Conviene riscattare gli anni di Università per anticipare la pensione?

Il 24 febbraio si è tenuto un webinar con partecipazione record di centinaia di manager, sul tema "Riscatto di laurea in forma ordinaria o agevolata?"

Salvatore Martorelli

Giornalista e Consulente previdenziale
La possibilità di ricorrere al riscatto “light”, ai fini pensionistici, del periodo di studi universitari è sempre alla ribalta! 

Avevamo già parlato del riscatto  agevolato della laurea (Il riscatto “agevolato” della laurea – introdotto dall’articolo 20 del decreto legge n. 4/2019 e interpretato dalla circolare INPS n. 6/2020 - ma l’argomento ha destato tanta attenzione da far ritenere opportuno riprendere il tema.
Pagare il riscatto della laurea a “prezzi di saldo” (un anno di riscatto agevolato costa poco più di 5.200 euro) ingolosisce molto chi può, in tal modo, accedere alla pensione anticipata qualche anno prima del previsto.

Attenzione, però, perché, come dice il vecchio detto, ”non è tutto oro ciò che luce!”. Il passaggio da un sistema di calcolo all’altro per effetto del riscatto agevolato può comportare conseguenze non solo positive ma anche negative.

Determinare, però, in modo assoluto e generalizzato se sia o meno conveniente riscattare in modo agevolato il periodo di laurea non è possibile perché vantaggi e svantaggi dipendono dalla storia assicurativa di ognuno e dagli sviluppi futuri della propria attività lavorativa. 

Ecco, allora, in sintesi, quando il riscatto agevolato è conveniente e quando non lo è per nulla. 

La convenienza

Per le donne che decidono di andare in pensione con l’Opzione Donna e che hanno bisogno del riscatto per maturare i 35 anni di versamenti, il riscatto con il sistema agevolato e con il conseguente passaggio al sistema di calcolo contributivo è conveniente. In questi casi, infatti, la pensione verrebbe comunque calcolata con il sistema contributivo a prescindere se si ricorra o meno al riscatto light. Ricordo che l’ “opzione donna” consente alle lavoratrici dipendenti nate entro il 1963 (per le “autonome” entro il 1962) di andare subito in pensione optando per il sistema di calcolo contributivo se hanno 35 anni di contributi entro il 2021.

Una avvertenza! In questi casi la domanda di riscatto deve essere presentata contestualmente alla domanda di pensione in regime di Opzione Donna.

Negli altri casi, il riscatto agevolato è generalmente conveniente per chi ha pochi anni di versamento prima del 1996 perché, senza ridurre in modo significativo l’importo della pensione spettante per il passaggio al “contributivo”, si “compra tempo” ovvero si acquisisce il diritto alla pensione anticipata con qualche anno prima della pensione di vecchiaia.

I limiti alla convenienza

C’è, però, una conseguenza negativa se si hanno retribuzioni oltre €105.014 annui perché le quote eccedenti questa soglia non sono assoggettate a contribuzione e non concorreranno ad incrementare l’importo della futura pensione.

Il ricorso al riscatto agevolato è, invece, poco consigliabile (la verifica va fatta, comunque, caso per caso) se il numero dei contributi versati prima del 1996 è rilevante perché la riduzione della futura pensione determinata dal passaggio al contributivo può essere assai onerosa. Per di più, optando per il calcolo contributivo, le future retribuzioni pensionabili saranno assoggettate al “massimale di retribuzione” di cui abbiamo appena parlato.

Quando potrebbe non essere conveniente

Assai più complesso è, invece, il caso di chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 e che , per questo motivo, è nel sistema contributivo puro. Nel sistema contributivo non esiste, infatti, solo la pensione anticipata ordinaria e la pensione di vecchiaia, ma anche la pensione anticipata che si matura a 63 anni (nel 2022 sono 64 per l’adeguamento alla aspettativa di vita), a condizione che risultino versati e accreditati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” e che l'ammontare mensile della prima rata di pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia mensile, pari a 2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale ( nel 2022 questo valore è di € 1.309,28).
Se questa ultima prestazione è raggiungibile, la convenienza di tale riscatto è quasi sempre inesistente perché, salvo il caso in cui si è iniziato a lavorare assai presto, la pensione anticipata a 64 anni si matura assai prima della pensione anticipata ricorrendo al riscatto.

Ma c’è di più! Se il riscatto riguarda periodi anteriori al 1996 si perde il diritto a questa particolare prestazione perché non si è più nel sistema contributivo puro.

È, però, opportuno ricordare che chi ha almeno un versamento nella Gestione Separata e ha meno di 18 anni di versamenti al 1995, può avvalersi della facoltà di computo, riconosciuta dall’art. 3 del D.M. n.282/1996, e dalla Circolare Inps 184/2015.  Con il computo nella gestione separata il diritto alla pensione scatta a 64 anni se si hanno 20 anni di contributi effettivi e se l’importo della prestazione maturata è superiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale. In questa ipotesi, la prestazione è calcolata integralmente con le regole del calcolo contributivo ed il riscatto del periodo di studi sia in forma agevolata che con il calcolo percentuale appare del tutto inutile.
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