Reskilling e upskilling verso il futuro del (nostro) lavoro

Reskilling significa imparare competenze radicalmente nuove per un nuovo mestiere o per continuare a ricoprire un ruolo in evoluzione così profonda da mutare nome e connotati. L’upskilling è il potenziamento delle competenze per far evolvere il proprio ruolo/mestiere verso maggiori responsabilità

Barbara Demichelis     

HR Advisor Zenger Folkman, Euzyma Consulting, Zala Consulting

Laura Zanfrini     

Transformation Senior Advisor; Ceo ZaLa Consulting
Si sente parlare sempre più spesso di “New way of working”, nuovi modi di lavorare, e di “Job reset”. Ridisegnare ruoli, attività, compiti per capitalizzare l’esperienza di questi mesi nella “prossima normaliltà”. Questo è un modo stimolante (e forse preoccupante?) di etichettare il periodo che abbiamo davanti a noi: viviamo in un’epoca che ci dà l’occasione di ripartire daccapo, per mettere in discussione ruoli e competenze consolidati e aprirci a nuove dimensioni, sia da un punto di vista organizzativo che personale. 

Secondo il World Economic Forum, entro il 2025, il 50% di tutti i lavoratori avrà bisogno di reskilling e il 40% delle competenze base degli attuali lavoratori cambierà. L’implicazione è chiara: pensare che a ciascuno di noi o alla nostra organizzazione non toccherà il cambiamento di competenze è quantomeno poco realistico.

Quali competenze per il futuro del nostro lavoro?

Identificare le competenze necessarie per il futuro è la difficoltà principale per il 53% delle aziende coinvolte da Gartner in un’indagine. Come dire: “Ok, prendo l’autostrada e pago il biglietto, ma in che direzione vado?”. Come uscire dall’empasse? Serve un pensiero strategico volto a sviluppare oggi le competenze per i ruoli di domani e due possibili strumenti: "upskilling" e "reskilling". Non sono sinonimi. L’upskilling è il potenziamento delle competenze per far evolvere il proprio ruolo/mestiere, mentre reskilling significa imparare competenze radicalmente nuove per un nuovo mestiere o per continuare a ricoprire un ruolo in evoluzione così profonda da mutare nome e connotati. 

Ma cosa imparare? 

Competenze di mestiere + competenze digitali + competenze “umane”: questo sarà il mix indispensabile per i SuperJobs” del futuro.

Il WEF indica: pensiero analitico e innovazione, apprendimento intenzionale e strategie di apprendimento, problem solving complesso; l’IBM Institute for Business Value indica: flessibilità, agilità e adattabilità ai cambiamenti, time management, capacità di stabilire priorità e capacità di lavorare efficacemente in team. 

McKinsey suggerisce di smettere di pensare al reskilling come a un’aggiunta di skill digitali, ma di prevedere il set di “human skills” che resteranno una volta proceduto all’automazione di processi e modelli produttivi. Ma non basta sapere cosa.

La fatica di apprendere.

In questo momento di “pandemic fatigue”, la capacità del lavoratore medio di assorbire il cambiamento senza soccombere allo stress sembra essersi dimezzata rispetto all’anno scorso, afferma Jessica Knight, vice-president di Gartner
A tutti noi è venuta meno quella buona scorta di condizioni che ci consentirebbero di gestire al meglio l’apprendimento di nuove competenze:
  • Tempo. Secondo una ricerca Udemy for Busines, fra gli ostacoli all’apprendimento e allo sviluppo, le limitazioni di budget pesano per il 42% dei partecipanti, mentre la mancanza di tempo è limitante per il 61%
  • Focus. Ce lo spiegano le neuroscienze. Apprendere da adulti richiede un alto livello di concentrazione e perseveranza, oltre che di motivazione: “tale livello di concentrazione è inevitabilmente scomodo poiché, per segnalare al tuo cervello che qualcosa è abbastanza urgente da imparare da adulto, il tuo corpo rilascia adrenalina, facendoti sentire agitato.”.
  • Riposo. Ancora neuroscienze: per metabolizzare l’apprendimento il nostro cervello ha bisogno di produrre acetilcolina, che viene rilasciata solo in condizioni di riposo profondo (non si tratta solo di sonno, ma proprio di effettiva e volontaria decompressione).
Rimane aperta la questione delle potenzialità e delle tempistiche della formazione online. Come incide sui fattori di efficacia? 

Secondo il rapporto WEF, servono dagli uno o due mesi per acquisire da remoto competenze di vendita e marketing, due o tre mesi per competenze di data e A.I., e fino a quattro o cinque mesi per competenze di cloud computing ed engineering. Del resto, è anche un dato di fatto che veicolare gli insegnamenti nelle aule, virtuali o fisiche che siano, è ben diverso dal metterli a terra con la pratica sul campo, in particolare quando la fisicità è limitata come in questo 2020 che abbiamo vissuto.

Le aziende tardano a rispondere.

Il processo di reskilling è lungo, faticoso e costoso e, anche quando sono consapevoli dell’importanza di un sistema di formazione e sviluppo efficace, le aziende tardano a rispondere al bisogno di nuove competenze che hanno le persone per continuare a ricoprire adeguatamente il proprio ruolo all’interno dell’organizzazione.

Il 74% dei manager afferma di aver instradato i propri collaboratori ad apprendere nuove competenze, ma di questi solo il 38% conferma che sia successo. E, anche dopo l’importante spostamento in remote working, quasi i due terzi delle aziende non ha migliorato i programmi di formazione.

Attivare progetti di reskilling significa anche ammettere di non essere stati in grado di gestire la transizione delle competenze in modo più graduale. Come coniugare nuove esigenze di business o tecnologiche con le potenzialità e le motivazioni dei singoli? 

Come continuare a pensare al lavoro nel futuro.

Ci sono molti osservatori internazionali e nazionali autorevoli su questo tema. Noi seguiamo con attenzione il World Economic Forum, l’ONU e numerose risorse online. Questo ci consente di tenere aggiornati anche i manager e professional aziendali, che hanno a cuore il lato umano delle organizzazioni, e che fanno parte della nostra community SOR – Sustainability Outsight Room.  

In ogni incontro di SOR, presentiamo un osservatorio internazionale per ampliare lo sguardo sul mondo, mentre con i nostri ospiti indaghiamo la fattibilità locale e facilitiamo un confronto che favorisce benchmarking e innovazione. Iscrivendosi alla free community SOR, si partecipa agli eventi e si accede alla sezione del sito www.ZaLaConsulting.com dedicata agli approfondimenti e alle registrazioni video degli eventi passati, fra cui la puntata "Reskilling, upskilling, phygital transformation" su cui è basato questo articolo.