Manager delle nuove filiere spazio & idrogeno in Veneto

Prima Parte

di Gabriella Bettiol  

Senior Consultant Confindustria Veneto Siav
Nel corso del 2023 Confindustria Veneto SIAV ha realizzato una ricerca sul “Management delle nuove filiere Space & Hydrogen” che ha visto la condivisione di Federmanager Veneto e Confindustria Veneto a livello regionale e il finanziamento nell’ambito delle azioni strategiche dell’ente bilaterale Fondirigenti.

La ricerca ha preso in considerazione l’evoluzione di distretti, filiere e nuove Reti Innovative Regionali per poter analizzare le trasformazioni industriali in atto in riferimento a due macro settori ad elevata intensità di innovazione: quello dell’economia dello spazio e dell’idrogeno.

Considerata l’innovatività che connota le due macro-economie si è posto il focus sulle nuove ed elevate competenze richieste ai manager per operare all’interno di processi caratterizzati dalla necessità di collaborazione con attori della produzione e trasferimento della conoscenza scientifica e tecnologica; ecosistemi composti, oltre che da aziende manifatturiere, da società di engineering, dei servizi avanzati, produttrici di tecnologie applicate, Università, Centri di Ricerca, Spinoff e Startup.

Sempre a livello regionale, in coerenza con le politiche europee sull’innovazione, sono state delineate le Strategie Intelligenti e supportata la nascita di 21 cluster innovativi, sono state inoltre individuate due Missioni Strategiche volte a valorizzare visioni a medio-lungo periodo, che sono:
1. Bioeconomy comprendente Biotecnologie, Bioenergie e Idrogeno;
2. Space economy comprendente Intelligenza Artificiale, Tecnologie quantistiche e Tecnologie Spaziali.
Gabriella Bettiol

Gabriella Bettiol Senior Consultant Confindustria Veneto Siav

La Space Economy (SE) è il nome del comparto produttivo e finanziario orientato alla creazione di beni e servizi e allo sfruttamento delle risorse nell’ambito dello spazio extra-atmosferico: è la catena del valore, cross settoriale e cross tecnologica che, partendo da ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti arriva fino alla generazione di prodotti e servizi innovativi. In quest’ambito si possono distinguere segmenti upstream e downstream, ovvero, da una parte la creazione di infrastrutture spaziali, satelliti, vettori, stazioni fino alle future basi collocate sulla Luna o su pianeti rocciosi del sistema solare; dall’altra lo sfruttamento dei benefici che conseguono dai dati raccolti nello spazio e dalle risorse fisiche prelevate per essere trasformate e impiegate sulla Terra. (Fonte: Fondazione Nord Est).

La ricerca si è quindi focalizzata nell’illustrazione del processo di creazione e funzionamento della Rete Innovativa Regionale AIR - Aerospace Innovation and Research (denominata “SPACE”); la Rete si è aggregata attorno ad alcune leadership “imprenditoriali” prevalentemente manifatturiere convinte di “sfruttare” tale opportunità per una revisione profonda dei business aziendali con consolidati fondamenti tecnici e competitivi, ma che trovano “nuova linfa” in settori tecnologici ed economici molto attuali e promettenti anche grazie ai sistemi di relazione con Università, Centri di Ricerca e Aziende ad Alta Tecnologia. La sua composizione si può così rappresentare (vedi tabella seguente).

Le aziende manifatturiere a livello territoriale si collocano prevalentemente dentro agli storici distretti industriali di Vicenza, Padova e Treviso, mentre le aziende di engineering e soprattutto start-up e spin-off operano prevalentemente in vicinanza alle sedi Universitarie di Padova e Vicenza.

Nella traiettoria delle Bioeconomie il Veneto ha puntato sullo sviluppo di una filiera dell’idrogeno, considerato l’alto interesse e gli innegabili punti di forza del territorio. L’iniziativa ha uno stretto collegamento con il programma della neo costituita Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità e ha quale driver il consorzio HYDROGEN PARK che da anni sviluppa progetti sul tema e a cui partecipa Confindustria Veneto.

Le strategie e il piano di sviluppo regionale fanno riferimento alle misure PNRR M2C2 - 3.1 - “Produzione di idrogeno nelle areeindustriali dismesse”, in questo caso Porto Marghera.

Le opportunità sono: possibilità di innalzare il livello tecnologico dell’industria, invertire la tendenza da una regione trasformatrice di componenti d’importazione a una regione produttrice di tecnologie di base, gestire e controllare l’intera catena del valore creando posti di lavoro ad elevata intensità di tecnologia e conoscenza. I punti di forza sono: presenza di grandi player industriali, tessuto manifatturiero flessibile e capace di riconvertire le attività, utilizzo dell’idrogeno in settori hard to abate e come fonte energetica (end user).

Alcuni principali player della filiera per produzione di idrogeno verde, produzione di elettricità da idrogeno verde, stoccaggio, distribuzione e produzione di tecnologie collegate, sono: Gruppo SAPIO fondamentale per il funzionamento dell’Hydrogen Park di Marghera con un ampio progetto sulla transizione energetica verso la decarbonizzazione industriale e il trasporto a zero emissioni con la valorizzazione dei porti come potenziali cluster che uniscano energia, industria ed economia circolare; ENI con il progetto “Hydrogen Initiatives in Italy”, EDISON che è in grado di coprire tutta la catena del valore dell’idrogeno verde, produzione mediante elettrolisi, servizi di Energy Management, stoccaggio e trasporto, mobilità sostenibile; Gruppo SNAM con il progetto “H2IT” e Gru?ppo SAN MARCO, ALPIQ-SINLOC con il progetto H2 Laguna.

Tra le aziende manifatturiere segnaliamo: Pietro Fiorentini con sede ad Arcugnano (VI) che ha realizzato l’Hydrogen Innovation Lab, una struttura multifunzione dove è possibile produrre e usare idrogeno generato per elettrolisi, fare blending di miscele di idrogeno e gas naturale, testare la readiness dei dispositivi utilizzati lungo le reti esistenti; H2C di Padova che ha stipulato un importante accordo per lo sviluppo di nuovi sistemi per la mobilità aerea a idrogeno verde, BAXI di Bassano che ha messo sul mercato la prima caldaia domestica premiscelata a idrogeno puro prodotto tramite energia rinnovabile.

Confindustria Veneto ha inoltre promosso una nuova Rete Innovativa Regionale per l’Idrogeno “R.I.R. H2” che poggia su ambiti di sviluppo quali: produzione di idrogeno, scambio energetico, stoccaggio e sviluppo di una micro-distribuzione territoriale, utilizzo da parte sia di settori hard to abate (siderurgia e acciaieria, vetro, trasporto 
ferroviario, aereo, navale e su gomma) sia quelli che attraverso l’idrogeno potranno introdurre innovazioni di prodotto (ad esempio la termomeccanica).

Per quanto riguarda il Management obiettivo della ricerca è stato comprendere quali sono le nuove competenze richieste ai Manager nell’accompagnamento di aziende, appartenenti anche a settori consolidati, alla partecipazione attiva nelle due principali filiere. A tal fine, è stata condotta un’analisi e sono stati raccolti, analizzati e valorizzati Casi Manageriali.

I risultati della ricerca sono stati illustrati in due webinar: il primo focalizzato sullo Space e il secondo sull’Idrogeno, ai quali hanno partecipato Federmanager, Fondirigenti, Imprenditori, Manager di imprese appartenenti alle due filiere, nonché persone ad elevata specializzazione appartenenti alla filiera della “conoscenza”, presenti in spin-off universitari e in nuove start.up.
A maggio è previsto un ulteriore incontro in presenza dedicato al Management che vedrà la condivisione dei contenuti della ricerca e le sue proiezioni future da parte di Autorità Pubbliche Regionali, Federmanager, Fondirigenti e Confindustria Veneto.
Il Report è disponibile sul sito: https://tinyurl.com/3jzhp8k3
Aggiornamenti sulla ricerca disponibili su: https://www.fondirigenti.it/

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