Presidi Organizzativi e Catena dell’Appalto: a Bologna un seminario operativo su infiltrazioni e sanzioni

Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna e l’Università di Bologna insieme per la legalità d’impresa

Roberto Pettinari

Roberto Pettinari Coordinatore della Commissione SIATE di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna

SIATE di Roberto Pettinari, Coordinatore della Commissione SIATE di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, in collaborazione con il Gruppo di analisi e ricerca del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Ateneo bolognese condotto dalla Prof.ssa Stefania Pellegrini

Si è svolto lo scorso 13 luglio, presso la nostra sede di Villanova di Castenaso, il seminario operativo “Presidi organizzativi e catena dell’appalto: come proteggere l’impresa da rischi di infiltrazione e sanzioni”, promosso nell’ambito dell’Accordo di Programma tra la Regione Emilia-Romagna e l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, sostenuto dalla legge regionale 18/2016, il cosiddetto Testo Unico della Legalità.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Federmanager e il Gruppo di analisi e ricerca del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Ateneo bolognese, condotto dalla Prof.ssa Stefania Pellegrini, e ha rappresentato un momento di confronto diretto tra il mondo accademico, quello delle professioni legali e quello manageriale su un tema di crescente attualità: la tutela delle imprese dai fenomeni di infiltrazione criminale e dalle relative conseguenze sanzionatorie.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali dell’ing. Massimo Melega, Presidente di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna, che ha sottolineato l’impegno dell’associazione nel promuovere momenti di formazione e aggiornamento su temi che toccano da vicino la responsabilità e la funzione dei manager d’impresa. A moderare l’incontro è stata l’Avv. Simona Bonini, Chief Legal Counsel, che ha guidato con rigore e chiarezza l’alternarsi degli interventi, curando in particolare i collegamenti tematici tra i diversi contributi e la gestione del dibattito finale con il pubblico.

La cornice valoriale: l’etica d’impresa come presidio di legalità


I lavori sono stati aperti dalla Prof.ssa Stefania Pellegrini, Prof. ordinaria di Sociologia del diritto presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna e Direttrice del Master universitario di II livello in “Gestione e riutilizzo di beni sequestrati e confiscati. Pio La Torre”.

Nel suo intervento, “L’etica imprenditoriale come presidio di legalità e tutela di valore delle imprese”, la Professoressa Pellegrini ha illustrato come l’etica d’impresa non rappresenti soltanto un dovere civico, ma un autentico strumento di protezione e di creazione di valore, offrendo la cornice culturale entro cui si sono inseriti i successivi interventi, di taglio più operativo.

Gli interventi tribunalizi e prefettizi: il contributo dell’Avv. Stefania Di Buccio

Particolare attenzione ha suscitato l’intervento dell’Avv. Stefania Di Buccio, Avvocata del Foro di Bologna, Coordinatrice alla didattica del Master Pio La Torre e Amministratrice giudiziaria, dal titolo “Gli interventi tribunalizi e prefettizi nel tessuto imprenditoriale per colpa in organizzazione e agevolazione colposa”. Con un taglio marcatamente operativo, l’Avv. Di Buccio ha ricostruito con chiarezza cosa accade, in concreto, quando il Tribunale o il Prefetto intervengono su un’impresa: dall’amministrazione e dal controllo giudiziario, fino alle misure interdittive ed alla prevenzione collaborativa, illustrando in particolare i profili della colpa in organizzazione e dell’agevolazione colposa, ossia le situazioni in cui l’impresa non è complice del fenomeno criminale, ma non si è dotata di presidi organizzativi sufficienti per schermarsi dalle contaminazioni di attori criminali. L’intervento ha offerto ai presenti una lettura concreta degli strumenti a disposizione dell’autorità giudiziaria e prefettizia, mettendo in luce come la prevenzione organizzativa rappresenti oggi la prima, vera linea di difesa del valore impresa da contaminazioni che generano un rischio esogeno di intervento da parte dello Stato, con conseguenze in termini di costi e di continuità aziendale.

Gli adeguati assetti organizzativi tra compliance ed ESG

L’intervento del Dott. Alessandro Servadei, Dottore Commercialista di Bologna e Amministratore giudiziario, ha riguardato il tema de “Gli adeguati assetti organizzativi come volano per il raggiungimento degli obiettivi ESG”. La relazione ha evidenziato come gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati – oggi obbligo di legge per ogni imprenditore – non costituiscano soltanto un adempimento formale, ma un vero motore di sostenibilità aziendale, capace di coniugare compliance normativa e obiettivi ambientali, sociali e di governance.

La catena dell’appalto tra direttive europee e prassi: l’intervento dell’Avv. Astrid Merlini

Il contributo dell’Avv. Astrid Merlini, Avvocata del Foro di Bologna e Amministratrice giudiziaria, ha affrontato direttamente il cuore del titolo del seminario con la relazione “La tutela di valore nella catena dell’appalto: fra direttive eurounitarie ed applicazioni in concreto”. L’Avvocata Merlini ha illustrato alla platea il quadro normativo europeo – con le direttive in materia di sostenibilità e di dovere di diligenza lungo la catena di fornitura – fino alle applicazioni più concrete nella contrattualistica e nei rapporti con appaltatori e subappaltatori, individuando nella catena dell’appalto uno dei punti in cui l’impresa risulta più esposta ai rischi di infiltrazione e di responsabilità. L’intervento ha offerto spunti di particolare utilità pratica per i manager presenti in sala, chiamati quotidianamente a gestire rapporti con fornitori e appaltatori in contesti sempre più regolamentati.

La certificazione Asse.Co come strumento di verifica

A chiudere la sessione degli interventi è stata Antonella Ricci, Consulente del lavoro e Consigliere del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, con la relazione “La certificazione Asse.Co come strumento di verifica della catena dell’appalto”, nella quale ha illustrato come lo strumento dell’asseverazione della conformità dei rapporti di lavoro denominato Asse.Co possa costituire, per committenti e appaltatori, un efficace strumento di selezione dei partner e di prevenzione delle irregolarità contributive, retributive e di sicurezza lungo l’intera filiera. È stata posta l’attenzione anche sulla presenza di fondi regionali per il sostegno di queste iniziative di implementazione dei presidi di legalità per le imprese.

Un pubblico attento e partecipe

Il seminario ha registrato una partecipazione numerosa e particolarmente attiva. Al termine degli interventi si è aperto un ampio spazio di dibattito, nel corso del quale i manager presenti hanno posto numerosi quesiti ai relatori, spesso ancorati a casi pratici tratti dalla propria esperienza professionale, a testimonianza di un interesse concreto e non meramente teorico verso i temi trattati. Il confronto, condotto con rigore dall’Avv. Bonini, ha permesso di approfondire ulteriormente i profili di maggiore interesse operativo emersi dagli interventi, in particolare quelli legati alla sicurezza, alla gestione della catena dell’appalto e ai presidi organizzativi da adottare nelle aziende anche di piccole dimensioni.

Il livello di partecipazione e la qualità delle domande poste hanno confermato l’utilità di momenti di confronto tra mondo accademico, professioni e impresa e aprono la strada a una collaborazione futura con il gruppo di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Stefania Pellegrini, nella prospettiva di proseguire e approfondire, anche nei prossimi mesi, il percorso di formazione e sensibilizzazione avviato con questo seminario.

Il seminario ha così ribadito, nel suo complesso, come i criteri ESG, acronimo di Ambientale, Sociale e di Governance — i tre pilastri con cui si valuta la sostenibilità e la responsabilità di un'impresa, oltre ai tradizionali criteri economico-finanziari, la conformità normativa e la legalità d’impresa - non siano categorie astratte separate, ma elementi organizzativi strettamente interconnessi, la cui integrazione rappresenta oggi la condizione essenziale per la tenuta e la competitività delle imprese sane, che vogliono schermarsi da tutti i rischi di contaminazione.