Sostenibilità e inclusione: il lavoro come opportunità

Presenti Tagliapietra, Pellis e Di Narda

Si è svolto il 10 marzo 2026 presso il LEF di San Vito al Tagliamento il convegno “Sostenibilità in azione: il lavoro come opportunità di inclusione”, promosso e sostenuto da Federmanager e rivolto a dirigenti delle risorse umane, imprenditori e professionisti del mondo del lavoro.
L’incontro ha posto al centro il tema dell’inclusione lavorativa come elemento concreto di sostenibilità sociale, con particolare attenzione all’inserimento di profughi e richiedenti asilo nel tessuto produttivo italiano. Erano presenti rappresentanti di realtà impegnate sul tema dell’integrazione, tra cui UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, che rappresenta i professionisti delle risorse umane e promuove modelli organizzativi inclusivi. Nel suo intervento introduttivo, il vicepresidente di Federmanager, Alessandro Pellis, supportato da Edo Tagliapietra (vicepresidente vicario) e Silva Di Narda (responsabile Federmanager della sede di Pordenone), ha presentato il ruolo della Federazione come ponte tra manager, imprese e organizzazioni, sottolineando come la collaborazione tra questi attori rappresenti uno strumento fondamentale per generare un impatto sociale positivo. In uno scenario caratterizzato da globalizzazione, mobilità internazionale e cambiamenti demografici, il tema dell’inclusione lavorativa assume un valore sempre più strategico. In questo percorso risultano fondamentali la collaborazione con realtà internazionali come UNHCR e il contributo delle professionalità HR impegnate nello sviluppo di modelli organizzativi innovativi e inclusivi. L’accesso al lavoro rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci di integrazione sociale: consente alle persone di costruire autonomia e dignità, offrendo al tempo stesso alle imprese nuove competenze e prospettive. Per questo la collaborazione tra imprese, manager e organizzazioni diventa fondamentale per costruire un mercato del lavoro più aperto, dinamico e inclusivo.
Particolarmente significativi sono stati alcuni interventi che hanno portato esperienze dirette dal territorio. Un educatore del Coges di Venezia, impegnato nell’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, ha illustrato il delicato lavoro di accompagnamento educativo, formativo e di inserimento sociale. Accanto a lui, un’operatrice del Coges di Venezia e Padova, specializzata nell’inserimento lavorativo degli adulti, ha evidenziato l’importanza di programmi strutturati capaci di facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro e superare le barriere linguistiche e culturali. Molto apprezzata anche la testimonianza di un imprenditore che ha avviato progetti concreti di inserimento lavorativo all’interno della propria azienda. L’imprenditore è intervenuto insieme a due lavoratori che hanno raccontato la loro esperienza personale di integrazione attraverso il lavoro. Di particolare interesse anche l’intervento del responsabile di Humana Italia che si occupa di training e orientamento, il quale ha illustrato l’impegno dell’organizzazione in progetti di integrazione e formazione professionale. L’esperienza di Humana ha evidenziato come si stia lavorando per individuare e formare professionalità e competenze al di fuori dell’Italia, con l’obiettivo di rispondere alla crescente carenza di forza lavoro nel nostro Paese, una situazione legata anche al progressivo calo demografico.
Nel corso del vivace dibattito è emerso con chiarezza come il lavoro rappresenti uno degli strumenti più efficaci per favorire l’inclusione e costruire percorsi di autonomia per persone che si trovano in condizioni di difficoltà. Allo stesso tempo, non sono mancate riflessioni sulle criticità ancora presenti, in particolare sul piano burocratico, linguistico e abitativo, che spesso rendono complessi i percorsi di inserimento.
La conclusione condivisa dell’incontro è stata chiara: attraverso la sinergia tra imprese, manager, organizzazioni sociali e istituzioni è possibile formare, accogliere e offrire nuove opportunità a persone in difficoltà, trasformando l’inclusione in un valore concreto per la società e per il sistema economico.

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