Il Gas naturale liquefatto (Gnl) è una soluzione economicamente conveniente, sostenibile e sicura?

La “tempesta perfetta” del prezzo del gas si è abbattuta soprattutto sull’Europa, che per uscirne si sta già affidando al GNL (il Gas Naturale Liquefatto). Ma è una soluzione conveniente, sostenibile e sicura?

di Antonio Zangaglia

CONSUMI

La “tempesta perfetta” del prezzo del gas si è abbattuta soprattutto sull’Europa, che per uscirne si sta già affidando al GNL (il Gas Naturale Liquefatto). La 14esima edizione annuale del rapporto di IGU, relativa all’anno 2022, intitolata “Wholesale Gas Price Survey”, era particolarmente attesa per via, ovviamente, della crisi energetica in cui il mondo è sprofondato, acuita poi dalla guerra in Ucraina.
Antonio Zangaglia

Antonio Zangaglia Coordinatore Commissione Tecnica Mare di Federmanager Bologna - Ferrara - Ravenna e membro della Commissione SIATE

Nel corso del 2022 i mercati del gas hanno dovuto affrontare sfide e turbolenze senza precedenti e i consumatori di gas stanno lottando con livelli di prezzo anormalmente elevati.

Il consumo globale di gas, nel 2021, “è stato di circa 4.180 miliardi di metri cubi“. A sua volta “il consumo europeo nel 2021 è stato di circa il 13,5% del consumo mondiale totale, circa 570 miliardi di metri cubi”. Mentre “il consumo dell’ex Unione Sovietica nel 2021 rappresentava circa il 17% del consumo mondiale totale, circa 700 miliardi di metri cubi”.
Di tutto il gas consumato, “le importazioni totali nel 2021 hanno rappresentato circa il 29% del consumo mondiale totale: 1.214 miliardi di metri cubi. Le importazioni totali sono la somma delle importazioni di gasdotti e GNL” si legge ancora nel report.

Anche l’Europa ha già aumentato la sua quota di acquisto del GNL, anche se gli aumenti più significativi verranno a palesarsi dal 2023 in poi.
Ciò vale anche per l’Italia, specie se dovesse nel frattempo entrare in funzione il rigassificatore di Piombino, che Snam e il governo intendono installare entro il primo semestre del 2023, e il rigassificatore di Ravenna, atteso per il 2024.
Tabella 1 Formazione dei prezzi regionali 2021 - Importazioni di GNL

Tabella 1 Formazione dei prezzi regionali 2021 - Importazioni di GNL

La crisi del gas del 2021 e la guerra in Ucraina hanno sconvolto l’idea tutta europea di mantenere stabili e immutati i rapporti di dipendenza energetica con la Russia.
Nella sua proposta REPowerEU del marzo 2022, la Commissione ha spiegato che l’UE importa il 90% del suo consumo di gas (di cui circa il 45% dalla Russia) e ha fissato come obiettivo prioritario l’interruzione delle forniture di combustibili fossili russi “ben prima del 2030”. Questa rapida risposta politica alla guerra in Ucraina includeva l’obiettivo principale a breve termine di ridurre di due terzi la dipendenza dal gas russo entro la fine del 2022.

Per raggiungere questo obiettivo, REPowerEU nel 2022 aveva previsto un’accelerazione delle misure per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, ma anche un aumento di 60 miliardi di metri cubi delle importazioni di gas da fornitori non russi entro la fine del 2022.
Per l’approvvigionamento di questo gas sostitutivo, l’attenzione si è concentrata sul Gnl (gas naturale liquefatto), tanto che il 25 marzo 2022 il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e la Presidente della Commissione Europea Von der Leyen hanno annunciato la costituzione di una task force per la riduzione della dipendenza europea dalle fonti fossili russe e il rafforzamento della sicurezza energetica europea.
Nella giornata del 6 luglio 2022, il Parlamento Europeo  ha respinto una mozione contro l'inclusione del gas e del nucleare tra le attività economiche eco-sostenibili.
Il Parlamento europeo non ha respinto l'atto delegato sulla tassonomia della Commissione che prevede l'inclusione di specifiche attività energetiche dei settori del gas e del nucleare nell'elenco di attività economiche eco-sostenibili, comprese nella cosiddetta tassonomia UE.
278 deputati hanno votato a favore del veto, 328 contro e 33 si sono astenuti. Per porre il veto alla proposta della Commissione sarebbe stata necessaria una maggioranza assoluta di 353 deputati. Se Parlamento e Consiglio non sollevano obiezioni alla proposta entro l'11 luglio 2022, l'atto delegato sulla tassonomia entrerà in vigore e si applicherà a partire dal 1° gennaio 2023.

La Commissione ritiene che gli investimenti privati possano avere un ruolo nelle attività di transizione verde dei settori del gas e del nucleare. Ha proposto pertanto di classificare alcune attività energetiche collegate al gas fossile e all'energia nucleare come attività di transizione che contribuiscono alla mitigazione dei cambiamenti climatici. L'inclusione di alcune di queste attività è limitata nel tempo e dipende da specifiche condizioni e requisiti di trasparenza.

A partire dall’estate del 2022, l’Europa si è attivata per rifornire gli impianti di stoccaggio del gas europeo per soddisfare le necessità invernali quadruplicando l’import di Gnl dagli Usa.
Secondo Reuters, fino a giugno 2022, gli Stati Uniti hanno esportato circa 57 miliardi di metri cubi di gas sotto forma di GNL, di cui 39 miliardi, pari al 68%, sono stati destinati all’Europa. A fronte di 34 miliardi di metri cubi, pari al 35%, di esportazioni di Gnl verso l’Europa per tutto il 2021. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno già inviato all’Europa più gas nei primi sei mesi del 2022 di quanto ne abbiano inviato in tutti i 12 mesi del 2021.
Tabella 2 Europe - Electricity production costs of new power plants in €/MWh

Tabella 2 Europe - Electricity production costs of new power plants in €/MWh

COSTI

L’Europa risulta saldamente in testa tra i maggiori importatori di gas. Per avere dunque la materia prima necessaria, gli Stati devono sottostare alle distorsioni del mercato.
Nel 2014, tuttavia, i prezzi in Europa hanno iniziato a diminuire a causa dell’indebolimento del mercato e del deprezzamento del rublo.. In seguito hanno ripreso ad alzarsi, seppur in maniera lieve, per poi riprendere a scendere nel 2020 con l’arrivo del Covid e della pandemia globale.
Poi, appunto, il disastro. Il 2021 e il 2022 hanno visto aumenti senza precedenti dei prezzi spot a livello globale e anche della volatilità dei prezzi. A partire dalla fine del 2022, però, il prezzo è progressivamente disceso e si è stabilizzato.
Il 5 aprile 2023 il gas naturale ha aperto in calo a 45,1 euro al MWh ad Amsterdam, mentre i contratti futures sul mese di maggio in ribasso del 3,15%.
Però, al fine di effettuare una comparazione corretta, occorre tenere del costo effettivo di rigassificazione, che, in base alla tabella di calcolo riportata, risulta pari a €/mc/liq.
Tabella 3 CALCOLATORE DEL COSTO DI RIGASSIFICAZIONE - Periodo 01/01/2023 - 31/12/2023

Tabella 3 CALCOLATORE DEL COSTO DI RIGASSIFICAZIONE - Periodo 01/01/2023 - 31/12/2023

Il fattore di conversione da €/MWh a €/smc è pari a 1,05833. In definitiva, pur tenendo conto del costo di rigassificazione così calcolato, il costo del gas naturale al MWh risulta pari a 45,1 + 8,15 = 53,25 €/MWh.
In conclusione, facendo riferimento ai dati del 2021 evidenziati in giallo nella tabella 2 riportata più sopra, il GNL risulta economicamente conveniente rispetto a tutte le fonti di energia, fatta eccezione per il fotovoltaico (PV) a larga scala.

12 maggio 2023 - Scorte di gas mai così alte alla fine dell’inverno, importazioni di Gnl a livelli record anche ad aprile e clima primaverile: con qualche acquazzone (che fa bene anche ai bacini idroelettrici), ma non più troppo freddo né così caldo – almeno per ora – da spingerci ad accendere l’aria condizionata. Ci sono ragioni da vendere dietro la continua discesa dei prezzi del combustibile, ormai più che dimezzati da inizio anno e sotto 35 euro per Megawattora al Ttf.
Siamo ai minimi da luglio 2021, un’epoca in cui la guerra in Ucraina e i tagli di Gazprom non erano ancora nel radar.
Nell’estate 2023 il culmine della crisi, con gli europei a contendersi gas a qualunque costo pur di non restare senza scorte e i prezzi che volavano fino a superare 340 euro per Megawattora, dieci volte i livelli attuali.
Non è trascorso nemmeno un anno da quel periodo, ma sui mercati energetici sembra trascorso un secolo. Imprese e cittadini europei hanno sofferto danni economici pesanti, l’inflazione è volata alle stelle e i governi hanno speso miliardi di euro di denaro pubblico per tamponare l’emergenza. Ma ci siamo comunque adattati alla nuova situazione in tempi rapidissimi e con un successo superiore ad ogni aspettativa, riducendo la quota di gas russo a meno del 10% delle importazioni (si veda l’analisi qui sotto) e sostituendola con forniture di altra origine e altre fonti di energia, anche pulite, con un nuovo impulso al settore delle rinnovabili.
Il prezzo del gas potrebbe scendere ancora. Sarebbe auspicabile che lo facesse, visto che è ancora alto rispetto alla media dei dieci anni precedenti la crisi, che era intorno a 20 euro/MWh. Ed è in effetti possibile che i ribassi continuino, almeno per qualche settimana ancora, in modo da riallineare la domanda (oggi ancora debole) a un’offerta al momento troppo abbondante. È così che funziona il mercato, ammesso che funzioni e purché non ci siano eventi imprevisti.
Come funziona un rigassificatore galleggiante FSRU

Come funziona un rigassificatore galleggiante FSRU

INFRASTRUTTURE

Allo scopo di affrancarsi progressivamente dalla dipendenza dalle importazioni di gas russo, vari Paesi europei hanno avviato la costruzione di nuove infrastrutture.
L’Europe Gas Tracker Report identifica 26 nuove proposte di terminali per l’importazione del Gnl per un aumento di 100 miliardi di metri cubi annui con un costo di 11.3 miliardi di euro. Il Report non include ancora i piani annunciati da febbraio 2022 in poi in Estonia, Germania, Grecia, Italia e Olanda per lo sviluppo di nuovi rigassificatori, tra cui i due progetti italiani previsti per Ravenna e Piombino.  
Alcuni dei progetti citati dal report come il Brunsbuttel Gnl in Germania e Porto Empedocle in Italia erano già stati accantonati dalla Commissione nei mesi passati.

Il 5 maggio 2022, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, spiegava che in Italia ci sono due strutture in gradi di velocizzare il processo di affrancamento energetico da Mosca: uno dovrebbe arrivare a inizio 2023, l’altro alla fine dello stesso anno,, riuscendo così a rimpiazzare i 29 miliardi di metri cubi di gas che al momento sono importati dalla Russia.
Cingolani faceva riferimento a due navi metaniereFsru, Floating Storage and Regasification Unit – rispettivamente a Ravenna e a Piombino, unità galleggianti che ricevono gnl a una temperatura di -160° da altre navi metaniere e lo rigassificano per poterlo immettere nella rete di trasporto del gas nazionale. I due rigassificatori si vanno ad aggiungere ai tre già a disposizione dell’Italia, quelli di Livorno, La Spezia e Rovigo.

Il caso di Piombino è particolarmente emblematico per raccontare la fascinazione che hanno gli Stati Membri nei confronti dell’ennesima risorsa fossile: in tre mesi, da aprile a giugno 2022, il governo Draghi con il supporto di Snam ha approvato un progetto contro la volontà di tutte le forze politiche e le organizzazioni locali, da Fratelli d’Italia a Greenpeace.
Peraltro, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, la neo-premier Giorgia Meloni ha rapidamente rivisto la precedente posizione, integrando nel programma elettorale di “Fratelli d’Italia” la realizzazione del progetto rigassificatori.
In seguito alla vittoria elettorale della coalizione di Centro-Destra, questa determinazione è entrata a far parte del programma di Governo.

Per quanto riguarda Piombino, Eni ha avviato in data 5 maggio 2023 le operazioni di trasbordo del primo cargo di Gnl nel nuovo terminale Snam di rigassificazione di Piombino.
Ha così inizio la prima fase di test della FSRU Golar Tundra, nave rigassificatrice di Snam, in attesa della messa in esercizio commerciale dell'impianto.

Viene di seguito riportato un estratto delle Linee Guida redatto da Assocostieri, inerente alle infrastrutture previste per i Terminali di Rigassificazione.

INFRASTRUTTURE PER IL GNL LINEE GUIDA ASSOCOSTIERI
TERMINALI DI RIGASSIFICAZIONE DI GNL
DECRETO MISE DI AUTORIZZAZIONE

1.    Costruzione ed esercizio terminali di rigassificazione GNL, aumento capacità terminali esistenti
(Art. 46 della Legge 29/11/2007, n. 222)
?
•    Concerto: MATTM e MIT
•    Intesa: Regione interessata
Conferenza di servizi (art. 14 e succ. Legge 7 Agosto 1990, n. 241)
Procedimento unico: 200 gg.
2.    Modifica Terminali esistenti
(art. 10 comma 2 D.Lgs 257/2016)
•    Concerto MIT
•    Intesa Regione
•    Conferenza dei servizi
?
Nel caso di impianti di rigassificazione ubicati in area portuale o in area terrestre ad essa contigua la cui realizzazione comporta modifiche sostanziali del piano regolatore portuale

 L’AUTORIZZAZIONE SOSTITUISCE

• ogni autorizzazione, concessione o atto di assenso (compresi concessione demaniale e permesso di costruire)
Fatti salvi: successiva adozione e aggiornamento condizioni economiche e tecnico-operative da parte del MIT
• anche ai fini urbanistici ed edilizi ogni altra autorizzazione, concessione approvazione, parere e nulla osta

Fatti salvi: adempimenti previsti da norme di sicurezza.

L’INTESA COSTITUISCE

• Variazione strumenti urbanistici vigenti o strumenti di pianificazione e di coordinamento denominati o sopraordinati dalla strumentazione vigente in ambito comunale

IL PROCEDIMENTO UNICO CONSIDERA CONTESTUALMENTE
il progetto di variante del piano regolatore portuale il progetto di terminale di rigassificazione

 L’AUTORIZZAZIONE
• è resa anche in mancanza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici
• è rilasciata di concerto anche con il MIT e costituisce approvazione della variante del piano regolatore portuale

SICUREZZA

Viene di seguito riportato un estratto di un documento presente negli archivi della Associazione:

VGR 2016 - Valutazione e Gestione del Rischio negli Insediamenti Civili ed Industriali, denominato “ASPETTI DI SICUREZZA DEI TERMINALI DI RIGASSIFICAZIONE GNL”.
Nel capitolo conclusivo riporta le seguenti affermazioni:
“La esperienza storica porta a concludere che:
•    incidenti con rilascio di GNL sono avvenuti, in particolare nei primi tempi della tecnologia di stoccaggio e trattamento GNL (vedi il noto incidente di Cleveland, 1944) per utilizzo di materiali non adeguati al servizio criogenico; incidenti più recenti (ad esempio il caso di roll- over avvenuto a Panigaglia) hanno portato a individuare criteri di progettazione che rendono non più possibile tali eventi;
•    nessun evento incidentale, a parte l’incidente del 1944 citato, ha portato a danni alla popolazione;
•    gli ultimi circa 30 anni circa di esperienza di esercizio di terminali di rigassificazione non hanno portato a rilasci significativi di GNL, né si è registrato nessun evento con danni al personale o alla popolazione;
•    i rari incidenti nel traffico navale non hanno portato a rilascio di prodotto dai serbatoi delle navi;
•    gli incidenti accaduti in impianti di liquefazione GNL nei Paesi produttori, che hanno portato a danni al personale di impianto, sono legati a tipologie di impianto essenzialmente diverse dagli impianti installati nei terminali di ricevimento. L’incidente di Skikda, la cui causa iniziale è una perdita di contenimento, è stato poi innescato ed amplificato dall’ingresso di GNL in una ambiente confinato con presenza di innesco (boiler)".

IMPATTO ECOLOGICO COMPLESSIVO

L'Italia è interessata da un significativo numero di progetti per la realizzazione di impianti di rigassificazione del GNL, solitamente proposti nella configurazione a circuito aperto che prevede l'utilizzo dell'acqua di mare per il riscaldamento del gas liquefatto. Le alternative tecnologiche, genericamente definite a circuito chiuso, richiedono un consumo energetico maggiore per non impattare l'ambiente acquatico. Una valutazione del diverso impatto tra un maggior consumo di energia per la rigassificazione in “circuito chiuso” e l'utilizzo di acqua di mare per la modalità a circuito aperto è stata completata nell'ottobre 2011 dal Comitato Scientifico del WWF-Trieste.
Secondo tale fonte, le due tecnologie comportano l'una, la combustione di un'aliquota supplementare (+ 0,87%) del GNL conferito in impianto, quindi una maggior emissione di CO2 e NOx,; l'altra, l'effetto cumulativo del raffreddamento dell'acqua di mare, della perdita dei servizi ecosistemici espletati dall'habitat marino, della distruzione di plancton e larve, della selezione operata a favore di specie batteriche resistenti al trattamento con cloro, del rilascio di sostanze tossiche, ivi compreso il cloro libero residuo.
Tra le due forme di contaminazione, la seconda solleva elementi di maggior preoccupazione, in quanto il cloro immesso nell'acqua di mare dà principalmente origine ad alogenoderivati organici (essenzialmente bromurati), come i trialometani (principalmente bromoformio), gli acidi aloacetici, gli aloacetonitrili, gli alofenoli. In relazione allo stato di ossigenazione dell'acqua e alle fioriture fitoplanctoniche, durante le fasi ipossiche o anossiche vengono prodotte notevoli quantità di ammonio, che interferisce con il cloro per la formazione di clorammine.
Sono tutte sostanze prioritarie così definite nel D.Lgs. 152/2006, Allegato III, parte III (Norme in materia ambientale – analisi dell'impatto antropico): rientrano nella lista delle sostanze più a rischio per il comparto acque. Sono tossiche, in parte persistenti e mutagene. Si accumulano nei lipidi e vengono trasmesse lungo la catena alimentare. Possono agire da endocrine disruptor.

A prescindere da altri aspetti legati alla sicurezza, alla salute di popolazione e lavoratori, di tutela del paesaggio che la realizzazione di questi impianti potrebbe comportare e per qualsiasi tipologia di impianto di rigassificazione previsto, al fine di preservare gli habitat marini andrebbero precauzionalmente adottati - secondo il WWF - schemi di funzionamento diversi da quelli a circuito aperto in tutti i mari italiani.
Il rigassificatore di Ravenna

Il rigassificatore di Ravenna

IL RIGASSIFICATORE DI RAVENNA

Ravenna, 21 marzo 2023 – Inizieranno tra un paio di settimane i lavori per l’allestimento del terminale a mare che ospiterà dall’autunno 2024, la nave rigassificatrice BW Singapore, capace di immettere nella rete nazionale 5 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Snam investirà nell’operazione Ravenna circa un miliardo di euro.
La nave verrà ormeggiata alla piattaforma al largo di Punta Marina, che Petra (Gruppo Pir) ha ceduto a Snam. Lunga 293 metri e larga 43, la BW Singapore sarà protetta da cassoni sommersi, che la terranno al riparo in caso di forti mareggiate. I lavori verranno eseguiti da un raggruppamento temporaneo di imprese di cui fanno parte Saipem, e le ravennati Rosetti Marino e Micoperi. In autunno, invece, la società Sidra – che è già impegnata nei lavori dell’hub portuale – inizierà l’approfondimento dei fondali nell’area interessata. Per quanto riguarda i dragaggi, la profondità è di 12,50 metri, ma i fondali saranno portati fino a meno 15,5. Il materiale di escavo verrà portato al largo, in un’area lontana 31 km dalla costa. Il terminale è collocato a 8,5 km dalla costa ravennate.

Per convogliare il gas verso il punto di interconnessione con la rete nazionale dei gasdotti, posto a circa 42 km dal punto di attracco, a nord-ovest della città, il progetto prevede di realizzare un collegamento composto da un tratto di metanodotto a mare di circa 8,5 km e uno completamente interrato, di circa 34 km. Sulla base delle ultime modifiche al progetto, le condutture a terra che trasferiranno il gas non passeranno sotto la pineta di Punta Marina, come previsto in un primo tempo.
La sicurezza del terminale a mare, sarà garantita da cassoni sommersi, invece che tramite palancole fissate sul fondo del mare. Verrà creata una sorta di diga che proteggerà la BW Singapore da mareggiate particolarmente violente. Sempre in vista dell’operatività della BW Singapore, piloti, ormeggiatori e rimorchiatori stanno aumentando la dotazione di mezzi e personale per gestire tutte le manovre legate al rigassificatore e alle navi che lo riforniranno. L’AD di Snam Fsru Italia, Elio Ruggeri, ha spiegato che "i tempi più lunghi di Ravenna rispetto a Piombino, si spiegano col fatto che "la città toscana offriva questa banchina, che è una risorsa imprescindibile, ogni altro sito necessita di interventi offshore" che richiedono il loro tempo".

Intanto, è partito il conto alla rovescia in vista del 24 marzo, data entro la quale Snam dovrà comunicare la destinazione della nave rigassificatrice Golar Tundra dall’altra notte in porto a Piombino, dove resterà non più di tre anni. Il presidente della Regione Toscana, Giani, alcuni giorni fa ha anticipato che potrebbe venire in Adriatico e, probabilmente, a Ravenna. Nessuna comunicazione, fino a ieri sera, è giunta al sindaco de Pascale.
Il rigassificatore di Piombino

Il rigassificatore di Piombino

IL RIGASSIFICATORE DI PIOMBINO

Piombino (LI) – Rigassificatore, il Tar del Lazio rinvia a luglio l’udienza di merito sul ricorso amministrativo con il quale il Comune di contesta l’ordinanza commissariale che ha portato al rilascio dell’autorizzazione per l’ormeggio nel porto della nave rigassificatrice Golar Tundra. Ferrari: “Tuttora manca la documentazione sulla sicurezza”.
Si è tenuta oggi l’udienza di merito nella quale il Tar avrebbe dovuto decidere del rigassificatore destinato al porto di Piombino, a seguito del ricorso presentato dal Comune, rappresentato dagli avvocati Michele Greco e Michele Lioi. La motivazione del rinvio della discussione risiede su due motivazioni specifiche e tecniche: da una parte il fatto che non c’erano i termini a difesa previsti dalla legge rispetto al secondo dei motivi aggiunti al ricorso presentati; dall’altra il fatto che il Comune ricorrente ha rappresentato la necessità di impugnare il decreto di rilascio dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale).
Il Tribunale ha accolto l’istanza di rinvio presentata dai legali di Snam, dall’Avvocatura dello Stato, che rappresenta il Commissario straordinario Eugenio Giani, e dalla Regione Toscana. Motivo del rinvio è l’assenza di sostanziale documentazione legata alla sicurezza che Snam non ha ancora prodotto.
La nuova udienza è fissata per il 5 luglio 2023, quando ormai la Golar Tundra sarà arrivata nel piccolo porto di Piombino, e i lavori di allaccio saranno comunque terminati. E’ stata inoltre confermata la manifestazione nazionale di protesta contro questo tipo di fonti fossili, per la difesa del clima e per una reale transizione ecologica, che si svolgerà a Piombino nel pomeriggio di sabato 11 marzo 2023 alle ore 14 a partire dal cavalcavia delle Acciaierie sito in Via della Resistenza.

Piombino, Ruggeri (Snam): "Nuovo sito off-shore per rigassificatore in Alto Adriatico o Tirreno"
"Io ho concesso tre mesi perché è tutto nel mio interesse che Snam, valutando con il dovuto approfondimento, scelga un luogo che sia idoneo e che, a questo punto, non sia necessariamente in Toscana". Lo ha detto durante un punto stampa sull'arrivo del rigassificatore al porto di Piombino il presidente della Regione Toscana e commissario straordinario del Governo per il rigassificatore di Piombino, Eugenio Giani, rispondendo una domanda sulla proroga per la scelta del sito in cui ricollocare la nave dopo i tre anni previsti al porto di Piombino. "Abbiamo chiesto una proroga al commissario perché abbiamo individuato più di un sito dove ormeggiare la nave, sia nell'Alto Adriatico, che nell'Alto Tirreno. Sono tutti siti off-shore. Abbiamo necessità di interfacciarci con il Governo nazionale e le istituzioni locali per andare a finalizzare il sito su cui avvieremo una nuova istanza autorizzata", ha spiegato Elio Ruggeri, ad Snam Italia Fsru Italia.

5 maggio 2023 - Al via il rigassificatore per Piombino.

Eni ha avviato oggi le operazioni di trasbordo del primo cargo di Gnl nel nuovo terminale Snam di rigassificazione di Piombino. Il carico, si legge in una nota, è stato prodotto nell'impianto di liquefazione di Damietta, in Egitto, uno dei siti di approvvigionamento di Gnl su cui Eni ha investito con l'obiettivo strategico di accrescere il portafoglio integrato di gas liquefatto. Negli obiettivi di Eni, la compagnia punta a garantire le forniture di gas ai propri clienti attraverso un portafoglio maggiormente diversificato che prevede «una crescita del Gnl contrattualizzato a oltre 18 MTPA entro il 2026, il doppio rispetto al 2022, confermandone il ruolo di fonte energetica affidabile, a sostegno della sicurezza degli approvvigionamenti e in accompagnamento alla transizione energetica».

Partono i test - Ha così inizio la prima fase di test della FSRU Golar Tundra, nave rigassificatrice di Snam, in attesa della messa in esercizio commerciale dell'impianto. Nella notte di ieri (tra il 4 e il 5 maggio), è avvenuta la fase di ormeggio della nave metaniera Maran Gas Kalymnos, che trasportava il primo carico di gas propedeutico all'avvio del primo set di controlli di sicurezza e test delle attrezzature e dei metanodotti che costituiscono l'impianto, riferisce una nota.
RIGASSIFICATORE DI ROVIGO

RIGASSIFICATORE DI ROVIGO

ALTRI 3 RIGASSIFICATORI IN ITALIA

In Italia esistono già tre rigassificatori, il primo dei quali, di proprietà di Snam, è attivo dai primi anni '70 a Panigaglia, in provincia di La Spezia, ha una capacità di rigassificazione di 3,5 miliardi di metri cubi l'anno. Al largo di Livorno c'è OLT (ha come azionisti Snam e Igneo Infrastructure Partners) con una capacità di rigassificazione di 3,7 miliardi di metri cubi di gas all'anno, che potrà arrivare a circa 5 miliardi di metri cubi a partire dal 2024. Il più grande si trova a Porto Viro, Rovigo (ExxonMobil, Qatar Energy e Snam), con una capacità di rigassificazione di 9 miliardi di metri cubi l'anno.

IL RIGASSIFICATORE DI ROVIGO

11 maggio 2023 - Si avvicina il riassetto azionario di Adriatic Lng, la società a cui fa capo il rigassificatore offshore di Rovigo, il più importante impianto di Gnl (Gas naturale liquefatto) in Italia con una capacità di circa 9 miliardi di metri cubi ogni anno.
Sono arrivate infatti, negli scorsi giorni, le offerte non vincolanti per la quota azionaria del 70% del gruppo, dove sono in uscita alcuni grandi soci come ExxonMobil Italiana Gas, società del gruppo americano ExxonMobil, e Qatar Terminal Company Limited, affiliata di Qatar Energy.
Le proposte non vincolanti, secondo le indiscrezioni, sarebbero arrivate all’advisor Rothschild da cinque gruppi specializzati nel settore e infrastrutturali: cioè da Igneo Infrastructure Partners (player infrastrutturale che fa parte del colosso degli investimenti australiano First Sentier Investors), ma anche dall’altro gruppo australiano Macquarie, da Energy Infrastructure Partners e dalle divisioni specializzate in investimenti infrastrutturali di Jp Morgan e Blackrock.

Attualmente Adriatic Lng, costituita nel 2005, gestisce il terminale di rigassificazione situato a circa 15 chilometri dalle coste venete. L’impianto, una piattaforma lunga 375 metri e larga 115, è collegato alla rete di distribuzione nazionale tramite un metanodotto.
L’attuale compagine azionaria vede l’americana ExxonMobil Italiana Gas, con il 70,7% delle quote azionarie, mentre Qatar Terminal Company Limited ha in mano il 22 per cento.
Terzo socio del gruppo è, appunto, Snam, a cui fa capo il 7,3%.

Quest’ultima dovrebbe però salire al 30% circa delle quote azionarie, rilevando le azioni dagli altri soci ExxonMobil e Qatar Terminal Company ed esercitando quindi solo in parte il proprio diritto di prelazione.
Il gruppo è tra i primi tre nel Mediterraneo nel suo ambito di attività. Dal 2009 a oggi, Adriatic Lng ha infatti immesso nella rete nazionale circa 85 miliardi di metri cubi di gas naturale e ha accolto carichi di gas naturale liquefatto provenienti da diversi Paesi fornitori (tra i quali il Qatar, ma anche gli Stati Uniti, fino a Trinidad e Tobago, Guinea Equatoriale, Angola, Norvegia, Egitto e, recentemente, anche Mozambico) e da Paesi di riesportazione (come ad esempio Cina, Belgio, Francia).
Proprio ieri, nel frattempo, la Regione Veneto ha approvato l’aumento di capacità massima del rigassificatore di Rovigo. Adriatic Lng potrà accogliere fino a 9,6 miliardi di metri cubi all’anno. L’incremento di capacità non richiederà alcun intervento di tipo strutturale o impiantistico, ma sarà realizzato mediante un’ottimizzazione del regime di funzionamento. Questo aumento di capacità si tradurrà nell’arrivo di 5-7 navi in più ogni anno, secondo le stime.
RIGASSIFICATORE DI ROVIGO

RIGASSIFICATORE DI ROVIGO

RIGASSIFICATORE OLT DI LIVORNO

11 Ottobre 2022 - Parere favorevole della Regione Toscana alla richiesta di aumento della capacità di rigassificazione del terminale galleggiante “FSRU Toscana” avanzata da OLT Offshore LNG Toscana S.p.A per passare dagli attuali 3,75 miliardi di Smc annui fino a 5 miliardi di Smc annui.

L’aumento della capacità di rigassificazione non comporterà alcuna modifica impiantistica ed avverrà solo tramite un maggior rendimento dei vaporizzatori e un’ottimizzazione della logistica. Non sono previste ulteriori variazioni nel numero degli accosti di navi metaniere, né variazioni della taglia delle navi autorizzate.
Il parere regionale viene rimesso nell'ambito della procedura di VIA statale per la definitiva pronuncia di compatibilità ambientale da esprimere da parte dello Stato. Il via libera della Regione è inoltre subordinato al rispetto di una prescrizione finalizzata al contenimento del rischio industriale sotto lo specifico controllo di ARPAT.

A marzo 2022, con la delibera n.329, la Regione Toscana ha espresso parere favorevole anche nel procedimento di VIA statale relativo alla richiesta di accosti aggiuntivi presentata dalla stessa azienda.

Rigassificatore di Panigaglia (Porto Venere - La Spezia)

Rigassificatore di Panigaglia (Porto Venere - La Spezia)

RIGASSIFICATORE DI PANIGAGLIA (PORTO VENERE – LA SPEZIA)

22 Ottobre 2022 - Il rigassificatore di Panigaglia (Comune di Porto Venere), gestito da Snam attraverso la controllata GNL Italia, si appresta ad ammodernare i suoi due pontili di attracco per gestire operazioni di small scale LNG. Nei prossimi sei mesi, entrambi gli approdi saranno interessati da cantieri: il pontile principale coinvolto in una manutenzione straordinaria e quello secondario rifatto ex novo.

In quest'ultimo sarà creata una piattaforma per l'accosto di un traghetto ro-ro che trasporterà fino a quattro autobotti alla volta al vicino porto della Spezia, da dove proseguiranno per alimentare diversi distributori per mezzi pesanti nel Nord Italia. GNL Italia ha di recente chiesto in concessione all'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale una porzione di Calata Malaspina fino al 2035 per poter implementare il servizio. Sulla piattaforma anche una colonnina di ricarica per la nave stessa, a propulsione elettrica.

Durante questi lavori non sarà interrotta l'operatività del rigassificatore, l'unico onshore presente in Italia: è insediato sin terra ferma, in una baia chiusa un tempo sede di una polveriera, nel ponente del golfo spezzino. Snam fa sapere che tutti gli slot di conferimento del gas naturale liquido per il 2023 sono già stati assegnati. Nel mese di ottobre è stata effettuata la consegna di carichi provenienti da Egitto e Algeria.

Inoltre l'azienda ha già presentato la documentazione per dotare il pontile principale, lungo circa 500 metri, di nuove briccole adatte ad ormeggiare bettoline di taglia diversa dalle navi attuali. Con questa configurazione, il pontile dovrebbe diventare il punto di ingresso di un metanodotto virtuale che sboccherà nei futuri rigassificatori di Portovesme, Porto Torres e Oristano in Sardegna, parte del piano di metanizzazione dell'isola. (ANSA).