Auto elettriche. Quello che non vi dicono

Ho comprato un’auto elettrica e condivido quanto (poco) ci sia di vero in ciò che ci raccontano

Vladimiro Sacchetti

Coordinatore Gruppo Sport e Turismo
Ebbene sì! Ho fatto la pazzia e l’anno scorso ho comprato un’auto elettrica. Perché?

Di certo non per salvare il mondo dal riscaldamento globale. In realtà appena l’ho vista mi è piaciuta moltissimo per la sua linea ed eleganza; poi quando l’ho provata in strada…. mi sono detto che dovevo averla a tutti i costi.

Insomma quest’auto per me è stato un vero “Colpo di Fulmine!”, ma non è stata solo follia. 

Da buon ingegnere, appassionato di auto ed abbonato da sempre alla rivista che fornisce prove e informazioni complete, ho ritenuto che i noti limiti delle auto elettriche (scarsa autonomia e ricariche lente) non fossero così importanti per me.

Sono un Dirigente in pensione e per le vacanze all’estero uso spesso l’aereo, perciò in auto percorro meno di 10.000 Km all’anno, con pochi viaggi autostradali oltre i 200 Km ed ho una colonnina di ricarica proprio sotto casa.

Ora, dopo un anno di utilizzo, posso confermarvi che molto di ciò che ci raccontano sulle auto elettriche non corrisponde al vero. In realtà le difficoltà insite nell’auto elettrica sono decisamente maggiori rispetto a ciò che vi dicono ma, a compensazione, vi sono anche alcuni aspetti positivi che stranamente non vengono evidenziati. Iniziamo dall’aspetto più discusso:

L’Autonomia.

Sappiamo che, per quanto riguarda le auto elettriche, l’autonomia è una caratteristica critica perché dover fare una ricarica  durante un viaggio non è un’operazione semplice, soprattutto per chi è abituato con le auto a benzina che normalmente dispongono di un serbatoio di circa 60 litri (pari a 700 Km) e che comunque si possono rifornire presso qualunque benzinaio in pochi minuti. Per questo motivo, la pubblicità si affanna a dirci che le moderne auto elettriche vantano autonomie di 400-500-600 e più chilometri.

Naturalmente mi aspettavo che in queste dichiarazioni ci fosse dell’esagerazione (simile a quella dei pretesi consumi di 20-25 Km/l delle auto a benzina), ma ho scoperto che purtroppo la realtà è ben diversa.

Per prima cosa si deve sapere è che quando ci parlano di autonomia intendono una Autonomia media e considerano un insieme di percorsi: in città, su strade statali, in autostrada e per quanto riguarda quest’ultima sia a velocità 100 km/h che a 130 Km/h.

L'Autonomia Media è particolarmente ingannevole nelle auto elettriche perché in città queste hanno una autonomia di oltre il 30% superiore rispetto alla percorrenza in autostrada (in città la batteria si ricarica ad ogni frenata) e perfino in autostrada il consumo, e quindi l’autonomia, dipende moltissimo dalla velocità: come si vede nella tabella, a una velocità autostradale di 130 Km/h i consumi sono oltre il 30% superiori rispetto alla stessa percorrenza a 100 Km/h.

La resistenza aerodinamica crescere con il quadrato della velocità (v²) e in autostrada è proprio la componente dominante dei consumi elettrici o dei carburanti.

Nella tabella sono indicati i consumi (percorrenze per Kwh) di un’auto elettrica piccola (B SUV) e di una grande (D SUV). Notiamo che la più piccola e leggera ha una batteria più piccola ma, purtroppo, in autostrada a 130 Km/h il suo consumo è quasi uguale alla pesante, perché a questa velocità le auto consumano energia soprattutto per vincere la resistenza dell’aria. 
Nelle auto elettriche l’autonomia che conta veramente è quella in autostrada!

Autonomia in città

Le auto elettriche nei percorsi cittadini hanno molta autonomia, ma dobbiamo tenere conto che in città si passano sì molte ore alla guida ma facendo pochi chilometri.

La velocità media in città (Indagine Legambiente 2002) è a Milano 9,1 Km/h, Roma 8,5 e Napoli 7,3. Nelle ore di punta queste medie sono anche di molto inferiori quindi, se per andare al lavoro tutti i giorni andata e ritorno si deve fare la traversata di tutta Milano (ad es. il percorso da Certosa a Corvetto è pari a 10 Km) una ricarica durerà quasi un mese, con un'auto di elevata autonomia.

Nell’uso cittadino, inoltre, si può facilmente fare una ricarica quando ci è più comodo, durante qualunque giorno della settimana, tornando a casa o nei weekend o meglio ancora attaccando tutte le sere la spina nel proprio garage, proprio come siamo abituati a fare col cellulare. L’autonomia in città non è quindi un problema con un'auto con buona riserva di energia.

Autonomia in autostrada

Certamente è molto più importante disporre di una buona autonomia nei viaggi autostradali a 130 Km/h, quando purtroppo il consumo è notevolmente superiore.

A questa velocità (come si vede in tabella) le percorrenze effettive sono circa di 3,5 Km/Kwh. Se anche si ha la fortuna di disporre di un’auto, come la mia, con una batteria piuttosto grande da 90 KWh nominali (pari a 84 KWh netti) tuttavia, in autostrada a 130 Km/h si avrà purtroppo una autonomia di soli 300 Km (invece dei 460 Km dichiarati dalla casa).

Ciò che va considerato, però, è che tutti i guidatori di auto elettriche, per non rischiare di rimanere per strada durante un viaggio (e per paura di non trovare le colonnine disponibili) effettuano la ricarica quando la batteria ha ancora un 10-15% di carica residua (riserva) e così eventualmente poter raggiungere una colonnina successiva. Per questo, nel mio caso devo effettuare una ricarica dopo soli 260 km, cioè dopo sole 2 ore di viaggio.

Come vediamo in tabella, molto minore è l’autonomia autostradale di una piccola auto elettrica B SUV, salvo che ci si limiti ad andare in autostrada a soli 100 Km/h di velocità.

La scarsa autonomia delle auto elettriche in autostrada è dunque una tragedia?

Quello che non ci dicono, e per me è stata una piacevole sorpresa, è che questa scarsa autonomia autostradale in realtà non è così tragica come sembra.

Per le persone che non devono macinare ogni giorno chilometri per lavoro, i viaggi autostradali più lunghi di 300 Km sono piuttosto rari ed in genere si tratta del viaggio per le vacanze estive o invernali; con un’autonomia di 300 Km si può infatti da Milano raggiungere, senza dover fare ricariche, qualunque località del Nord Italia sino a Ventimiglia, Courmayeur, Venezia o Bologna. Per andare oltre basta comunque fare una sosta di 30 minuti (il tempo di un panino) ad un'area di sosta dotato di colonnine di ricarica Fast per poter raggiungere località ancora più lontane come Trieste o Ancona.

In un anno ho percorso 10.000 Km. Sono andato in Liguria, in montagna, nel Veneto ed ho fatto gite in giornata andata-ritorno ai laghi ed ai vari golf lombardi senza dovermi mai fermare in autostrada per ricaricare; in pratica ho dovuto fare una ricarica autostradale solo per andare d’estate in vacanza a Punta Ala (400 Km) fermandomi dopo 270 Km all’autogrill Versilia (come avevo in precedenza calcolato usando le apposite app).

Amici che da molti anni guidano auto elettriche mi segnalano, e per la mia esperienza personale lo confermo, che solo nel primo anno si hanno tutte queste ansie e prima di ogni viaggio ci si affanna a calcolare se e dove fare una ricarica; la volta successiva verso la stessa destinazione, si viaggia tranquilli sapendo già se e dove fermarsi.

Se proviamo infatti a ripensare ai nostri viaggi dell’ultimo anno, notiamo che quasi sempre siamo andati in località dove eravamo già stati (dove si trova la nostra seconda casa, l’hotel preferito, le località dove abbiamo amici o parenti). 

Accelerazione e stile di guida

Ci dicono che l’auto elettrica ha una fantastica accelerazione perché i motori elettrici forniscono la cosiddetta coppia massima molto alta e già fin dai bassi giri; se leggiamo, infatti, sulle riviste specializzate i dati della tipica accelerazione 0 – 100 km/h delle elettriche, vediamo che vantano una ripresa decisamente superiore delle equivalenti auto a benzina. Posso confermarvi che questa fantastica accelerazione c’è proprio. Sono stato piacevolmente sorpreso nel constatare che è ancora più stupefacente quella da 0 a 50-60 Km/h, cioè quella che facciamo nella guida di ogni giorno ad ogni partenza al semaforo.
Confermo che l’auto elettrica dà proprio la sensazione di essere scattante come un’auto sportiva (e senza dover pagare il superbollo). Peccato che queste eccezionali prestazioni, fatte nel più totale silenzio e senza l’abituale rombo del motore, non ci procurino la stessa sensazione; dopo qualche mese di guida in città, infatti, questo silenzio ci induce, senza rendercene conto, ad aumentare la velocità e ad avere una guida sempre più scattante e veloce. Nel traffico iniziamo ad avere l’impressione di essere circondati da auto-tartaruga guidate da persone con i riflessi di un Bradipo.

Si apprezza particolarmente questa fantastica accelerazione delle auto elettriche quando ci si deve immettere nel flusso dei veicoli, come quando in autostrada siamo nella fila lenta di destra e vediamo nella più veloce corsia a sinistra uno spazio nel flusso continuo di auto ed allora acceleriamo cercando di infilarci.

Vi stupirete inoltre quanto sia entusiasmante, con questa grande coppia motrice dell’auto elettrica, percorrere i tornanti di montagna. Non si sente nessun rallentamento in curva e si esce dal tornante con una bella accelerazione, come si fosse su dei binari. Ancora meglio se si hanno le 4 ruote motrici (nel caso delle elettriche significa avere 2 motori, uno anteriore ed uno posteriore) che oltre ad evitare il pattinamento sul bagnato, riduce anche la concentrazione del consumo degli pneumatici anteriori: consumo che nelle elettriche a sole 2 ruote motrici anteriori è particolarmente elevata sia per le elevate accelerazioni che in curva a causa del maggior peso.

Nel prossimo articolo vi racconterò cosa ho constatato in merito alle difficoltà nel dover fare i vari tipi di ricarica (lente, veloci e domestiche), i loro reali costi e tutte le altre spese. Cercherò infine di rispondere alla domanda fondamentale che tutti ci facciamo: “ma l’auto elettrica conviene rispetto ad una equivalente auto a benzina?”


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mercoledì 20 maggio alle ore 17:30 in Sala Viscontea

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