CIDA 2025

Le iniziative CIDA realizzate negli anni a favore delle Federazioni aderenti e dei relativi iscritti hanno generato nel 2025 tangibili risultati, frutto di impegno continuo, di dialogo costruttivo e costante con le Istituzioni a livello nazionale e regionale

Fisco

“La riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33%, che si riflette anche sulle retribuzioni sino a 200.000 euro, è un segnale concreto verso la classe media produttiva. Lo stesso vale per le misure dedicate a genitorialità e welfare contrattuale, che rispecchiano le richieste di politiche capaci di sostenere il lavoro qualificato e le famiglie” (Dall’editoriale del Presidente Manageritalia – Dirigente novembre 2025).

Dopo decenni di deducibilità limitata a 5.164,57 euro (pari ai “vecchi” 10 milioni di lire) la Previdenza Complementare, il secondo pilastro, sarà pari a 5.300 euro. CIDA è stata parte attiva non solo nell’aumento della quota deducibile, ma anche a respingere tentativi di una sua riduzione.

Deducibilità dei Fringe Benefit mantenuta come lo scorso anno, nonostante tentativi, da più parti, di cancellare o ridurre gli importi di 2.000 euro per i dirigenti con figli e 1.000 per quelli senza. Mantenute anche le condizioni di favore del welfare aziendale, così come quelli della sanità integrativa.

Rivalutazione delle pensioni per recuperare l’inflazione

Dopo 30 anni di tagli e riduzioni della perequazione si ritorna nel 2025 e 2026 alla rivalutazione per scaglioni: 100% fino a 4 volte il Trattamento Minimo (TM) (4*611,85€=2.447per tutti i pensionati, compresi i dirigenti90% tra 4 e 5 volte il TM; 75% oltre.

Un  criterio di rivalutazione simile e migliorativo rispetto al 1996, che riconosceva il 100% fino a 2 volte il TM; il 90% da 2 a 3 volte il TM e il 75% oltre.

Dal 1996 le leggi di bilancio hanno penalizzato le rivalutazioni dei dirigenti: 1998 nessuna rivalutazione per importi oltre 5 volte il TM; 1999 e 2000 solo il 30% di rivalutazione tra 5 e 8 volte il TM e nessuna rivalutazione oltre; 2008 nessuna rivalutazione delle pensioni oltre 8 volte il TM; 2012 e 2013 nessuna rivalutazione delle pensioni oltre 6 volte il TM, 2014 per pensioni oltre 6 volte il TM incremento fisso di soli 13,08 euro; dal 2015 al 2018 45% sull’intera pensione oltre 6 volte il TM; dal 2019 al 2021 45% sull’intera pensione fra 8 e 9 volte il TM e 40% sull’intera pensione per importi superiori; 2023 37% sull’intera pensione tra 8 e 10 volte il TM e 32% sull’intera pensione oltre; 2024 37% sull’intera pensione tra 8 e 10 volte il TM e 22% oltre sull’intera pensione. Oltre alle riduzioni della perequazione le pensioni dei dirigenti hanno subito anche prelievi di solidarietà: 2012-2017: un prelievo da 0,3% a 1% è stato applicato alle pensioni dei fondi speciali (ex Inpdai, volo, telefonici) per chi aveva almeno 5 anni di contributi al 31 dicembre 1995;  2014-2016: trattenute del 6%, 12% o 18% su pensioni che superavano rispettivamente 14, 20 o 30 volte il TM; 2019-2021 reintrodotto il prelievo per tre anni sulle pensioni con importi superiori a 100.000 euro lordi annui.

L’impegno CIDA per la rivalutazione delle pensioni ha finalmente ottenuto il ripristino dell’equità della perequazione per scaglioni e l’assenza di prelievi di solidarietà.

Valorizzazione del Ceto Medio Produttivo

I rapporti CIDA-CENSIS 2024 e 2025 hanno valorizzato il ceto medio diventato soggetto di crescente attenzione dell’opinione pubblica, della politica, delle Istituzioni nazionali e regionali, creando le condizioni per una politica più attenta all’ascolto del corpo sociale produttivo e al riconoscimento del merito con effetti positivi, già evidenti sul fisco, sulle pensioni dei dirigenti e sul welfare.

La conferenza CEC European Managers “Innovazione e sostenibilità: manager per il futuro dell’Europa” tenuta lo scorso giugno a Milano, nella sede di Regione Lombardia, ha contribuito a consolidare l’immagine di corpo sociale responsabile motore dell’innovazione sostenibile.

La conferenza stampa del 17 settembre 2025 del Presidente CIDA Stefano Cuzzilla “Mancata rivalutazione pensioni: in 30 anni bruciato un anno di vitalizio” e la presentazione alla Camera dei Deputati del 30 settembre hanno ottenuto un ritorno mediatico TV e dei principali organi di stampa, senza precedenti, creando le condizioni per una finanziaria 2026, finalmente non punitiva nei confronti del ceto produttivo.

L’unione fa la forza

I risultati ottenuti dalla CIDA sono dovuti alla fiducia e sostegno degli iscritti alle 10 Federazioni aderenti alla Confederazione Italiana Dirigenti ed Alte Professionalità e all’impegno della Presidenza CIDA, del Consiglio dei Presidenti e delle organizzazioni delle Federazioni aderenti.

Con il sostegno di un maggior numero di associati potremo conseguire sempre migliori risultati.

L’iscrizione all’associazione manageriale del proprio settore costituisce il miglior investimento per il proprio futuro professionale, familiare e delle prospettive economiche e sociali del Paese.  


CIDA è la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO-FESMED (medici SSN), Sindirettivo Banca Centrale (dirigenza Banca d’Italia e Ivass), FIDIA (assicurazioni), FENDA (agricoltura e ambiente), Federazione 3° Settore (Sanità religiosa), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob (dirigenza Consob).

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.