Le aspettative per il 2024

Stabilite le nostre aspettative ridimensionarle è segno di maturità o di resa?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Gianluca Ferrauto

Socio ALDAI-Federmanager, Consulente e Formatore

La riflessione su quali siano le nostre aspettative e le eventuali conseguenze di un ridimensionamento delle stesse impatta direttamente sui comportamenti da agire e sul nostro stato d’animo.

È possibile siano state alzate troppo? 

Nello sport, come in azienda o in qualsiasi altra attività serve tempo, servono gli strumenti adatti, servono competenza e capacità, serve consapevolezza nell’accettare la sconfitta come parte del processo di crescita da affrontare per arrivare al successo. Eh si, perché quando le aspettative non rispettano i nostri valori tecnici prima o poi dovremo ridimensionarle. Inutile porsi obiettivi esagerati, ambiziosi si, ma S.M.A.R.T.
Questo acronimo spiega bene come dev’essere un obiettivo:
  •  Specific-Specifico
  •  Measurable- Misurabile
  • Achievable-Raggiungibile
  • Realistic-Realistico
  • Timeble-Misurabile nel tempo.
In azienda può capitare un ridimensionamento delle aspettative sugli utili, sui guadagni, sui ruoli, sui progetti, può quindi succedere che qualcosa rallenti la crescita e lo sviluppo dell’azienda stessa.
A questo punto è importante la reazione ma prima ancora la valutazione dei perché, dei motivi per i quali siamo o veniamo ridimensionati, sia quelli esogeni sia quelli endogeni.

Partiamo da quelli esogeni e cioè da motivazioni che non dipendono da noi. C’è poco da dire, prendiamone atto e facciamo esperienza affinché questi non ci trovino impreparati in futuro.
Ad esempio, una pandemia come il Covid, le bizzarrie del clima, nuove leggi o nuove mode e quanto altro potranno condizionare i miei obiettivi fino a ridimensionarli senza che io possa evitare tali eventi, potrò reagire più o meno prontamente, ma non dipendendo da me ne pagherò eventuali conseguenze senza darmi colpe.

Discorso diverso per gli aspetti endogeni, originati da mie carenze, da mie disattenzioni o da mie incapacità. Non è disonorevole ridimensionare le aspettative ma se queste dipendono da mie colpe allora si che il ridimensionamento potrà portare a demotivazione, ansia e persino alla resa.
L’aspettativa nasce dai nostri desideri e conseguenti comportamenti. Non basta desiderare qualcosa perché questa accada, ancor più concretamente i comportamenti potranno determinare validi risultati se accompagnati da profonde analisi, da impegno o da precise azioni molto ben preparate.
Per agevolare la comprensione e nella migliore delle ipotesi per aiutare le persone ad agire comportamenti adeguati, propongo lo schema sottorappresentato.
In borsa comprare o vendere un titolo non dipende solo dal suo andamento nel passato, creare aspettative sui profitti che potremmo generare dalla vendita di un titolo sarà influenzato da molte variabili. Scelte di politica economica, cambi di valuta, disponibilità del prodotto, reputazione e immagine dell’azienda oltre a molte altre ancora.

Un sano esame di coscienza per verifica quanto fatto e come sia stato fatto agevolerà la nostra consapevolezza nel giudicare oggettivamente quali siano le corrette aspettative alle quali avremmo dovuto puntare. Per evitare di restare delusi serve onestà intellettuale, ecco perché la giustificazione, la lamentela o la ricerca di un capro espiatorio sono dannosi oltre che scorretti, perché non ci consentono di maturare facendo tesoro dei nostri errori e agire il giusto cambiamento.
Tuttavia, se le aspettative risulteranno troppo alte sarà opportuno trovare il coraggio di abbassarle, riducendo il gap tra quanto saremo in grado di fare e quanto ci viene chiesto o imposto. Imponiamoci noi, motivando educatamente, nel massimo rispetto dei ruoli, utilizzando un comportamento assertivo.
Per rispondere alla domanda iniziale se ridimensionare le aspettative sia segno di maturità o di resa, penso sia soprattutto segno di maturità se ho fatto tutto quello che era in mio potere fare e segno di resa se non farò di tutto per riprovarci.

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