Manager lombardi

La Lombardia è fra le prime 5 regioni europee per Pil pro-capite, con eccellenze in molteplici settori ed interessanti prospettive di sviluppo. Con 250 mila famiglie di dirigenti e 10 milioni di residenti la Lombardia è la regione con il maggior numero e tasso di manager del Paese.

 

Franco Del Vecchio 

Segretario CIDA Lombardia - lombardia@cida.it
In Lombardia sono occupati oltre 47 mila dirigenti di imprese private, il 45% del totale nazionale, ed un numero superiore di manager pubblici. Sommando i pensionati si superano 250 mila famiglie di dirigenti, pari al 10% dei 10 milioni di residenti lombardi il maggior numero e tasso di dirigenti in Italia, simile alle regioni europee più evolute. 

Come segretario Lombardia della Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte professionalità CIDA, in rappresentanza dei dirigenti: industria, terziario, servizi, dei dirigenti scolastici, medici e della funzione pubblica, colgo l'occasione per ricordare il contributo manageriale ad una regione speciale e virtuosa in molteplici campi, come è possibile rilevare dal sito “Lombardia Speciale” e dal documento scaricabile cliccando di seguito “rapporto-lombardia.pdf”.

Rapporto lombardia

rapporto-lombardia.pdf

Lombardia motore di sviluppo del Paese

Grazie anche al contributo dei manager privati e pubblici la Lombardia è la regione:
  • al 5° posto in Europa per Prodotto interno lordo (Pil) pro capite, pari a 36 mila €;
  • a statuto ordinario meno indebitata del Paese con 73 € per residente;
  • con meno dipendenti pubblici 41 ogni 1.000 abitanti;
  • con quasi un terzo dell’export italiano per un valore di 111 miliardi di €;
  • con un manifatturiero che corre recentemente più della media europea e spiccano i risultati dei settori in crescita: la chimica (+ 5,4%), la meccanica (+ 5,3%), pelli e calzature (+ 8,5%), abbigliamento (+ 6,2%), (+ 3,9%), la gomma-plastica (+ 3,8%), il legno-mobilio, (+ 3,5%), la siderurgia (+ 3,4%), gli alimentari (+ 2,5%) e i mezzi di trasporto (+ 2,1%);
  • capofila per brevetti con il 28% di quelli nazionali ed il 34,5% di quelli europei;
  • con il maggior numero di start-up oltre 1.500 e pari al 23,1% di quelle italiane;
  • d’eccellenza per la sanità con 4 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) ai primi posti e 7 fra i primi 10 d’Italia;
  • con la sanità più richiesta dai pazienti delle altre regioni, che hanno un debito di 534 milioni di € per rimborsi dovuti a prestazioni sanitarie;
  • con il primato nella farmaceutica, con: 46 mila addetti, pari al 50% del totale nazionale, dei quali 3 mila in ricerca e sviluppo R&S; 400 milioni di € di investimenti in R&S; 5 miliardi di € di export;
  • d'eccellenza per il sistema scolastico per l'elevata percentuale di occupazione giovanile, il sistema formativo duale e l'alternanza scuola lavoro;
  • con il maggior impegno per la solidarietà: 159 mila volontari, oltre 10 mila imprese che si occupano di volontariato, una su 5 in Italia, suddivise tra il settore dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria e sociale; 20% dei lombardi fa donazioni; 
  • con la maggiore concentrazione di patrimoni culturali dell’umanità e il maggior numero di siti UNESCO in Italia;
  • con il settore della cultura e della creatività che produce il maggior valore aggiunto (23,4 miliardi di €) con il maggior numero di occupati (345 mila addetti);
  • con lo snodo più importante d’Italia per il trasporto delle merci, con 540 mila tonnellate, che rappresentano oltre il 50% del traffico nazionale, 1ª regione per offerta di servizi ferroviari (circa 1/5 del totale dell’offerta nazionale) con 2.300 corse giornaliere;
  • con la maggiore produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: 35,5 % di consumo italiano di energia idroelettrica e più di 84 mila impianti fotovoltaici;
  • con il maggior numero e percentuale di manager sugli occupati.
La Lombardia è la regione che versa più tasse allo Stato ricevendo, in cambio, meno trasferimenti in termini di spesa pubblica. In questi anni, infatti, il residuo fiscale della Lombardia è di oltre 54 miliardi (fonte: Éupolis Lombardia). Si tratta del valore in assoluto più alto tra tutte le regioni italiane ed anche a livello europeo se si pensa che due regioni tra le più industrializzate d’Europa come la Catalogna e la Baviera hanno rispettivamente un residuo fiscale di 8 miliardi e 1,5 miliardi.

Per competere efficacemente con le altre regioni europee la Lombardia ha la necessità di gestire con maggiore efficacia le risorse generate dal territorio. 

Per il rilancio economico e del lavoro è necessario:
  1. Puntare sui settori congeniali con il contesto del territorio e con maggiore potenziale con un piano economico che valorizzi le attività produttive dei settori agricolo, industriale e del terziario lombardo; ad esempio puntando sulle eccellenze del: tessile, abbigliamento, moda, farmaceutica, chimica fine, cosmesi, meccanica, meccatronica, automazione, ICT, … e turismo;
  2. Creare un contesto territoriale favorevole investendo in: infrastrutture di comunicazione (strade, ferrovie, reti dati); semplificazione burocratica, certezza del diritto; efficienza ed esempio di civiltà;
  3. Favorire gli investimenti italiani ed esteri che permettano di creare nuove opportunità di lavoro promuovendo le eccellenze del territorio.
In sintesi investire nelle infrastrutture e ridurre le tasse per aumentare la competitività e quant’altro necessario per primeggiare con le regioni europee più evolute.

Il 10% delle famiglie lombarde, rappresentate dai manager impegnati a costruire il futuro per le nuove generazioni lombarde, sostiene: i principi della meritocraziacertezza del diritto; legalità; trasparenza; pari opportunità; l'impegno per l'eccellenza e la gestione manageriale a beneficio della collettività e del Paese.

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