Non eventi isolati, ma un percorso

Settembre porta con sé un rito noto: il rientro dalle ferie. Le valigie si svuotano, l'agenda torna a riempirsi e, in questo passaggio, si apre spesso uno spazio breve ma prezioso in cui la mente, dopo alcune settimane lontana dalla routine, può osservare la realtà con maggiore distanza. È il momento in cui diventa naturale interrogarsi non soltanto sulle attività da svolgere, ma anche sulla direzione intrapresa. Ed è proprio in questo spirito che vogliamo aprire il nostro numero di rientro: non con l'ennesimo annuncio di eventi, ma con uno sguardo d'insieme su un percorso che, tappa dopo tappa, ha assunto una forma sempre più chiara.

GIOVANI a cura del Team del Gruppo Giovani Manager – Federmanager Bologna - Ferrara - Ravenna

Come Gruppo Giovani di Federmanager Bologna - Ferrara -Ravenna, vogliamo usare questo momento di ripartenza per fare qualcosa che raramente ci concediamo durante l'anno: fermarci a guardare indietro, non per nostalgia, ma per rendere visibile un filo che lega scelte fatte in tempi diversi e che, messe in fila, raccontano una direzione precisa.

Basta ripercorrere la storia di Manager tra Manager, il percorso nato nel 2019, per accorgersene. Le prime tappe lavoravano soprattutto sulle fondamenta personali del manager: auto-motivazione, gestione della rabbia, capacità di gestire la paura nei mesi più difficili della pandemia. Negli anni successivi, il baricentro si è spostato sulla dimensione relazionale — le domande potenti, la gestione del conflitto, la diversity & inclusion, il benessere personale e aziendale — fino ad arrivare, tra 2023 e 2024, a temi più identitari e complessi: la sindrome dell'impostore, la comunicazione non violenta, la convivenza tra cinque generazioni in azienda, la leadership maschile e femminile. Un'evoluzione che nel 2025 ha trovato una sintesi precisa nel weekend dedicato al "Manager-Coach", tra intelligenza emotiva, gestione dello stress e resilienza nella relazione con i pari grado. Letta con un po' di distanza, questa sequenza non è un elenco di argomenti scelti di anno in anno: è un percorso che ha accompagnato il manager dal conoscere sé stesso, a saper stare con gli altri, fino a saper guidare gli altri — la stessa direzione in cui si muovono, non a caso, i due appuntamenti che apriranno la nostra stagione autunnale.

Accanto a questo, su queste pagine abbiamo raccontato anche altri pezzi dello stesso cammino. Abbiamo parlato della crisi generazionale che attraversa il mondo associativo, un fenomeno che riguarda Federmanager come tante altre realtà del terzo settore, in un Paese dove la partecipazione volontaria dei più giovani è in calo da un decennio: questo ci ha spinto a interrogarci su come restare un luogo davvero attrattivo per chi oggi ha trent'anni o poco più. Abbiamo raccontato la nascita del Club dei Manager, il format che abbiamo costruito attorno a un'idea semplice, quanto esigente: il confronto tra pari, quando è autentico, vale più di molte lezioni frontali. Un laboratorio vivo, non un corso, in cui i soci stessi mettono a disposizione della rete la propria esperienza come formatori, in un patto di reciprocità con la comunità che li ospita. Abbiamo condiviso l'esperienza di una mattinata di group coaching con Chiara Zerbini sul tema dell'incertezza, in cui — attraverso lo strumento dei Livelli Logici di Robert Dilts — ci siamo esercitati a leggere il nostro ruolo di manager non solo attraverso competenze e comportamenti, ma anche attraverso valori e identità.

Se si guardano questi episodi uno per uno, sembrano appuntamenti scollegati in un calendario associativo, ciascuno con la propria vita autonoma. Ma se li si guarda in sequenza, emerge qualcosa di diverso: un disegno che si è fatto via via più chiaro, quasi senza che ce ne accorgessimo del tutto mentre lo costruivamo insieme, incontro dopo incontro. Il filo che li unisce è la convinzione, oggi sempre più condivisa nel gruppo, che la competenza tecnica non basta più a definire un buon manager. Serve qualcos'altro: la capacità di leggere le persone — i propri collaboratori, i propri pari, se stessi per primi — prima ancora di leggere i processi e i numeri.

È in questa stessa direzione che si inseriscono i due appuntamenti che apriranno la nostra stagione autunnale. Il 26 settembre torneremo a lavorare con Chiara Zerbini, questa volta sul tema delle abilità del coaching nel people management: come si fa, concretamente, a far emergere il meglio da un collaboratore invece di limitarsi a impartire istruzioni? È una domanda che diventa sempre più centrale in team eterogenei per età, esperienza e modalità di lavoro, dove il comando gerarchico puro mostra ogni giorno di più i propri limiti.

Il 10 ottobre, con Marianna Natale, affronteremo invece il tema dell'intelligenza emotiva sul lavoro: come guidare — non semplicemente "gestire" — le emozioni proprie e altrui, riconoscendole come informazioni preziose per orientare le decisioni, e non come un rumore di fondo da silenziare per restare professionali.

Coaching e intelligenza emotiva non sono due temi accostati per caso, né una semplice sequenza di occasioni formative. Sono due facce della stessa competenza relazionale che, appuntamento dopo appuntamento, il nostro percorso ha iniziato a costruire con metodo: prima ci siamo interrogati su chi siamo come manager, poi abbiamo iniziato a chiederci come possiamo aiutare gli altri — colleghi, collaboratori, pari — a essere manager migliori. È un passaggio che segna una maturazione precisa, del gruppo nel suo insieme prima ancora che dei singoli eventi in calendario.

C'è un motivo per cui scegliamo di raccontarlo proprio ora, nel numero che segna il rientro dalle ferie. Perché l’estate, con la sua sospensione fisiologica, è il momento più naturale per fare questo tipo di lettura d'insieme — quella che durante i mesi pieni di scadenze raramente ci si concede. E perché vogliamo che chi si affaccia per la prima volta a uno dei nostri appuntamenti, il 26 settembre o il 10 ottobre, sappia fin da subito che non sta partecipando a un evento isolato, ma entrando in un percorso che il Gruppo Giovani costruisce con continuità dal 2019 a oggi, un tassello alla volta.
Non stiamo semplicemente organizzando un calendario di iniziative. Stiamo, più ambiziosamente, provando a costruire — insieme a chi sceglie di partecipare — una vera e propria palestra di leadership relazionale: uno spazio in cui i manager under 44 della nostra rete possano allenarsi, incontro dopo incontro, a essere non solo più preparati tecnicamente, ma più capaci di leggere le persone che li circondano.

Vi aspettiamo il 26 settembre e il 10 ottobre. Ma soprattutto, vi invitiamo a guardare questi due incontri non come eventi a sé stanti, bensì come i prossimi passi di un cammino che continua a crescere insieme a chi lo abita.