Federmanager FVG in assemblea ad Artegna a 50 anni dal terremoto
Tavola rotonda con Riccardo Riccardi: «La ricostruzione resta una lezione attuale su sussidiarietà, importanza del capitale umano e capacità decisionale»
A cinquant’anni dal terremoto del 1976, il modello Friuli continua a offrire spunti di riflessione attuali sul rapporto tra sviluppo economico, welfare e coesione sociale. È il messaggio emerso dalla tavola rotonda “Dalla ricostruzione del ’76 un modello di welfare sanitario e previdenziale nel sistema economico industriale del Friuli Venezia Giulia”, promossa da Federmanager FVG nell’ambito dell’assemblea regionale svoltasi sabato 13 giugno nella sala consiliare di Artegna.
Moderato dal presidente regionale Daniele Damele, il confronto ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità e delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi, della presidente della Fondazione Pietro Pittini Marina Pittini, del giornalista e consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Cristiano Degano e di Giorgio Buiatti, rappresentante dell’Associazione Consiglieri Regionali del Friuli-Venezia Giulia.
Nel suo intervento Riccardi ha sottolineato come la ricostruzione rappresenti ancora oggi una lezione di straordinaria attualità, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla capacità della classe dirigente dell’epoca di assumere decisioni rapide e coraggiose. «Costa di più non decidere che prendere una decisione sbagliata», ha osservato, richiamando uno degli insegnamenti lasciati da quella stagione. Da qui la riflessione sul capitale umano, risorsa oggi sempre più preziosa, e sulla necessità di valorizzare le persone attraverso welfare, meritocrazia e inclusione.
Riccardi ha inoltre ricordato come la ricostruzione non sia stata
soltanto una risposta all’emergenza, ma l’occasione per rendere più
competitivo un territorio allora periferico e di confine, grazie a una
visione capace di guardare oltre il presente.
Particolarmente
significativa la testimonianza di Marina Pittini, che ha ricordato la
figura del padre Andrea Pittini e la scelta di ripartire immediatamente
dopo il sisma, nonostante i gravissimi danni subiti dall’azienda.
«Potevamo piangere, oppure ripartire», ha ricordato, richiamando il
valore del lavoro, della responsabilità e della partecipazione
collettiva nella rinascita del Friuli.
Cristiano Degano ha proposto
una riflessione sul ruolo dell’informazione, partendo dalla propria
esperienza diretta nei giorni del terremoto, mentre Giorgio Buiatti ha
ricordato il contributo delle istituzioni locali e delle norme che hanno
accompagnato la ricostruzione, gettando le basi di quello che sarebbe
poi diventato il “modello Friuli”.
Tra gli interventi più
significativi quello di Antonio Pesante, segretario del Comitato
Terremoto Friuli FNDAI-CIDA FVG, che ha ricordato la mobilitazione della
dirigenza industriale italiana all’indomani del terremoto. Una raccolta
fondi promossa da FNDAI e CIDA consentì infatti di finanziare ad
Artegna la costruzione di dodici abitazioni definitive nel quartiere
intitolato a Mario Bertoli, testimonianza ancora tangibile di quella
stagione di solidarietà.
Nelle conclusioni, il presidente di
Federmanager FVG Daniele Damele ha ribadito l’attualità dell’esperienza
della ricostruzione friulana, definendola un esempio di collaborazione
tra istituzioni, imprese, professionisti e comunità locali e richiamando
l’importanza di continuare a investire sul capitale umano e sul ruolo
del management per affrontare le sfide del futuro.
15 luglio 2026
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