Maturità Digitale

Dobbiamo reimpostare il sistema dell’istruzione se vogliamo garantirci un avanzamento sociale ed economico. Le competenze si acquisiscono con lo studio e si sviluppano con l’esperienza. In cent'anni il mondo è cambiato completamente e i giovani hanno bisogno di prepararsi al nuovo contesto.

Stefano Cuzzilla 

Presidente Federmanager
Mentre i nostri ragazzi sono alle prese con la versione di Tacito e il problema di fisica provo a immaginare come affronterebbero un test di maturità digitale. Me lo domando perché il recente rapporto europeo che produce il noto indice Desi  (Digital economy and society index) posiziona il nostro Paese nella parte bassa della classifica in tutti i capitoli esaminati, compreso quello afferente le competenze digitali, che rappresenta una delle otto competenze chiave secondo l'Unione Europea.

Sul fronte del capitale umano, solo il 44% degli italiani ha competenze digitali di base. Appena il 20% del corpo docente ha frequentato corsi di alfabetizzazione digitale, il 24% delle scuole difetta di corsi di programmazione. Il numero di laureati in materie Ict è fermo all’1%, contro una media Ue del 3,5. Significativo anche che, a fine 2017, su 815 dottorati di ricerca industriale sui temi di Impresa 4.0 – germogliati sotto la spinta dell’investimento pubblico – solo 41 risultino attivi.

Probabilmente gli studenti, nativi digitali, che supererebbero un esame sulle nuove tecnologie, verrebbe bocciato all'esame di maturità, o quantomeno rimandato a settembre. Sarebbe invece da rinnovare l’apparato scolastico e con esso, i soggetti pubblici e privati che sono a vario titolo responsabili della sua arretratezza. Non è solo una questione culturale se oggi il 16% dei residenti nel nostro Paese non ha mai usato internet. Questo "gap" è effetto di cattiva programmazione e investimenti carenti, e si traduce di fatto in un freno alle nostre possibilità di sviluppo.

Reimpostare da capo il sistema dell’istruzione diventa quindi una priorità se vogliamo garantirci avanzamento sociale ed economico. Ciò che ci ha sempre contraddistinto nel mondo sono le competenze delle nostre persone e le competenze si acquisiscono con lo studio, si sviluppano con l’esperienza. Non si danno mai per scontate.
Qualsiasi istituzione che abbia a cuore il proprio futuro deve costruire un contesto favorevole per la crescita delle conoscenze digitali. Noi in Federmanager ci crediamo così convintamente da promuovere programmi specifici per la formazione digitale dei nostri colleghi. 

L’innovation manager, nuovo profilo che abbiamo delineato rispondendo alle sfide dell’innovazione e che siamo in grado di certificare grazie a un programma riconosciuto da Accredia, è un esempio di cosa intendiamo quando parliamo di apprendimento continuo o di long life learning.

A un manager sarà sempre più richiesto di governare la trasformazione digitale che impatta su tutti i processi e l’organizzazione aziendali. Dal rafforzamento delle competenze manageriali dipendono le chance di evoluzione tecnologica delle nostre imprese. Per questo motivo abbiamo avviato una collaborazione forte con i Digital innovation hub di Confindustria: in quasi tutte le regioni italiane i manager e le imprese del network lavoreranno insieme per agevolare i processi di digitalizzazione del business. Partiremo dalla valutazione della maturità digitale della singola azienda o filiera, per arrivare a interventi mirati sui fabbisogni che ci consentano di generare catene di valore digitale più estese.

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria 2019-2024

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine aggiornato con l'accordo del 30 luglio 2019 è riassunto di seguito per facilitarne la consultazione.
01 ottobre 2019

Cariche sociali e lavoro dipendente

Il tema della sovrapposizione tra cariche sociali e rapporto di lavoro subordinato è sempre attuale e di estrema rilevanza, ed è stato oggetto negli anni di approfondimenti, tesi giurisprudenziali e dottrinali altalenanti. Di seguito un articolo in materia redatto dall’Avv. Riccardo Arnò, esperto in diritto del lavoro e previdenza, sulla base di una recente pubblicazione – apparsa su una rivista specialistica – a opera di Giulia Colombo, Dottoranda di ricerca in Diritto del lavoro, Università degli Studi di Udine. Il tema sarà approfondito dall'Avv. Arnò nel corso di un webinar che si terrà mercoledì 16 novembre 2022 alle ore 18
01 ottobre 2022

Riforma fiscale: quanto gli italiani pagano più dei francesi?

La legge delega per la riforma fiscale, approvata dal Consiglio dei Ministri il 16 marzo 2023, apre un confronto sull'equità e sulla semplificazione tributaria. Un'occasione per un confronto con le politiche tributarie di altri Paesi europei che iniziamo - in questa prima puntata - con la Francia, per rilevare che una famiglia italiana con due figli e un reddito di 100mila euro paga 26mila euro di tasse in più rispetto all'analoga famiglia francese.
01 maggio 2023

Gli obblighi assicurativi previsti dalle fonti istitutive: siamo sempre sicuri che le polizze in essere siano a norma?

Cresce la necessità di acquisire maggiore consapevolezza sui rischi per lavoratori e aziende, ne parleremo il 29 novembre in un incontro dedicato alla conoscenza degli obblighi contrattuali e alla valutazione dell’adeguatezza delle coperture assicurative previste dall’art. 12 e dall’art. 15 del CCNL dirigenti industria
01 novembre 2022

Contratti a confronto

Proseguendo nell’esercizio iniziato con il confronto tra il CCNL Nazionale Dirigenti Industria ed il contratto Fiat, proponiamo ora il confronto del testo di riferimento con il CCNL Nazionale Dirigenti Commercio.
01 gennaio 2017