Rinascimento Industriale per un'innovazione sostenibile

La Cina punta a trasformarsi da "fabbrica del mondo" a studio di progettazione e design. La Corea del Sud punta a sviluppare nuovi mercati promuovendo la convergenza fra scienza, tecnologia e cultura. Gli Stati Uniti sono al lavoro su nuovi ecosistemi industriali che coinvolgono governi locali e federale, aziende e mondo dell'istruzione. I rivoluzionari non saranno quelli che possiedono i sistemi di produzione più automatizzati, ma coloro che costruiscono una cultura della conoscenza e della competenza.

Bernard Charlès  

CEO & Vicepresidente di Dassault Systèmes
Con esperienze virtuali, realtà aumentata e simulazioni realistiche, la tecnologia digitale sta rivoluzionando il nostro rapporto con il sapere con un impatto analogo all'invenzione della stampa nel XV secolo. Il libro di allora è l'esperienza virtuale di oggi, che apporta conoscenze e competenze colmando il divario fra sperimentazione e apprendimento.
Bernard Charlès

Bernard Charlès

Tutto ciò si traduce in un nuovo Rinascimento Industriale a livello mondiale. Combinando reale e virtuale si creano nuove modalità di osservare il mondo, inventare, imparare, produrre e fare impresa. Si aprono nuove vie all'interazione fra settori industriali e tecnologie. Nuove categorie di imprese industriali creano nuove categorie di soluzioni per nuove categorie di clienti. Tesla ha cambiato per sempre il mercato dell'auto e lo stesso hanno fatto Joby Aviation e Blue Origin con il settore aerospaziale. Oggi il valore risiede più nell'utilizzo che nel prodotto. Nella moderna economia dell'esperienza, soggetto e oggetto sono sempre meno distinguibili. L'industria del XXI secolo è un intreccio di creazione, produzione e scambio di esperienze.
Pertanto, la chiave di lettura non è tanto il passaggio dall'industria analogica del XX secolo all'Industria 4.0 grazie alla digitalizzazione, quanto piuttosto la necessità di reinventare completamente l'industria del XXI secolo. Con i programmi Internet+ e Made in China 2025, la Cina punta a trasformarsi da "fabbrica del mondo" a studio di progettazione e design. Nella Corea del Sud, il programma Creative Economy punta a sviluppare nuovi mercati promuovendo la convergenza fra scienza, tecnologia e cultura. Gli Stati Uniti stanno investendo in nuovi ecosistemi industriali che coinvolgono governi locali e federale, aziende e mondo dell'istruzione. I prossimi rivoluzionari non saranno quelli che possiedono i sistemi di produzione più automatizzati, ma coloro che costruiscono una cultura della conoscenza e della competenza per far emergere e formare la forza lavoro del futuro, mettendola nelle condizioni di risolvere le sfide di un pianeta nel quale scarseggiano soluzioni sostenibili. Al centro di questo cambiamento ci sono le scienze della vita e della materia, capaci di armonizzare prodotto, natura e vita. La biomimesi e i biomateriali sono destinati a cambiare il modo in cui progettiamo gli oggetti. La produzione additiva, o stampa 3D, consente di trasformare l'immaginazione in realtà.
Non dobbiamo più pensare all'industria come a un insieme di mezzi di produzione, bensì un processo di creazione di valore. I settori industriali del XXI secolo devono occuparsi meno di flussi di pezzi e più di flussi di utilizzi e di modelli virtuali, in un'economia che elimina gli attriti e ottimizza il ciclo di vita sfruttando sistemi intelligenti alimentati dall'energia dei dati. Questo secolo sarà un'era di ecosistemi ad alto valore aggiunto nei quali reale e virtuale si fondono, completandosi e amplificandosi a vicenda per produrre beni ed esperienze. Cambia così la definizione stessa di industria. Amazon, ad esempio, è a tutti gli effetti una realtà industriale, perché ha creato un'esperienza unica per il consumatore. L'industria automobilistica non produce più solamente automobili, ma immagina nuove modalità di trasporto, sviluppando ecosistemi innovativi che riuniscono città, imprese e cittadini. Con la piattaforma 3DEXPERIENCE, Singapore ha integrato sviluppo urbanistico, servizi, attività economiche e sanità. Questa nuova economia che ruota attorno alla creazione di valore è rappresentata da mercati che raccolgono domanda e offerta, globale e locale. Le piattaforme esperienziali digitali sono le infrastrutture di questo Rinascimento Industriale. Hanno rivoluzionato il commercio, i trasporti e il turismo e si apprestano a rivoluzionare l'industria. Nel 3DEXPERIENCE Marketplace, la più grande fabbrica virtuale del mondo, il modello di un prodotto può essere postato e stampato in 3D direttamente nel luogo in cui verrà venduto. Le piattaforme digitali, che integrano lo studio sui libri con le attività in laboratorio, trasformano l'apprendimento attraverso esperienze virtuali. L'intelligenza artificiale non rimpiazzerà il cervello umano, ma agevolerà l'accesso a conoscenze e competenze. La Francia può e deve credere nell'industria del futuro. L'Europa, con la sua ricchezza e varietà di talenti e culture, dispone di notevoli risorse per costruire ecosistemi industriali interconnessi: ricerca scientifica, aziende leader nei rispettivi settori industriali, una rete di PMI, centri di formazione interdisciplinari e piattaforme di innovazione. Riuniamoci attorno a una visione industriale fedele alla nostra comune cultura umanistica, focalizzata sulla persona e sugli utilizzi, sulla frugalità e sullo sviluppo sostenibile.
Benvenuti nell'industria del XXI secolo.

Chiara Bogo

Chiara Bogo


E in Italia ?
Lo chiediamo a Chiara Bogo Director of Marketing, South-East Europe Dassault Systèmes.

Quali aspetti del contesto nazionale favoriscono un ruolo distintivo e quali rappresentano un ostacolo ?

Il contesto italiano si distingue per il peso molto rilevante delle PMI sull’economia nazionale. Nello scenario attuale si apre una grande opportunità per le PMI, che per dimensione, struttura e mentalità sono più flessibili delle grandi multinazionali. Le dimensioni delle PMI possono però rappresentare una barriera per avere accesso alla dotazione tecnologica necessaria per cogliere le opportunità del Rinascimento Industriale, come infrastrutture IT avanzate e acquisto di licenze software, per gli investimenti iniziali richiesti. Oggi grazie al Cloud, le soluzioni tecnologiche avanzate sono accessibili non solo per le grandi aziende, ma anche per le PMI. Per questo abbiamo messo a punto soluzioni anche su cloud, e questo è importante per le PMI che si possono dotare di strumenti che abbattono le tradizionali barriere d’accesso alle soluzioni più all’avanguardia (costi, personale, competenze tecniche, infrastrutture IT, ecc.) e consentono loro di giocare un ruolo attivo nella competizione internazionale e di crescere. Stiamo facendo da battistrada anche in Italia, aiutando le PMI ad esplorare "nuovi modi di lavorare" per un rinascimento dell'industria. Si rompono i vecchi schemi ma, al tempo stesso, si preservano i valori tradizionali e si favoriscono sviluppi innovativi per il mondo di domani.

Quali settori dimostrano in Italia maggiori proattività ?

Abbiamo un portafoglio di soluzioni, le nostre Industry Solutions Experiences (ISE) dedicate a 12 settori industriali diversi, come trasporti e mobilità, aerospaziale, energia e utilities, farmaceutico, macchine e componenti industriali, beni di largo consumo, retail e cosi via. Alcuni settori, come l'aerospaziale, per ragioni “storiche”, hanno adottato le nuove tecnologie prima di altri,  ma se guardiamo alla proattività e alla spinta verso l’innovazione, più che fare una classifica tra settori, sono alcune tematiche specifiche e alcune aziende, eccellenze italiane sia PMI che grandi aziende in tutti i settori, a spingere sull’innovazione. Aree di interesse sono ad esempio piattaforme per business transformation, collaborazione, digital continuity, smart manufacturing, simulazione multifisica, additive manufacturing e Stampa 3D, digital twin, realtà virtuale immersiva, per menzionarne alcune. L’approccio a piattaforma mette a disposizione una fonte unica dei dati, abbattendo cosi le barriere tra le diverse funzioni aziendali e abilita la continuità digitale, da ideazione, design e progettazione, all’ingegnerizzazione alla produzione, fino al marketing e alle vendite per offrire esperienze di alto livello ai clienti, in modo trasversale per i doversi settori. 

Il recente Decreto Ministeriale sul credito d'imposta del 40% dei costi di formazione Impresa 4.0 rappresenta un interessante incentivo. Quali altre iniziative favorirebbero l'innovazione e l'occupazione ?

Gli incentivi del governo rappresentano un concreto supporto alle aziende italiane. La semplificazione di procedure e aspetti normativi, potrebbe aiutare le imprese a ridurre le risorse dedicate a pratiche amministrative, a focalizzarsi ancora di più sull’innovazione e ad essere più agili nel cogliere le opportunità del Rinascimento Industriale. Per favorire l’occupazione, sarebbero utili maggiori iniziative a supporto della conoscenza degli strumenti digitali e delle lingue straniere, che giocano sempre più un ruolo chiave per competere nei mercati internazionali e per collaborare a progetti di business che coinvolgono un ampio ecosistema di attori diversi, come fornitori, partner e clienti, spesso basati in paesi diversi. In questo contesto, è fondamentale sviluppare competenze linguistiche per essere in grado di comunicare in modo efficace in contesti professionali internazionali. 
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria 2018

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine riassunto di seguito per evidenziare gli aspetti essenziali, facilitare la consultazione e valutare aree di miglioramento da proporre alla Commissione Sindacale.
01 ottobre 2018

Contratti a confronto

Proseguendo nell’esercizio iniziato con il confronto tra il CCNL Nazionale Dirigenti Industria ed il contratto Fiat, proponiamo ora il confronto del testo di riferimento con il CCNL Nazionale Dirigenti Commercio.
01 gennaio 2017

Seminari LinkedIn d'ottobre

La presenza nella rete è ormai determinante per “esistere”, per sviluppare la propria immagine, per farsi trovare e non perdere opportunità professionali. Sei un partecipante attivo della rete LinkedIn o sei escluso dai network professionali ?
A cura della redazione 
01 ottobre 2018

Due cacciatori di teste alla sbarra

Abbiamo voluto offrire agli associati Federmanager l’opportunità di incontrare due esperti di selezione manageriale e rispondere alle domande che possano dare una svolta alla carriera.
01 novembre 2018

Nuovo contratto Confapi-Federmanager

In anticipo rispetto alla scadenza, lo scorso 16 novembre 2016 si è raggiunto l’accordo tra le parti per il rinnovo del CCNL dei dirigenti e quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi. La decorrenza del CCNL va dal 01.01.2017 al 31.12.2019. L’obiettivo delle Parti è stato quello di apportare quegli interventi contrattuali necessari a favorire il rilancio della competitività delle PMI attraverso l’incremento delle professionalità manageriali.

 
01 marzo 2017

C.C.N.L. DIRIGENTI DI AZIENDE PRODUTTRICI DI BENI E SERVIZI

Accordo 30 dicembre 2014 tra Federmanager e Confindustria

In un contesto di economia globale e di internazionalizzazione, sempre più frequentemente ci viene richiesta una versione inglese del Contratto Collettivo.
01 novembre 2017