Intelligenza artificiale generale, coscienza e… buon senso

Bisogna definire un quadro di regolamentazione e controllo non meno stringente di quello applicato allo sviluppo e all'utilizzo del nucleare e delle armi non-convenzionali.

By Pixabay 3382507

Salvatore Marinaro   

Socio ALDAI-Federmanager, partner Team Export
La recente accelerazione impressa dalle big-tech allo sviluppo ai fini commerciali degli algoritmi di apprendimento automatico (i c.d. transformers) e dei modelli linguistici generativi di grandi dimensioni (i c.d.  LLM) ha dato nuova linfa alle speculazioni riguardanti un argomento che, pur restando ancora sullo sfondo, da quasi un secolo affascina e preoccupa al tempo stesso molti di noi; l’avvento dell’Intelligenza Artificiale Generale, in breve AGI.

L’AGI è quel cervello digitale che in un futuro non troppo lontano dovrebbe poter essere in grado di superare di gran lunga le prestazioni di noi umani in tutti, o quasi tutti, i campi del sapere e dell’agire. Il momento in cui ciò dovesse verificarsi viene definito dagli addetti ai lavori con termini quali “discontinuità”, “singolarità” o “esplosione dell’intelligenza artificiale”. Pur con sfumature di significato diverse, la scelta di questi termini risiede nel fatto che il superamento avverrebbe con un’accelerazione a ritmo esponenziale, con un susseguirsi rapido di eventi per noi di difficile gestione e dagli esiti imprevedibili.

Questa discontinuità potrebbe essere preceduta, per citare il ricercatore californiano Eliezer Yudkowsky del MIRI (fondatore del Machine Intelligence Research Institute (MIRI) - California - che si occupa di studiare le minacce esistenziali poste dall’AGI e di come poterle gestire), dalla realizzazione di un primo seme di IA, ossia di un sistema intelligente in grado, autonomamente e in maniera iterativa, di migliorarsi sia sul piano hardware che software, per perseguire il proprio obiettivo. Anche in questo caso è arduo definire a priori il tasso di miglioramento ed il tempo di raggiungimento della singolarità, che rientrerebbero tra le variabili ‘decise’ dal sistema stesso. 

Immagine generata con Image Creator

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I più pessimisti pensano infatti che il seme potrebbe addirittura procedere in modo lento per eludere i controlli, evitare la disattivazione e giungere indisturbato alla singolarità, che ne sancirebbe in modo irreversibile la supremazia. Quest’ultima ipotesi, per quanto fortemente distopica, potrebbe però ironicamente spiegare l’origine di alcune decisioni geopolitiche di stretta attualità, che sembrano portarci verso l’autodistruzione.

Ma restando ottimisti e sperando che uno o più cattivi semi antagonisti non siano già segretamente al lavoro, è possibile dire quando questi traguardi possono essere raggiunti? 

Molti esperti si sono cimentati sul tema e negl’anni hanno fatto previsioni molto diverse che vanno, con vari gradi di probabilità, dal 2022 (ipotesi fatta nel 2012…) al 2100. 

Forse, per fare una previsione attendibile non solo dovremo comprendere appieno il funzionamento del cervello umano, ma anche e soprattutto scoprire cos'è la coscienza, caratteristica distintiva di noi esseri umani, e se e come si possa ricostruirla o emularla in un sistema digitale o cibernetico per fornirgli un’intelligenza totipotente, di tipo compiutamente umano o addirittura migliore. Al momento lo stato di avanzamento della ricerca delle neuroscienze su detti temi non permette di fare previsioni e pertanto la risposta rimane a mio avviso indeterminata; dieci anni, un secolo o forse mai… 

In conclusione non ci resta che applicare il buon senso e agire nelle giuste sedi anche e soprattutto a livello sovrannazionale a definire un quadro di regolamentazione e controllo dello sviluppo dell’AGI, non meno stringente di quello applicato allo sviluppo e utilizzo del nucleare e delle armi non-convenzionali.

In Team Export ci occupiamo di consulenza alle PMI per la trasformazione digitale, l’export e l’internazionalizzazione. Facciamo leva sul connubio tra esperienza trentennale di business in vari settori (ferroviario, impiantistico, manifatturiero), prevalentemente B2B, sia nel commerciale che nelle operations, e nuove tecnologie digitali, essendo appassionati di dati, algoritmi e innovazione. Avendo capacità tecnologiche in-house possiamo realizzare autonomamente software prototipi, permettendo all’imprenditore di sperimentare in modo diretto, rapido e personalizzato, le possibili applicazioni di questa tecnologia innovativa al proprio business, prima di investire.

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