Federmanager FVG al fianco della PMI per promuovere una nuova cultura della sicurezza

L’atteso convegno si terrà il 4 novembre a Pordenone

Enrico Altran  

Consigliere direttivo Federmanager Friuli Venezia Giulia
Il numero di incidenti mortali legati al mondo del lavoro è costantemente attestato su livelli elevati (anche se già un solo infortunio mortale sarebbe troppo!) da trovare spazio in cronaca nera sui quotidiani quasi ogni giorno. Elaborando i dati INAIL degli infortuni sul lavoro a livello nazionale, tra il 2022 ed il 2025, il numero di decessi sul posto di lavoro o legati all’attività lavorativa, si è costantemente attestato sopra ai 1.000 casi, a fronte di oggettivi e ripetuti interventi di controllo, prescrizioni, procedure, ore di formazione, messi in campo ai diversi livelli.

Se si parla molto e giustamente degli infortuni mortali, degli infortuni gravi, che portano ad invalidità permanenti dell’infortunato, pur se numericamente molto più numerosi (219.220 nel 2024, secondo INAIL) con effetti sociali, umani, economici che sono una piaga dolorosa oltre che un costo per famiglie, per la società, per le aziende, per il servizio sanitario nazionale, se ne parla obiettivamente molto meno. 

Anche le malattie professionali presentano un preoccupante bilancio, sono in crescita e determinano ripercussioni significative al bilancio dello Stato ed al benessere complessivo dei cittadini.

A ben guardare la realtà produttiva italiana si osserva come ci siano tantissimi imprenditori, manager e responsabili delle aziende, che studiano e introducono soluzioni tecniche, organizzative, formative che, abbinate ad un ampio corpus normativo, agli incentivi dello Stato per le aziende virtuose, ai corsi obbligatori previsti dall’accordo Stato Regioni, che pongono il nostro Paese tra i più avanzati in materia di Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro, ci aspetterebbe invece una riduzione delle cosiddette morti bianche. 

Ma allora che cosa non sta funzionando correttamente? Perché questi incidenti continuano a mietere tutte queste vittime?

Forse serve diffondere una profonda e innovativa cultura della sicurezza, a tutti i livelli: ancora adesso l’incidente viene percepito dal singolo come un qualcosa che accade, ma che non può “accadere proprio a me o alla mia azienda”, che il lavorare in condizioni precarie possa rappresentare un dovere per dare al cliente il prodotto finito in tempo e non richiedere un contesto organizzativo da correggere e recuperare.

Alla vigilia dell’anno in cui Pordenone sarà Capitale Italiana della Cultura 2027, Federmanager Friuli Venezia Giulia ha deciso di inquadrare l’evento regionale della campagna che Federmanager nazionale sta sviluppando su tutto il territorio nazionale, in un evento strutturato e metodologico per dare spunti ispirazionali a manager, imprenditori e operatori della Piccola e Media Impresa della Regione, promuovendo e diffondendo una nuova cultura della sicurezza.
Sarà interessata una platea di operatori diretti, coordinatori, manager e imprenditori, per porre al centro il valore dell’uomo, delle sue relazioni sociali, affettive ed economiche, favorendo così una progressiva assunzione di consapevolezza dei rischi presenti nel proprio contesto lavorativo, ma anche in quello familiare, domestico e del tempo libero.

Le statistiche, infatti, mostrano come l’ampiezza degli incidenti mortali o gravemente invalidanti in ambito domestico sia ancora superiore a quella relativa al mondo del lavoro, pur se non se ne discuta adeguatamente, ancora.

“Oltre le Regole: costruire una vera cultura della sicurezza in azienda e nella propria vita privata”, sarà un momento in cui alcune grandi realtà produttive della Regione, presenteranno i percorsi di cultura aziendale improntati alla sicurezza degli operatori e dell’ambiente, implementati nel tempo nelle rispettive filiere produttive. Ci saranno anche alcuni specialisti della sicurezza sul lavoro, i rappresentanti degli Enti preposti al controllo ed all’assistenza sanitaria, tutti a confrontarsi apertamente, tra loro e con il pubblico, per dare ai partecipanti un’occasione di approfondimento originale ed efficace sulle possibili strategie da adottare, ciascuno nella propria realtà, per vedere progressivamente scomparire questo tema dalla cronaca nera dei nostri quotidiani.

Appuntamento quindi a Pordenone, nell’aula magna del Campus di Pordenone dell’Università degli studi di Udine, il prossimo 4 novembre 2026 a partire dalle 16.30.

Daranno il proprio contributo il rappresentante del Rettore dell’Università, l’assessore al Lavoro e Formazione Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Alessia Rosolen Ass., Daniele Damele Presidente Federmanager FVG, in video collegamento Marcello Fiori, Direttore Generale INAIL, Cristina Capobianchi direttrice Regionale INAIL, Marco De Sabbata Direttore INPS FVG. I contributi delle grandi aziende regionali saranno curati da Patrizio Mazzocut, Direttore Generale Operations di Electrolux Professional S.p.A., Marcello Rita Responsabile Personale, Organizzazione, Qualità, Sicurezza, Ambiente, Facility Management di AcegasApsAmga, la multiutility del nordest del Gruppo Hera, Fabrizio Turchet, Direttore Generale di Moroso S.p.A. la realtà multinazionale dell’industria del mobile con il quartier generale nel Friuli.

Alle presentazioni seguirà un’interessantissima tavola rotonda con Marco Popesso, Auditor di Sistemi di Gestione Qualità, Salute e Sicurezza ed Ambiente ed Ermanno Bon EB Sicurezza e Ambiente per evidenziare i percorsi virtuosi adottabili dalle realtà più piccole e meno strutturate sulla scia dei percorsi adottati dai grandi player intervenuti nella prima parte dei lavori.

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