Cronachina di una giornata esemplare

In casa Edison si è discusso di Strategia Energetica Nazionale

Incontrare oggi un’azienda che invita i propri dirigenti ad un evento con Federmanager per analizzare un settore industriale di grande interesse (incidentalmente, il suo), ascoltare tutte le opinioni, contribuire autorevolmente alla discussione, non è davvero comune.

Renato Garbarini

Consigliere ALDAI

Cultura industriale

Verrebbe da dire che si tratta di “cultura industriale”, ovvero di quel patrimonio di comportamenti, valori, pratiche quotidiane che rendono un’azienda differente da un’altra e che, con le dovute differenze, caratterizzavano in passato non solo alcuni grandi gruppi italiani ma anche aziende più piccole. Una cultura industriale che, nel mondo del “mordi e fuggi” e degli uomini come numeri, va purtroppo rarefacendosi: da questo punto di vista Edison, perché questa è l’azienda di cui si parla, costituisce un’eccezione molto significativa.

L'evento

Per questo l’evento che si è tenuto il 12 ottobre 2017 nella storica Sala delle Assemblee di Foro Bonaparte 31, quella che ricorda il fondatore Colombo e poi molti altri Presidenti, da Valerio fino al rimpianto Schimberni, può essere considerato esemplare. Erano in molti a parlare di energia e della SEN (Strategia Energetica Nazionale); Federmanager contribuiva con la presenza del suo Direttore Mario Cardoni e con la propria Commissione Industriale Energia, Edison con i suoi Direttori, primo fra tutti Giorgio Colombo, Responsabile HR e ICT, con l’eccellente conduzione della collega Emanuela Gatteschi e con adeguati mezzi tecnologici, compresa la videoconferenza con la sede Edison di Roma. 
Nell’introduzione Colombo ha espresso apprezzamento per lo sforzo di Federmanager volto a “portare contenuti di settore, facendo parlare i manager”. Cardoni ha sottolineato come il sindacato nazionale, avvalendosi anche di validi supporti esterni, voglia “rimanere al passo con i tempi”, raccogliere le sfide industriali del prossimo futuro e “dire cose importanti tanto sulle politiche industriali come sul welfare”.

L'evoluzione della SEN

Vittorio D’Ermo, dell’AIEE (Associazione Italiana Economisti dell’Energia), una “no profit” di dirigenti ed accademici, incaricata da Federmanager di elaborare scenari energetici e prefigurare linee strategiche, si è soffermato sulle evoluzioni prevedibili del settore energetico di qui al 2030 e sugli obiettivi sfidanti che l’Italia deve porsi. Ha così presentato il primo dei due studi elaborati per la Commissione Energia di Federmanager. La parola d’ordine che va imponendosi a livello europeo è quella della “decarbonizzazione” ovvero della progressiva riduzione delle fonti fossili nella produzione di energia, incentrata sui due temi paralleli dello sviluppo incrementale di fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.
La richiesta dello studio è che, a livello nazionale, si sviluppi con appropriati investimenti un settore industriale a questo dedicato, magari anche con l’adozione di una “carbon tax” tesa a minimizzare le fonti fossili più impattanti dal punto di vista ambientale. Le ricadute sull’occupazione sarebbero molto positive, con un potenziale di quasi un milione di nuovi posti di lavoro.
Gli stessi concetti sono stati rafforzati da Sandro Neri di Enel, Coordinatore della Commissione Energia di Federmanager, che si è soffermato sul rinnovamento della rete elettrica e sulla necessità per le imprese meglio strutturate di adottare una specifica figura professionale, l’Energy Innovation Manager.

Il dibattito

Interessanti considerazioni sono state poi sviluppate in un intervento del collega Claudio Forni: egli, commentando favorevolmente l’avvenuta sostanziale “non scelta” nucleare che ha risparmiato all’Italia notevoli implicazioni di costi, quali quelli che si troveranno ad affrontare gli inglesi, ha ricordato il tumultuoso e positivo sviluppo tecnologico in corso nel campo degli accumuli energetici, così da risolvere il problema dello stoccaggio, in quantità considerevole, dell’energia elettrica da fonti rinnovabili. 
Al riguardo ha evidenziato che basterebbe raccogliere l’energia che ci proviene sulla Terra dal Sole in 1,5 ore per dare energia elettrica a tutto il mondo per un intero anno. Di grande interesse anche l’intervento in videoconferenza da Roma di Marco Margheri di Edison.
Margheri ha esordito ricordando l’importanza del coinvolgimento delle comunità professionali nell’elaborazione della SEN. Ha poi espresso apprezzamento per l’organicità dell’approccio del Governo, in cui finalmente i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente operano in stretta sintonia.
Edison, pur aderendo in pieno ai concetti cardine della SEN (decarbonizzazione e rinnovabili) vede nel medio periodo un ruolo essenziale anche nel gas naturale. Questo tema specifico prevede la riconsiderazione a livello nazionale delle diverse origini del gas (Algeria, Russia, altre); nella diversificazione rimane essenziale anche puntare sul GNL (Gas Naturale Liquefatto) e relativi impianti di rigassificazione. Non solo, Edison è convinta che occorra portare avanti con il GNL anche il repowering dell’eolico e lo sviluppo del settore idroelettrico ed, in particolare, il mini-idro. Un’ultima considerazione è stata dedicata da Margheri alla necessità di risolvere la “considerevole sovrapposizione di competenze” che insiste sui processi di approvazione dei nuovi impianti.
Alla fine, anche D’Ermo si è detto d’accordo con l’impostazione proposta da Edison, commentando che quest’anno a fronte di una certa caduta delle rinnovabili (idro ed eolico) “il sistema ha retto” proprio perché c’era il gas, impiegato dalle centrali a ciclo combinato, a integrare la produzione. 

I messaggi di ALDAI e Previndai

Fin qui i contenuti del convegno; poi c’è stato anche tempo perché ALDAI, efficacemente rappresentata dal Direttore Annalisa Sala e da Chiara Tiraboschi, presentasse in rapida panoramica i propri servizi agli iscritti dirigenti dell’area milanese. 
In conclusione all’evento, la parola è passata a Giuseppe Noviello, Presidente di Previndai ed Olivia Masini, Direttore della stessa organizzazione, che con la consueta passione ed efficacia hanno presentato le cifre più significative della previdenza integrativa dei dirigenti industriali. Il capitale gestito fa di Previndai, dopo quello del Fondo Cometa del settore metalmeccanico, il secondo gestore italiano di previdenza integrativa, superando i dieci miliardi di euro di depositi, con rendimenti tuttora ai vertici e condizioni di fruizione che si estendono a esigenze diversificate, in precedenza non disponibili. 
L’esposizione dunque di una gestione virtuosa, sinora caratterizzata da risultati eccellenti, che si è posta a conclusione di una giornata utile ed interessante per il futuro della funzione associativa di Federmanager.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.