Il Mentoring

Formazione individualizzata

Franco Torelli

Associato Federmanager Trento

A distanza di quattro mesi dalla conclusione del Progetto di Mentoring di Federmanager Trento, il 29 aprile scorso si è svolto l’incontro di follow up tra i quasi 40 Mentor e Mentee che hanno partecipato al progetto, per capire se dopo il lungo percorso – partito in aprile e conclusosi in dicembre 2021 – gli obiettivi iniziali erano stati raggiunti e se i rapporti tra le coppie si erano mantenuti. Ma cos’è il mentoring? Beh, la parola mentore viene direttamente dall’Odissea di Omero: Mentore era un caro amico di Ulisse, al quale l’eroe, al momento di partire per la guerra di Troia, affidò l’educazione e la protezione del giovane figlio di Ulisse, Telemaco. 

Oggi il Mentoring è una formazione individualizzata che fa riferimento alla relazione tra una persona con più esperienza e una meno esperta, al fine di sviluppare e far acquisire a quest’ultima autostima, capacità personali, professionali e sociali: si attua attraverso la costruzione di un rapporto di medio-lungo termine in cui il Mentor offre sapere e competenze acquisite e le condivide sotto forma di insegnamento e trasmissione di esperienza al Mentee, in un rapporto paritetico che, in fondo, arricchisce entrambe i partner. 

Esistono vari altri tipi di formazione individualizzata simili al mentoring ma con differenze sostanziali: ad esempio il coaching, che è una pratica che guarda più al futuro ed al raggiungimento di obiettivi ben definiti dove il coach è un esperto che aiuta a fare chiarezza, a sviluppare strategie, affianca nel percorso scelto, offre sostegno, incoraggia perseguendo rigorosamente l’obiettivo finale; oppure il counselling, dove l’esperto lavora su una crisi o uno stato di malessere personale da cui si desidera uscire (ed es. problemi relazionali, perdita del lavoro o malattie croniche, l’elaborazione di un lutto). Il percorso di Mentoring organizzato da Federmanager Trento, con la partecipazione della Fondazione Trentino Università, è partito nell’aprile 2021 – in piena pandemia e quindi purtroppo solo in remoto – con 18 coppie di Mentor & Mentee, i primi con un’età media di 60 anni ed i secondi sui 35 anni; perlopiù trentini ma non solo (molti i veneti, i lombardi e anche da altre regioni), provenienti per la maggior parte dall’ambiente professionale tecnico/ scientifico. 

Ha gestito il corso Damiana Kralj, che ha alternato intense giornate formative con incontri di feed back e di confronto di gruppo: si è parlato di ascolto attivo, di stili di leadership e anche di Analisi Transazionale, attraverso cui ciascun partecipante viene indotto a riflettere sulle componenti del proprio modo di relazionarsi. Si è capito come liberarci dalle tante zavorre che gravano sulla nostra capacità di comunicare e di ascoltare, ad esempio la mancanza di tempo, i punti di vista rigidi, l’orgoglio, il cinismo, come sia meglio esprimersi e comportarsi per far decollare la “mongolfiera”, arricchendo il rapporto con l’assenza di giudizio, la chiarezza negli obiettivi e la fiducia. 

Così la nostra mongolfiera ha spiccato il volo! Grazie alla ricchezza di contenuti e stimoli del corso, all’approfondimento metodologico, al Mentoring e alla creazione di reti e di idee innovative, la grande maggioranza dei partecipanti ha espresso il desiderio di proseguire questo cammino e mantenere vivo il rapporto creatosi col proprio Mentor. Infatti l’ultimo incontro di follow up è stato l’occasione sia per riflettere su quanto si è messo in pratica e sia per valutare l’efficacia del cammino: gli obiettivi iniziali sono stati raggiunti dal 87% dei partecipanti con alcuni casi addirittura di superamento degli obiettivi iniziali, a cinque mesi dalla conclusione del corso il 38% continua il rapporto di mentoring ed il 31% ha mantenuto comunque i contatti come semplice amicizia, mentre solo il 31% non ha più avuto contatti col proprio partner, percentuale assolutamente fisiologica. Quindi un vero successo! Oltre alla soddisfazione di aver raggiunto gli obiettivi prefissati, le coppie Mentor & Mentee hanno compreso che la difficoltà di creare relazioni, nel lavoro e nella vita, è uno dei punti di maggiore sofferenza dell’essere umano: il cuore della relazione è la capacità di ascoltare mettendo da parte il proprio ego, non si può fare un vero ascolto se non si fa spazio dentro di sé per far posto all’altro. In fondo, se non entra il nuovo, si rimane sempre uguali a se stessi. 


Franco Torelli 

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