Il nuovo codice della crisi d'impresa

I rischi per manager e amministratori

Marco Picetti

Marco Picetti Veneris Family Office

Il nuovo codice sulla crisi d’impresa ha introdotto l’obbligo per le aziende, sia di persone, che di capitali di dotarsi di adeguati assetti ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi, assumendo le idonee iniziative per il superamento della stessa e il recupero della continuità aziendale. 
Mediante la riforma della legge fallimentare (Legge Delega n. 155/2017) si è trapiantato nel nostro ordinamento uno strumento di risoluzione dello stato di crisi di un’azienda di matrice anglosassone, assimilabile al Chapter 11. 

Perché esiste un rischio in capo agli amministratori dell’azienda? 
La riforma, all’articolo 2476 del codice civile, spiega chiaramente che gli amministratori rispondono (con il loro patrimonio personale) verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. 

Esistono già sentenze di condanna 
A tal riguardo, come ad esempio quella del Tribunale Sez. Sp. Milano R.G. 9119/2019, in cui il collegio giudicante ha rilevato da parte degli amministratori “condotte di per sé non in linea con i doveri gestori oggi predicati dall’art 2086 cc vigente”. 

Cosa deve fare l’amministratore per evitare di essere aggredito da un punto di vista patrimoniale? 
Dotarsi di adeguati assetti significa agire innanzitutto sotto il profilo della prevenzione, andando a delineare i rischi a cui l’azienda è maggiormente esposta: rischio tasso, rischio valuta, rischio inflazione, rischio di credito, rischio energetico (…). 
Successivamente è necessario rilevare con costanza eventuali squilibri di carattere patrimoniale o finanziario, verificare la sostenibilità dei debiti nei successivi 12 mesi, verificare la presenza di segnali di allarme relativi alle posizioni debitorie e svolgere una sorta di stress test che permetta di capire come potrebbe comportarsi l’azienda di fronte allo stato di crisi. 
Tra i segnali di allarme potrebbero esserci ritardi nei versamenti dei contributi (INPS-INAIL), sconfinamenti prolungati sui finanziamenti oppure debiti per retribuzioni scaduti da oltre 30 giorni. 

Quali sono i rischi e come proteggersi individualmente? 
Il rischio principale è quello di introdurre nel nostro ordinamento un istituto di matrice americana, come quello del Chapter 11, all’interno di un contesto – quello italiano – che si trova al 69° posto mondiale in termini di libertà economica secondo l’Economic Freedom Index. 
Come si può conciliare un regolamento di questo tipo con la presenza di uno Stato che prima incentiva e poi elimina il mercato secondario dei crediti d’imposta? 
L’ordinamento peraltro ha stabilito un principio generale di adeguatezza degli assetti organizzativi senza fornire alcuna specifica al riguardo. 
Infine, l’adeguatezza o meno degli assetti organizzativi, a fronte di un irreversibile processo di crisi, verrà decisa dall’autorità giudiziaria, lasciando dunque all’interpretazione del giudice elementi di carattere gestionale, economico e finanziario. 
È dunque da ritenersi legittimo, senza con questo voler arrecare preordinatamente un danno ai creditori sociali, che il manager/ amministratore, si doti “degli adeguati assetti” per proteggere (parte o in toto) il proprio patrimonio da eventuali aggressioni ingiustificate.

Notizie della settimana

I più letti

Contratto Dirigenti Industria

La versione aggiornata del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei dirigenti industria 2025-2027, firmato il 13 novembre 2024, è riassunta nell'articolo per facilitarne la consultazione ai lettori registrati sulla rivista digitale.
01 gennaio 2025

I due volti del domani

Convergenze e fratture tra svolta ecologica e rivoluzione digitale
01 ottobre 2026

Merito: aspettando Godot,
i talenti fanno le valigie

L’undicesima edizione del Meritometro: Italia sempre ultima in Europa, 159 miliardi di capitale umano esportato, un’agenda che non ammette rinvii. Ora, tocca al management
01 luglio 2026

A Messina campata unica record: il ponte (in) sospeso

Un labirinto giuridico e tecnico, tra deroghe nazionali e riforme europee, mette a rischio la realizzazione del progetto, mentre crescono gli interrogativi irrisolti sulla complessità ingegneristica dell’opera. L’articolo di Giovanni Saccà, un ingegnere messinese che da anni segue il progetto, approfondisce in modo pragmatico gli aspetti tecnici e procedurali a beneficio di coloro che non si accontentano degli slogan
01 ottobre 2026

Il cambiamento professionale genera crescita e crea nuove opportunità

Cambiare non significa necessariamente perdere una posizione. Può significare conquistare una nuova possibilità di crescita
01 ottobre 2026