Manager del futuro: quali competenze per Industry 4.0

Le scelte d’investimento industriali sono soprattutto una scommessa sui territori, dove la qualità del capitale umano ha un peso determinante e la formazione rappresenta la palestra per costruire ponti verso il futuro. L’indagine Fondirigenti ha analizzato i fabbisogni formativi di cinque aree industriali. I temi più rilevanti riguardano piani di trasformazione digitale e competenze necessarie a gestire il cambiamento di Industry 4.0.

 

Carlo Poledrini 

Presidente FONDIRIGENTI
Le skill per lo sviluppo 4.0 sono in buona parte da costruire, o meglio sarebbe dire da immaginare. La sfida per le aziende nei prossimi decenni non sarà solo sviluppare e acquisire tecnologia ma soprattutto, disporre di competenze necessarie a ripensare in chiave digitale il modello di business, individuando le dinamiche della domanda globale in cui si muovono i cambiamenti del sistema industriale. 
Molte aziende non hanno ancora affrontato gli investimenti della fabbrica digitale, soprattutto in termini di nuove competenze, e hanno difficoltà a identificare i trend di sviluppo, gli skills e le professionalità richieste. Il primo passo è quindi la costruzione di un sistema integrato di ricognizione dei fabbisogni, favorendo l’osmosi tra i mondi della ricerca, della formazione e dell’impresa.
Fondirigenti vuole contribuire alla creazione di questa rete di supporto, concentrandosi sul binomio, fino ad ora in larga parte inesplorato, del legame tra formazione e innovazione. L’innovazione di tecnologia/prodotto è per certi versi considerata dalle imprese un prerequisito indispensabile, ma non più sufficiente. Per competere con successo serve altro. E infatti, gli investimenti formativi puntano a produrre innovazione attraverso il miglioramento continuo dei processi organizzativi. Si passa da un vecchio modello industriale in cui i fattori critici di successo erano la qualità e innovazione del prodotto, ad uno nuovo, in cui la tecnologia organizzativa e gestionale e le competenze manageriali diventano asset decisivi per ricercare nuove fonti di valore, diverse e integrative rispetto ai modelli tradizionali di business. 

L’indagine Fondirigenti: i principali trend e fabbisogni emersi

Per stabilire un canale di incontro con imprese e dirigenti, con Fondirigenti abbiamo realizzato una serie di focus group con le associazioni, che hanno coinvolto oltre duecento partecipanti, nelle aree a maggiore densità di aziende aderenti: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio, Puglia. I tratti comuni dei fabbisogni emersi confermano la bontà delle priorità strategiche del Fondo su Industry 4.0, educazione professionalizzante di alto livello e politiche attive. 
Le tematiche ritenute più rilevanti riguardano i piani di trasformazione digitale, con un’enfasi particolare sulle competenze trasversali, necessarie a gestire il cambiamento di Industry 4.0 seguiti da e-reputation, innovazione dei processi e dei big data. 
Con riferimento all’innovazione, emerge l’esigenza di sviluppare competenze per  presidiare l’impiego di tecnologie legate all’automazione, all’intelligenza artificiale e conseguenti ricadute sulle skill del personale, i processi e le nuove modalità di lavoro, compreso lo smartworking, e valorizzare il rapporto con il sistema creditizio a supporto dell’innovazione.

L’Avviso 3/2016 sulla digitalizzazione

Ai temi di Industry 4.0, Fondirigenti ha dedicato uno specifica iniziativa, anche per supplire al ritardo che il nostro Paese sconta in questo settore. L’Avviso 3/2016, che si è chiuso il 2 marzo scorso, ha previsto uno stanziamento complessivo di 5 milioni di euro, per il finanziamento di Piani formativi finalizzati alla diffusione della cultura digitale e allo sviluppo di skill specifiche di supporto, dall’innovazione dei processi produttivi in chiave digitale, alla sicurezza informatica, all’e-commerce. I risultati in termini di riposta sono molto positivi, considerata la specificità del tema, con una richiesta notevolmente superiore alle risorse stanziate. Dal punto di vista della distribuzione geografica, l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e il Lazio, rappresentano il 76% dei Piani presentati, con un’equa ripartizione tra grandi e piccole imprese. 
La graduatoria dei Piani formativi ammessi al finanziamento, a seguito della valutazione da parte di una Commissione, è pubblicata sul sito www.fondirigenti.it.

Sistema education e politiche attive

Per comprendere quali sono le skill del manager 4.0. è necessario rinsaldare il legame con il mondo dell’education. La mappatura del tipo di rapporto delle imprese con i centri del sapere e gli hub dell’innovazione è una precondizione indispensabile per sviluppare strumenti e occasioni di osmosi tra i due mondi, anche al fine di attuare politiche attive efficaci.Nei rapporti tra università e aziende è necessario occuparsi degli aspetti soft e delle competenze gestionali non presidiati dai player di mercato e per questo serve formare una generazione di facilitatori, un ruolo attribuibile ai manager anche mediante esperienze di mentoring a supporto di giovani e start-up, e viceversa, nel reverse mentoring ai senior sulle tecnologie. 
Un altro fronte ‘caldo’ è quello della difficile situazione occupazionale del management che rischia di diminuire il già esiguo capitale manageriale delle imprese italiane. A tale proposito si sottolinea l’opportunità di favorire occasioni di networking tra dirigenti e imprese, anche su scenari internazionali. La rete rappresenta la principale fonte per acquisire informazioni sui reali trend del mercato del lavoro e sulle opportunità presenti, vista la specificità della figura manageriale, normalmente riottosa a rivolgersi alle tradizionali strutture di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
 Sono allo studio specifici servizi presso le associazioni dedicati al manager, per anticipare gli effetti negativi delle crisi e delle ristrutturazioni anche attraverso rilevazioni periodiche sulle competenze necessarie per far fronte al mercato del lavoro futuro. Fondirigenti si propone di  analizzare i principali trend in atto, conoscere le priorità dei territori con iniziative e soluzioni innovative per migliorare la competitività delle imprese e dei manager. L’approccio alla base delle iniziative è la stretta collaborazione con le associazioni di Confindustria e Federmanager, con una propensione all’ascolto che consente di riscontrare ampi spazi d’azione su temi vitali per il futuro del Paese.