Public speaking ... skill utile ogni giorno

Ogni giorno i manager sono chiamati a esporsi comunicativamente per informare, persuadere, motivare e ispirare un pubblico, i propri collaboratori, clienti, ecc…

Marco Alberghini

Formatore e attore professionista (alberghini.marco@gmail.com)
Tenere un discorso può essere un’esperienza faticosa e particolarmente impegnativa. 
Fortunatamente la capacità di parlare in pubblico si basa soprattutto su tecnica ed esercizio, quindi attraverso l’apprendimento di metodologie e tecniche è possibile migliorare esponenzialmente le proprie performances e controllare l’ansia.

Prima di affrontare le tecniche di Public Speaking è bene fare un breve excursus sui principi della comunicazione.
Il disegno a lato descrive il flusso della comunicazione. Come si nota vi è un emittente il messaggio e un ricevente. Il messaggio per raggiungere il ricevente compie uno spazio in un tempo. Ecco, in questo spazio-tempo il messaggio perde di intensità e di efficacia a causa di interferenze ambientali (rumori di fondo, luce, caldo, freddo, ecc…) e interferenze personali (filtri percettivi, che sono potentissimi. I filtri percettivi, in due parole, sono delle barriere che ciascuno di noi pone davanti a sé rispetto alla realtà esterna e sono determinati dalla propria storia personale). Quindi i nostri messaggi devono compiere un percorso accidentato ed è proprio qui che si inseriscono le tecniche di Public Speaking che ne agevolano la fruizione. 
La comunicazione agisce su tre canali comunicativi: canale verbale (le parole), canale non verbale (il body language), canale paraverbale (la qualità della voce). Bisogna ricordarsi che il non verbale e il paraverbale hanno una forte incidenza nello speech, come rappresentato nel grafico.
Attenzione, questo non significa che le parole non siano importanti, al contrario, le parole sono importantissime, ma devono essere poche, scelte bene e dette bene.

Principali tecniche di public speaking

  1. RESPIRARE Sembra banale ma respirare tanto e bene è la premessa di tutto; attraverso la respirazione si può modulare la voce, fare le pause, organizzare le frasi, gestire l’ansia, ecc…
  2. DESIDERARE Ha a che fare con la motivazione: se ho visto un film che mi è piaciuto riuscirò a raccontarlo meglio e con più enfasi. Bisogna aprirsi al pubblico, essere generosi ed evitare “chiusure” di qualsiasi natura (autovalutazioni, autocensure, timidezza eccessiva, ecc…)
  3. “FORZARE” Parlare in pubblico non è uguale a parlare nella vita quotidiana: è un altro campo da gioco che richiede una certa “teatralità” quindi: voce stentorea e consapevolezza del proprio corpo. Ah, se si sorride…meglio! Il sorriso è un grande canale di comunicazione.
  4. PROGETTAZIONE “Non lasciare niente al caso dopodiché lasciare tutto al caso”; significa che la comunicazione deve essere progettata, bisogna investire tempo ed energie per prepararla, ma poi, essendo la comunicazione in diretta (qui e ora) bisogna “farla”. Vietato imparare a memoria!
  5. SINTESI Non dire sette parole quando ne bastano quattro! Più si parla più ci si espone a imprecisioni e comunque troppe parole rendono più difficoltoso il fluire del messaggio. Il segreto è utilizzare frasi brevi e semplici: soggetto, predicato, complemento, punto. Grandi nemiche della comunicazione efficace sono le perifrasi, gli incisi, le parentesi. Tre regole per la sintesi: a) bisogna aver sempre ben chiari gli obiettivi della propria comunicazione che devono essere scelti e tarati in base al tempo che si ha a disposizione; b) evitare gli intercalari e i luoghi comuni che appesantiscono e rendono meno incisivo il discorso; c) utilizzare parole chiave che restino in mente. Ricordiamoci inoltre che ascoltare uno che parla è stancante; essendo la curva dell’attenzione di un adulto di brevissima durata, occorre alleviare la fatica del pubblico sollecitando altri canali: suoni, immagini, oggetti, silenzi, “cambi improvvisi di direzione”, ecc…
  6. EQUILIBRIO TRA “COSA” E “COME” Lo dicevano anche gli antichi: inventio et dispositio ma anche elocutio et actio. Significa che il contenuto (il “cosa”) è evidentemente fondamentale, ma deve essere accompagnato da una cura del “come” ovvero di come “consegnare” al pubblico i messaggi.
  7. RISPETTARE IL PROPRIO STILE DI COMUNICAZIONE inserire le tecniche che la materia impone nel solco del proprio stile comunicativo al quale bisogna essere fedeli.
  8. GUARDARE LE PERSONE Per far sì che lo speech sia efficace occorre instaurare una relazione con il pubblico. Le persone alle quali ci si rivolge vanno quindi guardate in faccia. La comunicazione non sta mai sul soffitto o sul pavimento, lo sguardo deve sempre essere rivolto al pubblico (anche quando si proiettano le slide che, ricordiamo, sono dedicate ai discenti, l’oratore deve solo sbirciarle velocemente). 
  9. ATTENZIONE AL CONTESTO La comunicazione, si sa, deve essere adeguata al contesto al quale ci si rivolge.
  10. ESSERE ORDINATI L’ordine nel Public Speaking è fondamentale. Le frasi, i periodi devono essere ordinati e ben suddivisi (è, diciamo, come svolgere un tema di italiano su un foglio a quadretti); il corpo deve essere “ordinato” e controllato (una postura ferma ma comunicativa aumenta l’autorevolezza e il carisma).
  11. PARLARE PIANO E MODULARE LA VOCE Come abbiamo visto il tragitto che i nostri messaggi compiono è estremamente accidentato, ecco perché è necessario parlare piano e articolare bene le parole (l’articolazione è la capacità di pronunciare le parole sillaba per sillaba avendo cura di sostenere la sillaba finale). Anche la modulazione della voce aiuta a tenere desta l’attenzione e a far fluire meglio i messaggi. Modulare significa saper fare spartito della propria voce, significa dare colore, intensità e ritmo alla nostra voce; è in altre parole la capacità di replicare verbalmente la punteggiatura dove, importantissimo, si inseriscono anche le pause.
  12. UTILIZZARE IL CANALE VISIVO Far “vedere” quello che si dice. Il canale visivo si esplica con l’utilizzo di oggetti, slide, immagini, video, ma anche domande retoriche, utilizzo del discorso diretto, esempi, metafore, ecc …