Dobbiamo subire l'innovazione oppure essere promotori dello sviluppo economico del nostro paese?

Le aziende oggi, dove il "New Normal" è la discontinuità

Fabio Vivian

Presidente Federmanager Vicenza
Viviamo una congiuntura difficile ed incerta. Le aziende devono non solo imparare a promuovere e gestire fasi periodiche di cambiamento, ma anche attrezzarsi per sopravvivere e prosperare in un mondo fluido, in perenne trasformazione dove il “New Normal” è la discontinuità, e i suoi effetti avranno un impatto duraturo sulla società, sull’economia o su altri aspetti della vita quotidiana. 

Il “New Normal” rappresenta l’adattamento e la risposta della società a cambiamenti epocali, come lo è stata la pandemia di COVID-19. Mentre molte delle dinamiche possono essere specifiche di questo contesto, il concetto di “New Normal” può applicarsi anche ad altri eventi o cambiamenti significativi che influenzano la società e il modo in cui viviamo.

Gli eventi straordinari che hanno caratterizzato gli ultimi anni dimostrano che non è tanto importante migliorare la capacità di prevedere che cosa succederà, quanto piuttosto sviluppare una maggiore agilità organizzativa, essere in grado di gestire il rischio in maniera adeguata, attrezzarsi per essere pronti ad affrontare e trovare rapide ed efficaci soluzioni ad eventi avversi, che si tratti di una crisi sanitaria globale, di una emergenza di sicurezza internazionale, di aumento drastico e repentino nei costi della logistica o di carenza di materie prime chiave.

Un esempio futuristico e chiarificante è l’innovazione nel settore automotive. L’industria automobilistica sta attraversando una trasformazione significativa, con l’adozione di tecnologie come veicoli elettrici, guida autonoma, connettività avanzata e soluzioni di mobilità intelligente. Questo richiede un impegno costante nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie avanzate che possano soddisfare le esigenze del mercato e contribuire a un futuro sostenibile.

Subire l’innovazione significa adattarsi e adottare le nuove tecnologie, processi e idee che emergono nel mercato. Questo può portare a miglioramenti nell’efficienza, nella qualità dei prodotti e nei servizi offerti. Tuttavia, se un paese si limita a seguire il passo dell’innovazione globale senza partecipare attivamente allo sviluppo economico, potrebbe perdere opportunità di creare valore aggiunto e di guidare il proprio destino economico. 

Fabio Vivian
Presidente
Federmanager
Vicenza

Fabio Vivian Presidente Federmanager Vicenza

Essere promotori dello sviluppo economico implica invece un impegno attivo nel creare le condizioni favorevoli per la crescita. Questo può includere politiche governative che promuovono l’investimento, la formazione della forza lavoro e la creazione di un ambiente imprenditoriale stimolante.

Inoltre, essere promotori dello sviluppo economico può comportare l’incoraggiamento di settori specifici o l’investimento in ricerca e sviluppo per stimolare l’innovazione interna. In poche parole, abbiamo un unico obiettivo: innovare, innovare e innovare in via continuativa. 

L’innovazione continua è fondamentale in un mondo in costante evoluzione. Le ragioni le vediamo tutti i giorni confrontandoci con i nostri stakeholder, che ci chiedono di dare risposte concrete ai cambiamenti tecnologici, al miglioramento della produttività e dell’efficienza, alla soddisfazione dei clienti e ai cambiamenti del mercato, alla sostenibilità e responsabilità sociale, all’attrazione e fidelizzazione dei Talentuosi, ad affrontare le sfide globali. Perseguire questi obiettivi portano le tematiche come le “grandi dimissioni”, di cui oggi si discute e si dibatte, in secondo piano e consequenziali. 

Trovare un equilibrio tra subire l’innovazione e promuovere lo sviluppo economico implica l’adozione di un approccio olistico. Ciò significa essere aperti all’innovazione esterna, ma anche investire in risorse interne per sviluppare capacità e competenze locali. Questo approccio può offrire una maggiore flessibilità nel gestire cambiamenti economici e tecnologici, riducendo al contempo la dipendenza esterna. Il rischio concreto è di perdere il controllo su settori chiave dell’economia, specialmente se la maggior parte delle innovazioni proviene da altre nazioni. 

Ed è esattamente quello che non vogliamo

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