Ferrara-Ravenna e membro dell'AI Act Advisory Forum, previsto dall'Art.
67 del Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act - “L’innovazione in fabbrica e in
cantiere. Dalla sperimentazione all’adozione sistemica”. Hanno portato il loro
contributo alla discussione William
Ballotta, segretario CISL Emilia Romagna, Emilio Ferrari, Dipartimento Ingegneria Industriale Università di
Bologna, Emanuele Gatti, presidente
Itkam, la Camera di Commercio italiana per la Germania e Board Member
Responsabile del trasferimento tecnologico di Sign-network e.V., Andrea Nicolini, ente di ricerca
Fondazione Bruno Kessler, Nicoletta
Grosso, responsabile di Uninpiego, il servizio di ricerca e selezione del
personale di Confindustria Emilia Area Centro e Fulvio Sbroiavacca, coordinatore Commissione Innovazione
Federmanager.
L’Assemblea Federmanager: il nuovo Consiglio Direttivo
Durante
l’Assemblea di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, che è l’associazione di riferimento dei manager industriali con oltre 3.100
iscritti nelle tre province, si è svolta la proclamazione degli eletti del nuovo Consiglio direttivo, che
rimarranno in carica per il triennio
2026 – 2029.
Si tratta di 20 manager, espressione delle tre aree provinciali: Andrea Barbieri, Paolo Bassi, Gianpaolo Bastia, Donatella Bezzi, Franco Boccia, Stefano Bronzini, Sara Cirone, Alessandro Costa, Paolo Fanti, Nicola Gallazzi, Valentina Giorgi, Fabrizio Lorenzetti, Anna Mattioli, Rita Melcarne, Massimo Melega, Andrea Molza, Alberto Montanari, Roberto Pettinari, Giovanni Rossato, Paolo Venturi.
Inoltre, il Collegio Dei Probiviri: Membri Effettivi Consolini Sergio,
Ortolani Carla, Tarozzi Umberto. Membri Supplenti Raimondi Alberto
E il Collegio Dei Revisori: Membri Effettivi Grossi Eliana, Succi Annarita, Tolone Massimiliano. Membri Supplenti Ghetti Danilo.
Nel corso del primo consiglio direttivo
verranno proclamati il presidente e i vice.
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