La microelettronica trentina si chiama OPTOI visita all’azienda che fa “innovazione concreta”
Vedere da vicino il gruppo Optoi è la dimostrazione tangibile che attraverso un percorso fatto di relazioni e sinergie tra ricerca, imprese, istituzioni e università possono nascere e crescere storie di grande successo
Una visita davvero speciale, quella alla OPTOI di Trento, speciale sia per la grande partecipazione di associati e sia per la sorpresa di molti di noi nello scoprire, ancora una volta, un gioiello unico in Italia, qui a pochi chilometri da Trento, un gioiello che produce componentistica di microelettronica di altissima qualità, affidabilità e versatilità.
Ci accoglie con l’informalità del ricercatore il presidente del Gruppo OPTOI l’ing. Alfredo Maglione e ci racconta la storia dell’azienda, primo spin-off nato dal mitico e storico centro ricerche trentino FBK Fondazione Bruno Kessler. Dopo trent’anni diventata un gruppo composto da ben 5 aziende high-tech con oltre 50 dipendenti tutti tecnici, ingegneri, fisici e ricercatori, dedicati totalmente all’innovazione, alla ricerca ed allo sviluppo, diventando un punto di riferimento a livello internazionale nel settore della sensoristica e delle tecnologie fotoniche.
Il gruppo si è specializzato poi anche nella progettazione, sviluppo e produzione di dispositivi in silicio, trovando Clienti entusiasti nei più disparati settori, industrial, mobility, medical, energy e green ai quali viene offerto un servizio completo, dal marketing alla progettazione, dalla produzione con test al 100% e totale tracciabilità fino alla spedizione al cliente finale.
Il presidente insiste per farci capire l’importanza di una ricerca applicata, quella che lui ama chiamare “l’innovazione concreta”, cioè una ricerca che abbia l’obiettivo di “scaricare a terra” soluzioni che abbiano ricadute immediate e tangibili.
Passiamo a visionare la grande Camera Bianca, un ambiente di lavoro a contaminazione controllata, dove i livelli di particelle nell’aria, temperatura, umidità e pressione sono rigorosamente monitorati e filtrati per evitare contaminazioni da polveri ed impurità. E qui in totale automazione vengono saldati microprocessori con filamenti d’oro, impacchettati con un packaging microelettronico ermetico per finire nell’assemblaggio elettronico.
Nella Sala Prove invece si testano severamente tutti i prodotti nelle condizioni più estreme di temperatura, umidità e pressione con macchinari realizzati su misura. Infine passiamo nella Sala Macchine dove vediamo fette sottilissime di silicio lavorate accuratamente con apparecchiature sofisticatissime, di piccole dimensioni ma di altissima precisione. E costo, naturalmente!
La IA viene largamente impiegata negli stabilimenti del gruppo ed il presidente Maglione ci conferma che è ormai uno strumento indispensabile per la crescita, da maneggiare sempre con grande cura per le implicazioni sulla privacy dei dati aziendali.
A tal proposito, riguardo la cybersecurity ci ricorda che le aziende fanno ancora troppo poco e Confindustria Trento – di cui è Vice Presidente nonché Presidente della Sezione Informatica e Tecnologie Digitali – è da sempre molto impegnata nel divulgare e formare tra le imprese trentine una nuova cultura della protezione e tutela dei propri sistemi informativi.
Vedere da vicino il gruppo Optoi è la dimostrazione tangibile che attraverso un percorso fatto di relazioni e sinergie tra ricerca, imprese, istituzioni e università possono nascere e crescere storie di grande successo che durano nel tempo e generano valore per tutto un territorio, non solo ricadute economiche ma anche veri obiettivi di progresso per tutta la comunità.
24 febbraio 2026
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