Ma ai manager serve l'I.A.?

Federmanager Trento ha patrocinato una bella iniziativa dedicata alle sfide dell’intelligenza artificiale per l’ingegneria gestionale ed il management.

Federmanager Trento ha patrocinato una bella iniziativa promossa dall’Università di Trento dedicata alle sfide dell’intelligenza artificiale per l’ingegneria gestionale ed il management.

Sul tema dell’intelligenza artificiale si parla spesso con toni eccessivamente o entusiastici o pessimistici, per cui questa è stata un’ottima occasione per sentire il parere dei veri addetti ai lavori.

Nell’evento organizzato dal prof. Marco Formentini, professore associato del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, si incontrano il mondo accademico e quello aziendale: oltre alla visione specialistica del ricercatore esperto come quella del prof. Gianvito Lanzolla, professor of Strategy della facoltà di Management della Bayes Business School di Londra, che sdrammatizzando considera l’I.A. un semplice strumento di statistica che ci aiuta nell’automazione e nell’innovazione e che necessita di semplici regole e leggi robuste, si è affiancata anche la visione del manager, cioè di chi applica l’I.A. nella vita di tutti i giorni della sua azienda.

Abbiamo ascoltato le esperienze di vari manager come l’ing Alberto Longobardi dell’azienda meccanica BLM Group, di Vincenzo Giliberti del call center Teleperformance o di Cristiano Motto di Fairtile che impiega l’intelligenza artificiale nel mondo della finanza: sorprendentemente scopriamo che l’Intelligenza artificiale è già ben presente da tempo, ad esempio nelle banche o nel cost management industriale oppure nel modo del marketing di massa, che ci permette ormai di conoscere assolutamente tutto del nostro acquirente, o anche nel mondo della consulenza finanziaria. Addirittura anche nella Sanità, tramite telediagnosi che consentono di capire lo stato di salute del paziente solo analizzandone la voce al telefono! 

L’I.A. è cresciuta col crescere del dati disponibili nel web: nel 2012 un’intelligenza artificiale poteva attingere a 150 gigabyte, oggi può attingere fino a 45 terabyte, per questo motivo oggi i risultati sono così sorprendenti e stupefacenti: non osiamo pensare come saranno i risultati dell’I.A. tra altri 10 anni, quando si prevede che i dati disponibili saranno di 35 zettabyte, cioè 35 miliardi di terabyte!

In conclusione, ricercatori, scienziati e manager concordano che non serve criminalizzare l’intelligenza artificiale, occorre invece creare regole semplici, chiare e robuste nel rispetto delle leggi e dell’etica umana, proprio mentre il nostro Parlamento Europeo sta avviando a conclusione il primo quadro normativo sull’I.A. 

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