ESRS: gli standard europei per il reporting di sostenibilità

La direttiva CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive - amplia la precedente NFRD (Non Financial Reporting Directive) e interessa circa 50.000 aziende UE

 Antonio Santospirito

Socio ALDAI-Federmanager e consulente aziendale

Come anticipato da questa rivista nel numero di ottobre 2022 (Alessandro Iacoponi Bilancio di Sostenibilità), la normativa UE sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale si sviluppa con l’obiettivo di promuovere il Green Deal europeo e gli investimenti in attività sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e della governance (ESG).

All’inizio del mese di novembre 2022 il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive - che amplia la precedente NFRD (Non Financial Reporting Directive) e interessa circa 50.000 aziende UE.

Per ottenere informazioni dettagliate, certificate, pubbliche e confrontabili è in corso l’elaborazione degli standard da utilizzare nella rendicontazione richiesta dalla CSRD.

L’architettura complessiva degli standard prevede tre livelli:
  • Informazioni applicabili a tutti i settori merceologici
  • Informazioni specifiche di settore (in corso di elaborazione)
  • Informazioni specifiche di azienda (da elaborare)
Nello stesso mese di novembre 2022 è stato pubblicato anche il primo blocco di 12 standard e 6 appendici, “sector agnostic”  - cioè applicabili a tutti i settori merceologici – che si prevede saranno adottati dalla Commissione nel corso del 2023 nella forma di atto delegato.

Aziende Interessate

L’applicazione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) pubblicati interesserà progressivamente le aziende a partire da quelle più grandi:

  • 1 gennaio 2024 (report da presentare nel 2025)
    • Aziende di Interesse Pubblico (PIE - Public Interest Entity) ora soggette alla direttiva NFRD – Non Financial Reporting Directive
    • Grandi Aziende che soddisfano 2 dei seguenti criteri: dipendenti > 250, fatturato > 40 milioni di euro, attività in bilancio > 20 milioni di euro
  • 1 gennaio 2026 (report da presentare nel 2027)
    PMI quotate. Possono prorogare la predisposizione del reporting fino al 2028. Sono escluse le microimprese quotate, definite come imprese con meno di 10 addetti e meno di 700mila euro di fatturato oppure 350mila euro di attività in bilancio.
  • 1 gennaio 2028 (report da presentare nel 2029)
    Aziende non UE che fatturano più di 150 milioni di euro in UE e che possiedono almeno una filiale di grandi dimensioni o quotata, oppure una succursale con fatturato EU di almeno 40 milioni di euro.

Struttura degli ESRS*

Come si vede dalla figura., al primo livello ci sono 2 standard “cross cutting”, che cioè sono trasversali ai temi, e 10 standard “topical”, specifici per i temi ESG.

  • ESRS 1 (General Requirements) - Sono i principi generali. Fra gli elementi principali c’è il concetto di Doppia Rilevanza o Materialità (Double Materiality): il report deve dar conto sia degli effetti potenziali dei temi ESG sui risultati finanziari aziendali (financial materiality), che degli effetti/impatto dell’attività aziendale su ambiente e persone esterni (impact materiality).
    Lo standard chiarisce quali informazioni devono essere sempre presenti nel report e quali dipendono dall’analisi della Materialità, i cui passi sono descritti nell’Appendice B dell’ESRS 1.
  • ESRS 2 (General Disclosures) – Sono informazioni da pubblicare a prescindere dai risultati dell’analisi della rilevanza e coprono:
    • Metodo di Analisi della Materialità: governance, strategia, impatti/rischi/opportunità, parametri di misurazione e obiettivi (struttura mutuata dai modelli di reporting TCFD e IFRS (Task Force on Climate Related Reporting Disclosures e International Financial Reporting Standard)
    • Interventi Migliorativi: politiche, obiettivi, piani di azione.

La scelta della struttura che ricalca quella della rendicontazione TCFD e IFRS contribuisce alla convergenza in corso degli standard mondiali di rendicontazione della sostenibilità, con l’obiettivo di evitare confusione ed inutile incremento di costi.

Gli altri 10 standard si riferiscono ai singoli temi ESG e sono applicabili se ritenuti rilevanti a seguito dell’esame strutturato della Materialità, di cui ho già accennato.

Il report deve essere certificato, inizialmente a livello “limited assurance”, con la prospettiva di arrivare al livello “reasonable assurance” negli anni successivi.
Il report deve essere inserito nella Relazione sulla Gestione, in una sezione a parte e in formato facilmente leggibile da computer (machine readable).

Come le aziende devono prepararsi

In vista dell’entrata in vigore degli ESRS, le aziende devono:
  • verificare la propria condizione rispetto alle soglie di applicabilità
  • familiarizzare tutta l'organizzazione con gli ESRS
  • esaminare la disponibilità e qualità dei dati ESG
  •  organizzare la raccolta delle informazioni mancanti
  • inserire progressivamente gli obiettivi ESG nei processi decisionali 
*Per approfondire la conoscenza degli ESRS.
Qui sono disponibili gli standard completi in formato pdf e dei video formativi, per il momento tutto in lingua inglese.


Abbreviazioni
CSRD Corporate Sustainability Reporting Directive 
ESG Environment Social Governance 
ESRS European Sustainability Reporting Standards 
IFRS International Financial Reporting Standard 
NFRD Non Financial Reporting Directive 
PIE Public Interest Entity 
TCFD Task Force on Climate Related Reporting Disclosures