Le nostre proposte per la manovra

Nel 2018 l’impresa 4.0 avrà ancor più bisogno di manager esperti di innovazione per essere competitiva.

Stefano Cuzzilla 

Presidente Federmanager
Il nostro sistema produttivo è costituito soltanto per il 20% da imprese che si sono già dotate di un modello organizzativo in grado di produrre valore nella catena globale, esportando e innovando. Sebbene ci sia circa il 20% di imprese che rischiano di rimanere esclusi dalla sfida competitiva nel mercato globale, la maggioranza è composta dal 60% di Piccole e Medie Imprese (PMI), più volte citato dal ministro Calenda, impegnate nei processi d’innovazione e che necessitano di essere sostenute in questo percorso, coerentemente con l’ispirazione del piano “Impresa 4.0" che premia chi investe per lo sviluppo. 
Per questo motivo per il rilancio della nostra manifattura è fondamentale che, accanto alle agevolazioni già esistenti per sostenere gli investimenti in macchinari, si favorisca l’inserimento di competenze qualificate. Siamo tanto convinti di questo da aver predisposto una nota tecnica con le nostre proposte di intervento sulla Legge di Bilancio, che abbiamo già trasmesso ai parlamentari direttamente coinvolti nell’esame del testo. 
Stefano Cuzzilla

Stefano Cuzzilla

Tre iniziative per lo sviluppo

Le nostre proposte consistono in una triade di misure, tutte percorribili e alternative tra loro, per agevolare l’inserimento di manager fortemente preparati sui temi della digital transformation con un impegno di finanza pubblica contenuto.
Si tratta di un pacchetto che stimiamo debba quotarsi almeno intorno ai 40 milioni di euro. Fondi che, se devoluti già nella prossima manovra, potrebbero essere sufficienti a rilanciare il sistema attraverso l’investimento su figure manageriali chiave. 
Una prima ipotesi di agevolazione consiste nel conferimento alle imprese di un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher per l’acquisizione di servizi manageriali per l’innovazione. Il meccanismo che abbiamo proposto è in tutto analogo a quello introdotto nel 2015 – e recentemente rinnovato – con cui il Mise ha stabilito ambito e finalità dell’incentivazione a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI, attraverso la figura del Temporary Export Manager.
La seconda ipotesi propone un credito d’imposta sulle nuove assunzioni di innovation manager. Tale misura potrebbe strutturarsi in analogia al credito d'imposta sui beni strumentali nuovi che è in vigore e dovrebbe privilegiare profili le cui competenze siano state precedentemente certificate.
Terzo, abbiamo suggerito una forma di decontribuzione degli oneri previdenziali per le PMI che assumono personale con qualifica dirigenziale in stato di disoccupazione con un profilo orientato all’innovazione delle piccole e medie imprese, anche sotto forma di Temporary Management, con precedenza per chi dispone di certificazione delle competenze manageriali. In sostanza tale misura replicherebbe il meccanismo di incentivazione alle piccole e medie imprese già previsto dalla cd. “Legge Bersani”, che dal 2012 non viene più finanziato, per il sostegno alla ricollocazione dei manager in stato di disoccupazione.
Chiaro è che il tema della formazione manageriale si pone trasversalmente rispetto a tutte e tre le ipotesi di intervento. Una formazione che deve essere rivolta non solo a rafforzare le competenze digitali, ma anche a strutturare quelle “soft skills” che sono essenziali per governare i nuovi modelli aziendali e i nuovi processi produttivi. 
La legge di Bilancio 2018 è dunque l’occasione da non mancare per far decollare il piano Lavoro 4.0. Non è troppo tardi per correggere il tiro e assicurare quantomeno che il credito di imposta per le aziende che attivano programmi formativi sui temi della Quarta rivoluzione industriale resti alla soglia prevista del 50%. Veder scendere quella percentuale, come pur sembra possibile, renderebbe la misura troppo flebile per essere intercettata da quella stragrande maggioranza di imprese che rappresentano l’ossatura del nostro tessuto produttivo.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratti a confronto

Proseguendo nell’esercizio iniziato con il confronto tra il CCNL Nazionale Dirigenti Industria ed il contratto Fiat, proponiamo ora il confronto del testo di riferimento con il CCNL Nazionale Dirigenti Commercio.
01 gennaio 2017

Nuovo contratto Confapi-Federmanager

In anticipo rispetto alla scadenza, lo scorso 16 novembre 2016 si è raggiunto l’accordo tra le parti per il rinnovo del CCNL dei dirigenti e quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi. La decorrenza del CCNL va dal 01.01.2017 al 31.12.2019. L’obiettivo delle Parti è stato quello di apportare quegli interventi contrattuali necessari a favorire il rilancio della competitività delle PMI attraverso l’incremento delle professionalità manageriali.

 
01 marzo 2017

Contratto Dirigenti in scadenza nel 2018

Il contratto Confindustria-Federmanager in vigore dal 1° gennaio 2015 scadrà il 31 dicembre 2018. I lettori che hanno ricevuto e attivato l'accesso agli articoli riservati agli associati possono scaricare di seguito il contratto in vigore per aprire un consapevole confronto per il rinnovo del contratto.

A cura della redazione Dirigenti Industria 
01 novembre 2017

C.C.N.L. DIRIGENTI DI AZIENDE PRODUTTRICI DI BENI E SERVIZI

Accordo 30 dicembre 2014 tra Federmanager e Confindustria

In un contesto di economia globale e di internazionalizzazione, sempre più frequentemente ci viene richiesta una versione inglese del Contratto Collettivo.
01 novembre 2017

Termine presentazione domanda Naspi a seguito di licenziamento individuale

Hot mail con il nostro esperto INPS. Sono un dirigente di 56 anni licenziato a maggio 2016 per giustificato motivo oggettivo con dispensa dal preavviso lavorato e corresponsione della relativa indennità sostitutiva di 12 mesi.
26 settembre 2016