Il mercato delle crociere e il ruolo di Fincantieri

Negli ultimi mesi la società ha consolidato la propria leadership con nuovi ordini

TRIESTE – Il mercato delle crociere rappresenta oggi uno dei segmenti più dinamici del turismo globale, ma va letto non solo come fenomeno di consumo, bensì come un sistema economico-industriale complesso che coinvolge domanda turistica internazionale, investimenti armatoriali, cantieristica, infrastrutture portuali, tecnologia di bordo, logistica e occupazione.
Secondo il State of the Cruise Industry Report 2025 di CLIA, i passeggeri oceanici nel mondo erano 29,7 milioni nel 2019; dopo la contrazione causata dalla pandemia sono risaliti a 31,7 milioni nel 2023 e a 34,6 milioni nel 2024, superando i livelli pre-Covid. Le previsioni indicano una crescita ulteriore: 37,7 milioni nel 2025, 39,6 nel 2026, 40,9 nel 2027 e 41,9 nel 2028. Il settore appare quindi ormai consolidato e in espansione nel turismo internazionale organizzato.
Nonostante questa crescita, il peso relativo della crocieristica resta limitato: rappresenta circa il 2,7% del turismo mondiale. Proprio questa quota relativamente contenuta suggerisce però agli operatori ampi margini di sviluppo e continua a giustificare investimenti rilevanti da parte di compagnie, cantieri e porti.
Dal punto di vista geografico, l’area dominante resta quella dei Caraibi, Bahamas e Bermuda, che nel 2024 ha concentrato il 43% dei passeggeri globali. Il Mediterraneo rappresenta la seconda area mondiale, confermando la centralità di questa regione anche per l’economia turistica europea e italiana.
L’impatto economico del settore è significativo. Secondo CLIA, nel 2023 la crocieristica ha generato in Europa circa 55,3 miliardi di euro di output economico e 400.000 posti di lavoro, mentre i crocieristi europei sono stati 8,2 milioni. A livello globale, lo studio Contribution of Cruise Tourism to the Global Economy di Oxford Economics attribuisce al comparto 168,6 miliardi di dollari di output economico, 85,6 miliardi di PIL e circa 1,6 milioni di posti di lavoro.
Le prospettive dal lato dell’offerta confermano la fiducia del settore. CLIA prevede 56 nuove navi oceaniche tra il 2025 e il 2036 per un valore di 56,8 miliardi di dollari, mentre Cruise Industry News stima un orderbook complessivo di circa 74 unità e oltre 76 miliardi di investimenti nello stesso periodo. Gran parte di questo valore aggiunto resta concentrata in Europa: il 97% delle navi da crociera oceaniche mondiali è costruito in cantieri europei e la quasi totalità delle nuove unità previste fino al 2036 sarà realizzata nel continente.

Il posizionamento di Fincantieri
In questo contesto si colloca il ruolo di Fincantieri, leader mondiale nella costruzione di navi da crociera con una quota di mercato prossima al 50%, oltre 130 unità realizzate dal 1990 e un portafoglio ordini che si estende fino al 2037. La strategia del gruppo punta a rafforzare questo posizionamento attraverso innovazione tecnologica, sostenibilità energetica e digitalizzazione della nave lungo tutto il ciclo di vita operativo.
Sul fronte della transizione energetica Fincantieri sviluppa soluzioni per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, tra cui il progetto con Viking per una nave alimentata da celle a combustibile a idrogeno da 6 MW. Parallelamente il gruppo investe nella dimensione digitale attraverso la piattaforma NaviSapiens, pensata per integrare dati e sistemi di bordo e migliorare efficienza operativa, sicurezza e manutenzione predittiva.
Negli ultimi mesi Fincantieri ha consolidato la propria leadership con nuovi ordini da parte dei principali operatori globali, tra cui Carnival, Norwegian Cruise Line Holdings, Royal Caribbean Group e Viking. Tra le consegne più recenti figurano la Four Seasons I, che introduce la piattaforma NaviSapiens nel segmento ultra-lusso, e la Norwegian Luna, seconda unità della classe ampliata Prima Plus per Norwegian Cruise Line.
Enrico Bigi
Consigliere Direttivo Federmanager FVG

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