I rifiuti esistono

Il territorio Trentino è ai vertici della classifica italiana

Non sono cose belle; puzzano, ingombrano, sono complicati da gestire e sono movimentati da automezzi ingombranti e rumorosi. 
Sarebbe bello poterne non parlare, annusare i fiori guardare il cielo al tramonto, nascondere il rumore della loro raccolta con la nostra canzone preferita… rimuoverli dai nostri pensieri. 
Purtroppo esistono. Sono pochi, i minori possibili. Grazie all’impegno dei cittadini e all’applicazione della tariffa puntuale (il territorio trentino è ai vertici della classifica italiana sia in termini di alta percentuale di raccolta differenziata, sia in termini di minore rifiuto residuo pro-capite). 
La Legge (per chi volesse approfondire si rimanda all’art. 199 del D.Lgs. 152/2006) prevede che i territori si dotino degli impianti di chiusura del ciclo dei rifiuti in conformità del principio di autosufficienza e prossimità. 
Il Trentino non può più procrastinare la realizzazione di un impianto che recuperi l’energia ancora contenuta nel rifiuto residuo, sia per i costi (i cittadini di Bolzano gestiscono il rifiuto residuo ad un terzo dei nostri costi), sia per l’affidabilità degli smaltimenti (la PAT ha enormi difficoltà a garantire l’accesso ad impianti esterni al Trentino), ma anche per le questioni etiche previste dalla Legge: ognuno si occupi dei propri rifiuti. 
Anche questa è Autonomia. La Provincia Autonoma di Trento sta, con fatica, portando avanti un percorso partecipato per analizzare la questione e dare al territorio una soluzione affidabile. 
Nell’ambito di questo percorso ha chiesto anche a Federmanager Trento di esprimersi in merito ai documenti ufficialmente predisposti: il quinto aggiornamento al piano provinciale per la gestione dei rifiuti urbani ed il collegato addendum. 
La nostra Associazione, ringraziando l’Assessore competente per il coinvolgimento, suggerisce alla Politica trentina di accelerare il processo decisionale e, prima delle elezioni previste per il prossimo ottobre, di definire le questioni lasciate ancora aperte: la scelta della tecnologia dell’impianto di chiusura del ciclo (termovalorizzatore o gassificatore), la localizzazione dell’impianto (Trento o Rovereto) e governance (gestione pubblica dell’impianto come a Bolzano o ricorso al mercato). 
Federmanager Trento ribadisce la disponibilità nel garantire ai decisori politici tutto il supporto tecnico che possa essere utile per addivenire all’assetto definitivo per evitare di rimanere in balia di tentennamenti e procrastinazioni che i vari “comitati del no a prescindere” potrebbero sfruttare per continuare a non decidere. 
La tecnologia deve essere la migliore disponibile. La salute deve essere tutelata. 
Non si può più avere un approccio ideologico e irrazionale. Non si deve essere in balìa della paura e dell’ignoto. Lasciamo che i nostri qualificati tecnici e medici scelgano la migliore alternativa possibile e liberiamo il Trentino da questo problema. 
Consentiamo alla nostra mente di ritornare a guardare il cielo al tramonto, ad annusare i fiori e ad ascoltare la nostra canzone preferita.

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