Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile

Si è tenuta il 18 settembre 2019 presso il Palazzo Pirelli la cerimonia per la firma del protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile da parte della Regione Lombardia e di 53 enti e rappresentanze sociali fra le quali CIDA, la Confederazione Italiana dei Dirigenti ed Alte professionalità.

Franco Del Vecchio

Segretario CIDA Lombardia - lombardia@cida.it
I dirigenti dei settori pubblici e privati rappresentati dalla CIDA dimostrano il proprio impegno per uno Sviluppo Sostenibile sottoscrivendo il protocollo lombardo descritto in questo articolo.
L'Agenda ONU 2030, con i 17 Sustainable Development Goals, esorta ad una riflessione globale sul tema dello sviluppo sostenibile, le sue nuove implicazioni generali all'interno del tessuto sociale e produttivo e le sue declinazioni a livello territoriale. La compromissione e i tempi necessari alla rigenerazione delle risorse naturali, le conseguenze del cambiamento climatico e la tutela della biodiversità sono fattori che obbligano a ripensare un modello di crescita che fondi le sue radici in alcuni principi cardine: sostenibilità, economia circolare, decarbonizzazione, riduzione dei fabbisogni ed efficientamento energetico.
Lo sviluppo sostenibile è una rivoluzione politica, economica, sociale, culturale che non riguarderà solamente il raggiungimento di valori ambientali per nazione, regione, città, ma cambierà il modo di intendere l'economia e la finanza, stimolerà la crescita delle imprese e lo sviluppo del mercato, disegnerà un nuovo paradigma di welfare e influenzerà i modelli educativi e culturali dei cittadini e delle comunità. È dunque compito delle Istituzioni, delle associazioni di rappresentanza e della società civile costruire insieme un percorso strategico di crescita e sviluppo con un approccio sussidiario, multilivello e territoriale, che faccia di Regione Lombardia la locomotiva sostenibile del Paese, protagonista di questa Rivoluzione.

Il Protocollo proposto dalla Regione Lombardia e firmato il 18 settembre da 53 enti e associazioni di rappresentanza riunisce i protagonisti dello sviluppo del nostro territorio, pone obiettivi comuni e avrà il compito di elaborare e condividere strumenti e misure politiche e amministrative capaci di interfacciarsi con il cambiamento in atto con realismo e lungimiranza per permettere a Regione Lombardia di guidare la transizione verso nuove forme e modelli di crescita.

Il contesto lombardo

La Lombardia ha consolidato negli anni un primato a livello competitivo non solo in Italia, ma anche nei confronti delle regioni europee più avanzate, confermando il dinamismo e la capacità di innovazione del proprio sistema produttivo. Sono stati elementi determinanti nel raggiungimento di questo importante risultato la capacità di confronto e collaborazione che le parti sociali ed economiche e le istituzioni hanno saputo costruire negli anni, accompagnata dalla presenza di reti territoriali attive nei diversi settori. Negli anni la Lombardia ha inoltre acquisito un'ampia consapevolezza da un lato della fragilità dei territori nelle diverse componenti ambientali, ma dall'altro della ricchezza del capitale naturale, architettonico e culturale che connota la regione.

L'esperienza dell'esposizione universale tenutasi nel 2015 a Milano è stato un momento di sintesi e di vetrina aperta al mondo: "Nutrire il pianeta, energia per la vita" è un lascito e un mandato, non svanito, nell'impegno della società lombarda, da sempre aperta e capace di traguardare oltre la contingenza e oltre i confini amministrativi. La medesima capacità verrà esercitata nella preparazione delle Olimpiadi invernali del 2026 in un clima di collaborazione con tutti gli attori e con una spinta verso la sostenibilità.

Le premesse della sostenibilità

Il 25 settembre 2015 l'Assemblea generale dell'ONU ha adottato la risoluzione "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile", sottoscritta dai Governi di 193 paesi, quale programma d'azione rivolto alle cinque aree: persone, pianeta, prosperità, pace e partnership; essa prevede 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals (SDGs) con 169 'target' o traguardi, da conseguire entro il 2030.
Il quadro normativo nazionale ha fatto proprio il principio dello sviluppo sostenibile, previsto all'art.3 del D.L.gs. 152/2006 "Norme in materia ambientale", il quale stabilisce in particolare che: "Ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future." e che "il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell'ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinché nell'ambito delle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità dell'ambiente anche futuro.", orientando in questo anche l'azione della Pubblica Amministrazione.

Nel dicembre 2017, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ha approvato la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, quale impegno nazionale al conseguimento degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030.

Regione Lombardia, anche con l'accordo di collaborazione sottoscritto con il Ministero dell'Ambiente, è impegnata nella predisposizione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile. Il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) della XI Legislatura ha posto la sostenibilità tra le cinque priorità dell'azione di governo regionale, quale "elemento distintivo dell'azione amministrativa e come occasione di migliorare la qualità della vita dei lombardi, conciliando le esigenze di crescita produttiva e coinvolgendo tutti gli attori del territorio: dalle imprese, ai cittadini, dalle scuole alle pubbliche amministrazioni". Il PRS propone altresì la firma "di un Protocollo Lombardo tra tutti gli attori pubblici e privati interessati, che rappresenti e declini gli impegni reciproci su ambiente, territorio, sistema dei trasporti e infrastrutture lombarde", individuando prime linee di lavoro.

A partire dal "Summit della Terra" tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992,  ratificato con la Legge 124 del 14 febbraio 1994, l'Italia ha negli anni assunto diversi impegni a livello internazionale che concorrono allo sviluppo sostenibile, tra questi in particolare alla ventunesima riunione della Conferenza delle parti (Cop 21) della Convenzione sui cambiamenti climatici, tenutasi a Parigi nel dicembre 2015, è stato definito "l'Accordo di Parigi sul Clima" con l'impegno di mantenere l'innalzamento della temperatura sotto i 2° e - se possibile - sotto 1,5°C rispetto ai livelli pre-industriali che l'Italia ha sottoscritto il 22 aprile 2016.

Finalità del protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile

Il protocollo promuove e impegna i sottoscrittori all'applicazione del principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non comprometta la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future; il principio dello sviluppo sostenibile deve consentire di individuare un equilibrato rapporto, nell'ambito delle risorse ereditate, tra quelle da risparmiare e quelle da trasmettere, affinché nelle dinamiche della produzione e del consumo si inserisca altresì il principio di solidarietà per salvaguardare e per migliorare la qualità dell'ambiente anche futuro.

Attraverso l'applicazione del principio dello sviluppo sostenibile, e favorendo la non regressione delle condizioni ambientali attuali,  i sottoscrittori si impegnano a far diventare la Lombardia una delle regioni leader in Europa nell'attuazione delle politiche per la sostenibilità, la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici, l'economia circolare, la transizione energetica verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la decarbonizzazione, favorendo una relazione coerente ed integrata tra le dimensioni economica, sociale ed ambientale.

Gli ambiti di riferimento del protocollo

A partire dagli impegni assunti nel Programma Regionale di Sviluppo sono individuati gli ambiti di riferimento del protocollo:
  • la transizione verso l'economia circolare, quale modello di sviluppo per i sistemi produttivi e per la gestione dei flussi di materia, a partire dal prolungamento del ciclo di vita dei prodotti, favorendo lo sviluppo di servizi e piattaforme e il supporto e accompagnamento in particolare al sistema delle PMl lombarde;
  • la graduale transizione ad una economia a basse emissioni di carbonio, come fattore di sviluppo dei territori, di una rinnovata competitività per le imprese e per la mitigazione dei cambiamenti climatici; il forte impulso allo sviluppo della generazione di energia da nuove fonti rinnovabili, l'aggiornamento ed efficientamento del parco di generazione ed accumulo idroelettrico, nonché l'impegno a conseguire traguardi di elevata efficienza energetica in tutti i settori prioritari di consumo: civile, industriale, trasporti;
  • il miglioramento della qualità dell'aria attraverso misure integrate in diversi campi di intervento e la responsabilizzazione dei vari soggetti pubblici e privati attivi nella regione;
  • il miglioramento dell'accessibilità e della qualità del sistema dei trasporti, attraverso lo sviluppo di una mobilità a basso impatto ambientale, integrata, sicura, nel rispetto della neutralità tecnologica, e di un sistema infrastrutturale efficiente in grado di rispondere alle esigenze del territorio, e il sostegno al sistema del trasporto pubblico locale;
  • lo sviluppo dell’infrastruttura verde regionale, intesa quale sistema unitario di aree naturali, semi-naturali, agricole e forestali, da conservare nella sua continuità territoriale, a garanzia dell'equilibrio ecologico ambientale del territorio lombardo nel suo insieme, oltreché da valorizzare in tutte le sue funzioni (protettiva, produttiva, ricreativa) tramite una "gestione attiva"; il rafforzamento delle iniziative per la salvaguardia della natura e biodiversità;
  • la tutela delle risorse idriche, degli ecosistemi acquatici e della biodiversità ittica autoctona; la gestione delle acque, gli interventi per il miglioramento della qualità degli ambienti fluviali e lacustri e il rafforzamento della sicurezza del territorio anche attraverso interventi di rinaturazione e difesa del suolo, oltre che con la promozione di azioni per il drenaggio urbano sostenibile;
  • il contenimento del consumo di suolo e la promozione della rigenerazione territoriale e urbana, quali riferimenti primari per le politiche urbanistiche al fine di ridurre la dispersione urbana e orientare lo sviluppo insediativo secondo criteri di sostenibilità ambientale; 
  • il rafforzamento del livello competitivo del mondo produttivo e dei servizi, nei sui diversi settori, avendo attenzione per le trasformazioni indotte nel mercato del lavoro, attraverso la promozione di attività di ricerca e innovazione di processo e di prodotto sempre più attenta agli impatti ambientati, il sostegno alle start up innovative nel settore della green economy;
  • la promozione del green public procurement in tutte le stazioni appaltanti lombarde; l'adozione di codici di autocondotta delle ditte appaltatrici; lo sviluppo di sistemi di accountability e della responsabilità d'impresa rispetto alle politiche della sostenibilità sociale e ambientale;
  • la transizione verso un settore agricolo pienamente sostenibile, intelligente, resiliente e competitivo e verso aree rurali dinamiche con un forte tessuto socioeconomico, che garantiscano maggiore valore aggiunto a livello europeo per la produzione di alimenti (sani, sicuri e di alta qualità e diversificati) e uno specifico contributo all'ambiente e alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nonché alla produzione di energia sostenibile, all'efficiente gestione delle risorse naturali ed infine alla tutela della biodiversità, degli habitat e dei paesaggi e al miglioramento dei servizi ecosistemici;
  • la promozione della pesca sostenibile, la conservazione delle risorse ittiche autoctone, l'acquacoltura competitiva e sostenibile e il rafforzamento della governance per garantire acque interne sicure, protette, pulite e gestite in modo sostenibile;
  • la promozione nelle aree rurali, dell'occupazione, della crescita e dell'inclusione sociale e dello sviluppo locale, anche attraverso la bioeconomia e la silvicoltura sostenibile;
  • il rafforzamento dell'inclusione e della coesione sociale, come forte impegno al contrasto di ogni forma di disuguaglianza, povertà, disparità e disagio e come occasione di rilancio dell'attrattività dei territori, delle relazioni sociali, del terzo settore, delle forme cooperative, delle imprese che a vario titolo si occupano dei temi di rigenerazione urbana e di sviluppo sostenibile.

Modalità e strumenti per la realizzazione dello Sviluppo Sostenibile

I sottoscrittori del protocollo condividono la necessità di definire scenari a lungo termine, rispetto ai quali individuare anche obiettivi più specifici - per quanto possibile di carattere quantitativo - il cui grado di perseguimento sarà monitorato nel tempo.
La Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile, definita con l'attiva partecipazione di tutti i soggetti sottoscrittori, costituisce lo strumento di sintesi capace di rappresentare gli obiettivi condivisi e monitorare il raggiungimento dei target prefissati. L'innovazione tecnologica, il sostegno alla ricerca nei vari ambiti della sostenibilità e lo sviluppo di tutti gli strumenti digitali sono individuati come strumenti essenziali nel percorso attivato. Azioni di informazione, comunicazione e disseminazione, educazione ambientale e coinvolgimento del sistema scolastico sono modalità per garantire il più ampio contributo della società lombarda nelle azioni per lo sviluppo sostenibile.

Le azioni attuative del protocollo potranno riguardare anche:
  • la condivisione di istanze da rivolgere al Governo per il perseguimento delle finalità individuate;
  • la definizione di un indirizzo condiviso per orientare l'attività regionale verso la nuova programmazione comunitaria, raccogliendo principi e obiettivi di sostenibilità, anche attraverso l'azione dell'Autorità Ambientale;
  • la promozione dell'azione condotta per il conseguimento delle finalità del protocollo.

Gli impegni della Regione Lombardia per lo sviluppo sostenibile

La Regione si impegna a valorizzare il protocollo e le azioni derivanti con le modalità e nelle sedi opportune, provvedendo a:
  • definire entro il 2020 la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile da elaborare ed attuare con il concorso delle istituzioni e delle realtà che operano sul territorio regionale, anche attivando iniziative di ascolto del territorio, promuovendo un efficace monitoraggio e l'eventuale adeguamento normativo volto a valorizzare i principi dello sviluppo sostenibile nella legislazione regionale;
  • attivare il percorso di valutazione della programmazione regionale in chiave di sostenibilità (monitoraggio di sostenibilità del PRS) e a concorrere alla costruzione del catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e ambientalmente favorevoli, ai termini dell'articolo 68 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali";
  • realizzare un evento annuale del Forum per lo Sviluppo Sostenibile, che sarà sede di presentazione degli avanzamenti, nelle diverse aree di impegno conseguiti tramite l'azione della Regione e dei sottoscrittori, e mettere a disposizione uno spazio virtuale di condivisione sugli avanzamenti nell'attuazione del protocollo;
  • costruire un catalogo di buone pratiche e sviluppare azioni di diffusione e promozione sul territorio.

Impegni dei soggetti sottoscrittori del protocollo

CIDA e gli altri sottoscrittori del protocollo si impegnano a:
  • applicare il principio dello sviluppo sostenibile all'interno del proprio ambito di attività, nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale;
  • contribuire alla definizione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile;
  • concorrere alla realizzazione delle azioni per l'attuazione della Strategia, fornendo elementi circa le azioni condotte e i risultati conseguiti nell'ambito del monitoraggio che verrà attivato;
  • proporre iniziative nell'ambito del Patto per lo Sviluppo e dell'Osservatorio Regionale per l'economia circolare e la transizione energetica finalizzate al conseguimento degli obiettivi del protocollo.
Ciascun sottoscrittore definisce, in maniera autonoma e in funzione della natura, organizzazione e finalità, un proprio programma di impegni nelle aree individuate e con i relativi tempi di realizzazione. Il programma sarà presentato entro 3 mesi dalla sottoscrizione del protocollo. 

Relativamente al proprio programma, ciascun sottoscrittore:
  • fornisce informazioni sugli avanzamenti nella realizzazione del programma, almeno in occasione del Forum annuale per lo sviluppo sostenibile secondo modalità di restituzione che verranno definite;
  • procede alla revisione ed eventuale aggiornamento del programma almeno annualmente;
  • si fa carico del conseguimento del programma proposto con risorse proprie, ovvero derivanti da fonti di finanziamento quali partecipazione a bandi, accesso a contributi, finanziamenti o partecipazione a progetti comunitari;
  • si fa carico degli oneri per la realizzazione delle proprie iniziative nell'abito del protocollo

Conclusione

Il protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile non si limita ad una mera dichiarazione d'intenti e vincola, per la corrente legislatura della Regione Lombardia, i 40 sottoscrittori alla realizzazione di iniziative concrete per conseguire insieme obiettivi sociali ambiziosi e far diventare la Lombardia una delle regioni leader in Europa nell'attuazione delle politiche e delle iniziative organiche per lo Sviluppo Sostenibile.
Cliccando il seguente documento .pdf è possibile scaricare il testo del protocollo.

Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile

protocollo-lombardo-per-lo-sviluppo-sostenibile.pdf

Elenco dei 53 sottoscrittori del protocollo Regione Lombardia per lo Sviluppo Sostenibile: ABI Lombardia, ACAI, AGCI, Altroconsumo, ANCE Lombardia, ANCI Lombardia, ANPAR, ARPA Lombardia, Assolavoro, Casartigiani, CIA Agricoltori Lombardia, CGIL Lombardia, CIDA Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità, CISL Lombardia, Città Metropolitana, CLAAI Lombardia, CNA Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Confapindustria Lombardia, Confartigianato Imprese Lombardia, Confcommercio, Confcooperative Lombardia, Confederazione Produttori Agricoli Lombardia, Confesercenti Lombardia, CONFIMI Industria Lombardia, Confindustria Lombardia, Confprofessioni Lombardia, Coldiretti Lombardia, ENEA, ENI, ERSAF, Federdistribuzione, FISE Assoambiente, FISE Unicircular, LEGAMBIENTE, LEGACOOP Lombardia, FLA, Fondazione TRIULZA, ILSPA, LIUC, POLIS Lombardia, Politecnico di Milano, RSE, UIL Milano e Lombardia, UNIBS, UNICATTOLICA, UNIMI, UNIMIB, UNINSUBRIA, UNIONCAMERE Lombardia, Università degli Studi di Pavia, UPL, WWF Lombardia.
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