Women On Board apre il capitolo 2027 in Europa

Nato nel 2022 dalla collaborazione tra realtà diverse unite dall’obiettivo di promuovere una governance più sostenibile e inclusiva, Women On Board è diventato in pochi anni un progetto nazionale. Il 10 e 11 novembre, a Bruxelles, si apre una nuova fase.

Sara Cirone, Founder Sara Cirone Group Società Benefit, Management sostenibile, Rendicontazione di sostenibilità, SDGs

Sara Cirone, Founder Sara Cirone Group Società Benefit, Management sostenibile, Rendicontazione di sostenibilità, SDGs

MINERVA di Sara Cirone, Consulente in strategie di sostenibilità, innovazione sociale e governance evoluta, Consigliera Federmanager Bologna-Ferrara-Ravenna, Esecutivo Federmanager Minerva nazionale, Coordinatrice nazionale percorso Women On Board


Ci sono progetti che nascono per rispondere a un bisogno e progetti che, crescendo, finiscono per modificare il modo stesso in cui quel bisogno viene affrontato. Women On Board appartiene sempre più alla seconda categoria.

La sua storia comincia in Emilia-Romagna nel 2022. La prima edizione, promossa da AIDP Emilia-Romagna, Federmanager Minerva Bologna-Ferrara-Ravenna, Hub del Territorio Emilia-Romagna e Manageritalia Emilia-Romagna, in collaborazione con la Città Metropolitana di Bologna, coinvolse oltre 230 manager e professioniste provenienti da settori ed esperienze differenti.

L’obiettivo era chiaro: creare un percorso capace di rafforzare le competenze necessarie per accedere ai Consigli di amministrazione e agli organi di governance, contribuendo al tempo stesso a ridurre un divario di genere che, soprattutto nei luoghi nei quali si assumono le decisioni, continua a essere rilevante.

Da quella prima esperienza, il progetto ha iniziato rapidamente a crescere.

Nel 2023 Women On Board ha assunto una dimensione nazionale e nel 2025 il percorso ha raggiunto 1.456 iscritte e iscritti provenienti da tutte le Regioni italiane, con 15 appuntamenti formativi dedicati a governance societaria, bilancio e controllo, gestione del rischio, adeguati assetti organizzativi, crisi d’impresa, sostenibilità, parità di genere, mercati finanziari e intelligenza artificiale applicata ai processi decisionali.

È un’evoluzione importante perché racconta anche un cambiamento nell’idea stessa di Women On Board.

La questione, infatti, non è semplicemente portare più donne nei Consigli di amministrazione. È mettere a disposizione delle organizzazioni persone preparate ad assumere responsabilità di governance in contesti nei quali le decisioni diventano sempre più complesse.

Essere componenti di un board significa oggi comprendere bilanci e strategie, valutare rischi, conoscere responsabilità e sistemi di controllo, confrontarsi con sostenibilità, innovazione, intelligenza artificiale e trasformazioni normative. Significa soprattutto saper leggere l’organizzazione nel suo insieme e contribuire alla qualità delle sue decisioni.

È su questo terreno che Women On Board ha progressivamente costruito la propria identità: formazione, competenze e accesso alla governance.

Dalla formazione alle opportunità

Uno degli elementi più significativi del progetto è la Short List Women On Board.

Al termine del percorso 2025, 779 partecipanti che hanno soddisfatto i requisiti di frequenza e superato le verifiche previste sono state inserite nella Short List consultabile dalle imprese e dalle organizzazioni alla ricerca di competenze per i propri organi di governance.

Otto Regioni – Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana e Veneto – hanno già pubblicato o valorizzato le rispettive Short List regionali.

Il passaggio è sostanziale.

La formazione acquista valore quando riesce a creare un collegamento con il sistema economico e produttivo. La Short List prova a costruire proprio questo ponte: rendere visibili competenze già presenti nel Paese e facilitarne l’incontro con imprese, enti e organizzazioni che devono comporre o rinnovare i propri organi di amministrazione e controllo.

Per il mondo manageriale è probabilmente uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza WOB. Non una logica di semplice rappresentanza, quindi, ma una maggiore capacità di far emergere e rendere disponibili competenze qualificate.

Misurare ciò che accade

La crescita numerica, da sola, non sarebbe però sufficiente a dimostrare l’efficacia di un progetto.

Per questo Women On Board ha scelto di accompagnare il proprio sviluppo con una valutazione di impatto.

I risultati relativi all’edizione 2025 restituiscono alcuni segnali significativi: il 97% delle persone intervistate valuta positivamente l’esperienza, oltre il 92% ritiene di avere rafforzato conoscenze e competenze e circa l’88% dichiara di sentirsi maggiormente preparato ad affrontare nuove responsabilità professionali. Il 95% consiglierebbe il percorso.

Dati che non rappresentano un punto di arrivo, ma uno strumento per comprendere cosa funziona, cosa deve essere migliorato e quale valore il progetto riesce effettivamente a produrre per le persone e per le organizzazioni.

È forse proprio questa la fase più interessante della storia di Women On Board: passare dalla dimensione dell’iniziativa a quella di un processo che apprende, misura i propri risultati e si evolve.

Le iscrizioni al percorso

Il 2027 riparte da Bruxelles. Il prossimo capitolo si aprirà il 10 e 11 novembre 2026, quando sarà presentato Women On Board 2027, ma le iscrizioni al percorso partiranno nella prima settimana di ottobre.

La scelta non è soltanto simbolica.

L’Europa sta intervenendo sempre più direttamente sui temi della governance, dell’equilibrio di genere negli organi societari, della trasparenza retributiva e delle responsabilità delle organizzazioni. Portare Women On Board a Bruxelles significa quindi collocare un’esperienza nata sui territori italiani all’interno di un confronto più ampio sulle trasformazioni che riguardano imprese, management e istituzioni.

Ed è significativo ricordare che Bruxelles non rappresenta per Women On Board una destinazione completamente nuova: già nel marzo 2025 una tappa del percorso era stata realizzata presso il Parlamento europeo, dedicando un approfondimento specifico alla normativa europea e alla tutela del genere meno rappresentato.

Con Women On Board 2027 si apre ora una fase ulteriore.

Il percorso continuerà a lavorare sulle competenze per la governance, ma dentro uno scenario che cambia rapidamente: intelligenza artificiale, nuovi modelli organizzativi, sostenibilità, gestione dei rischi, trasparenza e trasformazione del lavoro stanno modificando anche il ruolo e le responsabilità dei Consigli di amministrazione.

La qualità della governance sarà sempre più legata alla capacità di comporre board nei quali convivano esperienze, competenze e punti di vista differenti.

Un progetto che nasce dai territori

Women On Board è nato nel 2022 dall’incontro tra organizzazioni diverse e dalla capacità di costruire una collaborazione attorno a un obiettivo comune, quando ancora non era possibile immaginare quale dimensione il progetto avrebbe assunto.Vederlo crescere dall’Emilia-Romagna all’intero Paese e arrivare oggi nuovamente a Bruxelles racconta qualcosa che va oltre la storia di Women On Board. Dimostra come esperienze nate nei territori, quando riescono a mettere insieme competenze, associazioni, professioni e istituzioni attorno a obiettivi concreti, possano crescere, contaminare altri contesti e generare valore ben oltre il luogo nel quale sono nate.

Dai territori italiani all’Europa, quindi, non è soltanto un percorso geografico.

È la storia di un’idea che, passo dopo passo, è diventata formazione, rete, comunità professionale e uno strumento a disposizione delle organizzazioni.

Women On Board 2027 riparte da qui, con una convinzione ancora più forte: la qualità della governance dipende anche dalla capacità di riconoscere, preparare e portare nei luoghi in cui si decide le competenze di cui le organizzazioni hanno bisogno.