Prevenzione, cura e tecnologia: il percorso del Fasi che accelera sull'innovazione
Il 2026 segna una tappa decisiva nel percorso di evoluzione del Fasi. Dopo un 2025 scandito da interventi progressivi su tariffe, prevenzione e servizi digitali, il Fondo amplia ulteriormente le prestazioni rimborsate e consolida una visione di sanità integrativa sempre più orientata alla personalizzazione delle cure, all’innovazione tecnologica e alla presa in carico continuativa degli assistiti. Un cambiamento che non si limita all’aggiornamento del Nomenclatore, ma riflette una strategia strutturale di rafforzamento del welfare sanitario dedicato alla classe dirigente.
redazionale pubblicitario a cura di Fasi
Il 2026 segna una tappa decisiva nel percorso di evoluzione del Fasi. Dopo un 2025 scandito da interventi progressivi su tariffe, prevenzione e servizi digitali, il Fondo amplia ulteriormente le prestazioni rimborsate e consolida una visione di sanità integrativa sempre più orientata alla personalizzazione delle cure, all’innovazione tecnologica e alla presa in carico continuativa degli assistiti. Un cambiamento che non si limita all’aggiornamento del Nomenclatore, ma riflette una strategia strutturale di rafforzamento del welfare sanitario dedicato alla classe dirigente.
Nel 2026 il Fasi compie un ulteriore salto di qualità nel proprio percorso di evoluzione, consolidando una strategia che mette al centro innovazione, personalizzazione delle cure e servizi digitali. Le novità entrate in vigore dal 1° gennaio 2026 ampliano in modo significativo il perimetro delle prestazioni rimborsate e rafforzano il posizionamento del Fondo come attore dinamico della sanità integrativa.
Il capitolo più rilevante riguarda la salute mentale e la riabilitazione ad alta complessità. Per i giovani con problematiche psico-patologiche vengono introdotte nuove tariffe di rimborso in forma indiretta per percorsi strutturati e continuativi: fino a 216 euro al giorno per ricoveri residenziali (massimo 270 giorni l’anno), fino a 90 euro per ricoveri diurni semiresidenziali di 8 ore e fino a 63 euro per quelli di 4 ore (entrambi fino a 180 giorni annui). Un intervento che intercetta un bisogno sociale crescente e che rafforza la capacità di presa in carico nel caso di psicopatologie di adolescenti e giovani adulti. Sempre nell’area riabilitativa, il Fondo introduce una nuova tariffa fino a 300 euro al giorno per la neuroriabilitazione in strutture specializzate, per un massimo di 90 giorni l’anno, riconoscendo l’elevata complessità clinica e organizzativa di questi percorsi.
Per gli adulti affetti da patologie gravi e invalidanti viene inoltre previsto un contributo annuo di 400 euro per la psicoterapia, anche online e su prescrizione medico-specialistica. È un segnale chiaro di integrazione strutturale della dimensione psicologica nei percorsi di cura e di apertura definitiva alla modalità digitale.
Si inserisce all’interno del Nomenclatore anche l’estensione della rimborsabilità delle visite specialistiche di controllo al telecontrollo medico, mantenendo il limite massimo di cinque prestazioni annue: la tecnologia non come alternativa, ma come complemento stabile dell’assistenza tradizionale.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, il 2026 segna l’ingresso nel Nomenclatore del pacemaker Leadless, soluzione cardiologica mini-invasiva di ultima generazione, con un rimborso massimo di 4.750 euro. In ambito ortopedico, si amplia la copertura per le protesi articolari Custom Made, con massimali fino a 6.300 euro per le grandi articolazioni (anca, ginocchio, spalla), fino a 5.210 euro per le medie e fino a 4.125 euro per le piccole. L’introduzione delle protesi personalizzate è accompagnata dalla definizione di 22 nuovi pacchetti chirurgici per interventi su anca e ginocchio, differenziati per tecnica (tradizionale o robotica), tipologia di intervento e modalità di ricovero, a testimonianza di una crescente aderenza tra tariffario e pratica clinica avanzata.
Nel 2026 il Fasi compie un ulteriore salto di qualità nel proprio percorso di evoluzione, consolidando una strategia che mette al centro innovazione, personalizzazione delle cure e servizi digitali. Le novità entrate in vigore dal 1° gennaio 2026 ampliano in modo significativo il perimetro delle prestazioni rimborsate e rafforzano il posizionamento del Fondo come attore dinamico della sanità integrativa.
Il capitolo più rilevante riguarda la salute mentale e la riabilitazione ad alta complessità. Per i giovani con problematiche psico-patologiche vengono introdotte nuove tariffe di rimborso in forma indiretta per percorsi strutturati e continuativi: fino a 216 euro al giorno per ricoveri residenziali (massimo 270 giorni l’anno), fino a 90 euro per ricoveri diurni semiresidenziali di 8 ore e fino a 63 euro per quelli di 4 ore (entrambi fino a 180 giorni annui). Un intervento che intercetta un bisogno sociale crescente e che rafforza la capacità di presa in carico nel caso di psicopatologie di adolescenti e giovani adulti. Sempre nell’area riabilitativa, il Fondo introduce una nuova tariffa fino a 300 euro al giorno per la neuroriabilitazione in strutture specializzate, per un massimo di 90 giorni l’anno, riconoscendo l’elevata complessità clinica e organizzativa di questi percorsi.
Per gli adulti affetti da patologie gravi e invalidanti viene inoltre previsto un contributo annuo di 400 euro per la psicoterapia, anche online e su prescrizione medico-specialistica. È un segnale chiaro di integrazione strutturale della dimensione psicologica nei percorsi di cura e di apertura definitiva alla modalità digitale.
Si inserisce all’interno del Nomenclatore anche l’estensione della rimborsabilità delle visite specialistiche di controllo al telecontrollo medico, mantenendo il limite massimo di cinque prestazioni annue: la tecnologia non come alternativa, ma come complemento stabile dell’assistenza tradizionale.
Sul fronte dell’innovazione tecnologica, il 2026 segna l’ingresso nel Nomenclatore del pacemaker Leadless, soluzione cardiologica mini-invasiva di ultima generazione, con un rimborso massimo di 4.750 euro. In ambito ortopedico, si amplia la copertura per le protesi articolari Custom Made, con massimali fino a 6.300 euro per le grandi articolazioni (anca, ginocchio, spalla), fino a 5.210 euro per le medie e fino a 4.125 euro per le piccole. L’introduzione delle protesi personalizzate è accompagnata dalla definizione di 22 nuovi pacchetti chirurgici per interventi su anca e ginocchio, differenziati per tecnica (tradizionale o robotica), tipologia di intervento e modalità di ricovero, a testimonianza di una crescente aderenza tra tariffario e pratica clinica avanzata.
Le innovazioni del 2026 non nascono in modo isolato, ma si inseriscono in un percorso avviato nel 2025. Lo scorso anno il Fondo aveva già aggiornato in modo significativo le tariffe di odontoiatria e medicina e chirurgia, ampliato la copertura delle visite specialistiche includendo i controlli, introdotto nuove prestazioni diagnostiche e rafforzato l’area della prevenzione. Particolarmente rilevante era stata l’attivazione e l’estensione dei servizi di Medico Online 7/7 e di teleassistenza geriatrica dedicata agli assistiti con Parkinson, demenze e non autosufficienza, con programmi di telemonitoraggio e supporto continuativo anche per i caregiver.
Nel solco delle iniziative sviluppate negli ultimi anni in materia di prevenzione, assistenza e innovazione dei servizi, il Fasi ha deciso di promuovere in modo sempre più attivo la cultura della prevenzione attraverso il ciclo di incontri “Fasi al tuo fianco: dalla prevenzione alla cura”, nato con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del ruolo strategico della prevenzione nella tutela della salute e nella sostenibilità del sistema sanitario. Gli appuntamenti si sono svolti a Milano, Torino, Roma e Taranto e hanno coinvolto dirigenti iscritti al Fondo, imprese aderenti e professionisti sanitari in momenti di confronto dedicati alla diffusione di evidenze scientifiche, buone pratiche e strumenti di prevenzione primaria e secondaria.
Parallelamente, il Fondo ha promosso uno studio dedicato alla popolazione over 65 in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di approfondire la diffusione della non autosufficienza e intercettare precocemente le condizioni di fragilità. L’iniziativa ha previsto il coinvolgimento di un campione rappresentativo di iscritti, selezionati su base territoriale e per classi di età, con l’obiettivo di raccogliere dati sul livello di autonomia funzionale, sul fabbisogno assistenziale e sull’incidenza delle principali patologie croniche. Attraverso la somministrazione di questionari standardizzati, lo studio consente di descrivere le traiettorie dell’invecchiamento e di individuare quella fase intermedia di fragilità che può ancora essere gestita e, in alcuni casi, contrastata. I risultati, restituiti in forma aggregata, costituiscono una base informativa fondamentale per orientare in modo sempre più consapevole le future decisioni del Fondo e sviluppare interventi di prevenzione e assistenza dedicati.
Il 2026 rappresenta dunque una nuova fase di consolidamento e sviluppo del percorso intrapreso dal Fasi negli ultimi anni: dopo aver rafforzato accessibilità, digitalizzazione dei servizi e cultura della prevenzione, il Fondo amplia ulteriormente il proprio impegno investendo in programmi di tutela della salute sempre più integrati, nella presa in carico della non autosufficienza, nella salute mentale e nell’accesso a prestazioni e tecnologie sanitarie ad alta specializzazione, con l’obiettivo di offrire agli assistiti strumenti concreti di prevenzione, cura e protezione lungo tutto il percorso di vita.
Nel solco delle iniziative sviluppate negli ultimi anni in materia di prevenzione, assistenza e innovazione dei servizi, il Fasi ha deciso di promuovere in modo sempre più attivo la cultura della prevenzione attraverso il ciclo di incontri “Fasi al tuo fianco: dalla prevenzione alla cura”, nato con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza del ruolo strategico della prevenzione nella tutela della salute e nella sostenibilità del sistema sanitario. Gli appuntamenti si sono svolti a Milano, Torino, Roma e Taranto e hanno coinvolto dirigenti iscritti al Fondo, imprese aderenti e professionisti sanitari in momenti di confronto dedicati alla diffusione di evidenze scientifiche, buone pratiche e strumenti di prevenzione primaria e secondaria.
Parallelamente, il Fondo ha promosso uno studio dedicato alla popolazione over 65 in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di approfondire la diffusione della non autosufficienza e intercettare precocemente le condizioni di fragilità. L’iniziativa ha previsto il coinvolgimento di un campione rappresentativo di iscritti, selezionati su base territoriale e per classi di età, con l’obiettivo di raccogliere dati sul livello di autonomia funzionale, sul fabbisogno assistenziale e sull’incidenza delle principali patologie croniche. Attraverso la somministrazione di questionari standardizzati, lo studio consente di descrivere le traiettorie dell’invecchiamento e di individuare quella fase intermedia di fragilità che può ancora essere gestita e, in alcuni casi, contrastata. I risultati, restituiti in forma aggregata, costituiscono una base informativa fondamentale per orientare in modo sempre più consapevole le future decisioni del Fondo e sviluppare interventi di prevenzione e assistenza dedicati.
Il 2026 rappresenta dunque una nuova fase di consolidamento e sviluppo del percorso intrapreso dal Fasi negli ultimi anni: dopo aver rafforzato accessibilità, digitalizzazione dei servizi e cultura della prevenzione, il Fondo amplia ulteriormente il proprio impegno investendo in programmi di tutela della salute sempre più integrati, nella presa in carico della non autosufficienza, nella salute mentale e nell’accesso a prestazioni e tecnologie sanitarie ad alta specializzazione, con l’obiettivo di offrire agli assistiti strumenti concreti di prevenzione, cura e protezione lungo tutto il percorso di vita.
28 maggio 2026
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