Il lavoro non è una merce…

Novità previdenziali nella nuova Legge di Bilancio: “Anticipo finanziario a garanzia pensionistica”

Mario Giambone   

Presidente Comitato Pensionati e Consigliere ALDAI-Federmanager

Il Comitato Pensionati di ALDAI, nello svolgere la propria attività istituzionale, non si concentra soltanto sulle problematiche afferenti allo stato di “pensionato”, di cui non mancano certo motivi e sollecitazioni per occuparsene, ma cerca anche di volgere la propria attenzione al resto dello “scenario lavoro” in stretta intesa e collaborazione con le Commissioni Sindacale e Welfare, statutariamente operanti nella struttura del nostro sodalizio.
In quest'ottica abbiamo opportunamente promosso in ALDAI, lo scorso 22 maggio 2017, un incontro dedicato ad offrire un sostegno informativo a tutti quei colleghi che, non potendo contare sulla stabilità della propria posizione lavorativa, devono valutare le condizioni per un possibile passaggio ad una posizione di anticipo pensionistico.
La circostanza ha voluto essere un’occasione per analizzare le tipologie previste per una tale possibilità come introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 (7 dicembre 2016), nella quale è stato inserito un importante intervento in materia previdenziale. L'incontro è stato una pratica e utile occasione per gli interessati per fare chiarezza in merito ai requisiti di accesso per: Cumulo, Ape e Precoci, a chi spettano tali tipologie e come ottenerle. 
La profonda e consolidata competenza del relatore, Salvatore Martorelli, consulente ALDAI, ha reso possibile "navigare" fra le differenti possibilità di attuazione delle uscite anticipate previste dalla legge. Sono state specificatamente illustrate le possibilità di cumulo dei versamenti previdenziali effettuati in differenti casse professionali, gestioni separate, ricongiunzioni con Paesi esteri. Tale tematica ha notevolmente interessato un folto numero di colleghi presenti. 
La dettagliata esposizione ha inoltre consentito di esemplificare meglio le misure che consentono la ritirata dal lavoro in maniera anticipata, anche se le varie opportunità (Ape volontaria, Ape aziendale, Ape sociale ed infine Rita) sono a un passo dal via, anche se lo start non è ufficialmente scattato e il semaforo non è ancora verde...
L’attenzione che si intende evidenziare, al di là delle specificità oggetto dell’incontro, riguarda il significato e il valore che devono essere riconosciuti alla dignità del lavoro! Stiamo vivendo momenti importanti e delicati riguardanti la “forza lavoro” in quanto tale elemento, necessario ed indispensabile nell’economia di un Paese democraticamente strutturato, non può trascurare la valenza che esso costituisce come sostegno, non  solo della vita ma anche della stessa dignità della condizione umana. In tempi di accelerazioni di processi, innovazioni e globalizzazioni si rende più che mai necessario operare una decisa “pausa di riflessione” su come riorganizzare l’efficacia e la ridistribuzione dell’opera umana.
Tali considerazioni contengono aspetti ricorrenti e si ripresentano ciclicamente, non a caso al termine del secondo conflitto mondiale, vi fu un importante evento reso noto come la Dichiarazione di Filadelfia che affrontò la necessaria "Organizzazione internazionale del Lavoro", ponendo in evidenza “La grande trasformazione” propugnata dal celebre economista e sociologo Karl Polanyi. L'economista viennese sosteneva come processo e sviluppo economico non potessero prescindere dagli aspetti riguardanti: reciprocità, ridistribuzione e scambio di mercato, in maniera coesistente dando decisamente più valore all’individuo, evitando così che una Società di soli valori mercantili annientasse e impoverisse lo spirito del singolo. 
L’assunto è che l’economia non è avulsa dalla Società in cui opera, ma si intende integrata, radicata anche per evidenziare la valenza della persona e che il ”lavoro non è una merce” e  quindi sarebbe opportuno nobilitare la funzione di scambio tra opera e bene prodotto. Siamo convinti sostenitori di quanto sia importante il valore delle managerialità, valore che va difeso più che mai in maniera ferma e costante.
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A cura della redazione Dirigenti Industria 
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