Perché Impresa 4.0 è una scelta senza focus

Il Piano Nazionale Industria 4.0 assume per il Governo la denominazione di "Impresa 4.0" allargando il perimetro dei soggetti coinvolti, come naturalmente accadrà nella realtà, perdendo però la necessaria focalizzazione per sostenere la seconda manifattura europea.

 

Mario Cardoni 

Direttore Federmanager

Spesso la statistiche macroeconomiche sono impietose verso il nostro Paese, normalmente ci collocano verso le posizioni di coda. Questo avviene quando parliamo, ad esempio, del tasso di produttività delle nostre imprese, del livello delle nostre Università, dell’investimento in R&S, e quant’altro. Eppure siamo sempre la seconda potenza industriale d’Europa e la settima al mondo, con i nostri giovani che sono molto stimati all’estero, più che da noi.

Le indagini ci aiutano a riflettere, e quindi ben vengano. Ma sono e rimangono delle indagini. Lo dico, perché in questi ultimi giorni sono stati pubblicati dei dati che pongono in evidenza il gap italiano sulle competenze di livello più elevato della forza lavoro: saremmo al 23% rispetto al 32% della media UE.

Eppure, almeno gli addetti ai lavori avrebbero dovuto accorgersi che, mentre qui da noi le imprese hanno risposto alla crisi tagliando soprattutto le posizioni apicali, per ridurre più rapidamente i costi, altrove avveniva l’esatto contrario: si investiva sulle competenze.

La questione di fondo è sempre la stessa. In Italia, purtroppo, manca una visione di “Progetto Paese”, di una politica economica in grado di indirizzare i comportamenti nella giusta direzione, costringendoci a rincorrere gli altri, a mettere in piedi operazioni più di facciata che di sostanza. Se il Paese va meglio è perché abbiamo comunque una parte sana con bravi imprenditori, ottimi manager e una forza lavoro di qualità e capace di cogliere le opportunità e vincere le sfide senza scorciatoie. Lo dimostrano i dati eccellenti del nostro export, una volta tanto in cima alla classifica, ma di quelle che contano.
E’ emblematico, che pur avendo ancora pochi metabolizzato adeguatamente il significato vero di “Industria 4.0”, che vuole esprimere una rivoluzione culturale e organizzativa con un impatto profondo sulla cultura d’impresa e sul lavoro, il termine sia diventato già obsoleto.

Dopo appena un anno in cui si è seminato molto in terni di diffusione ma, ovviamente, ancora raccolto molto poco, ora parliamo di “Impresa 4.0”. Questa virata definitoria che è arrivata dal governo a così poca distanza dall’avvio del Piano Calenda ci lascia interdetti.

I tedeschi che hanno la paternità di quello che è diventato lo slogan Industry 4.0 risalente al 2011, ancora oggi non si sognano lontanamente di cestinarlo perché l’impianto progettuale è sostenuto da un programma pluriennale che si è posto degli obiettivi che devono essere conseguiti.

Se escludiamo le nostre aziende già pronte alla digital transformation, che hanno approfittato degli incentivi cospicui dell’ultima legge di bilancio, sul resto siamo agli albori. La sfida ora è come passare dai convegni alle azioni concrete, come per far evolvere la consapevolezza in execution soprattutto nelle PMI, come far evolvere le competenze per modernizzare la nostra industria.

E’ evidente che questo è il frutto delle pressioni (d'altronde siamo già in clima elettorale) così come è evidente che il tema della digitalizzazione è un tema di sistema che in prospettiva si espanderà a macchia d’olio in tutti i settori, a partire dalla pubblica amministrazione.

Ma il punto è che un progetto complesso, che presenta una valenza pluriennale e richiede di disegnare una percorso con obiettivi, priorità e tempi definiti.  Negli altri Paesi che sono partiti molto prima di noi, non a caso, il focus continua a essere l’industria manifatturiera la cui trasformazione richiede tempi, risorse e competenze dedicate.

La variazione del nome, infatti, non è una questione puramente semantica ma significa defocalizzare l’azione dalla manifattura, il nostro patrimonio da preservare e modernizzare e di cui siamo famosi nel mondo. Una scelta che dimostra ancora una volta la mancanza di una visione di quale Paese vogliamo essere e soprattutto diventare.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria 2019-2023

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine aggiornato con l'accordo del 30 luglio 2019 è riassunto di seguito per facilitarne la consultazione.
01 ottobre 2019

Videoconferenza ZOOM

Le restrizioni agli incontri per evitare il contagio coronavirus impongono soluzioni alternative per evitare la paralisi delle attività. È l'occasione per scoprire le soluzioni Smart Working: per lavorare in team, realizzare riunioni, partecipare ai seminari, sempre a distanza. Sono numerose e gratuite le soluzioni per videoconferenza, dalle più diffuse come Skype alle più professionali come ZOOM che ALDAI-Federmanager utilizza da due anni per favorire la partecipazione gratuita agli incontri milanesi senza muovere un passo.
A cura della redazione 
01 aprile 2020

Contratto Dirigenti Industria 2018

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine riassunto di seguito per evidenziare gli aspetti essenziali, facilitare la consultazione e valutare aree di miglioramento da proporre alla Commissione Sindacale.
01 ottobre 2018

Leadership post-crisi, un’occasione per il COO

Alcune nuove tendenze nell’executive search industriale 2020-2021
01 maggio 2020

Cosa non ci hanno detto dell’antivirus cinese

Con una popolazione 23 volte l’Italia la Cina avrebbe avuto un quinto dei decessi, stando ai dati ufficiali; ma anche se i reali decessi in Cina fossero un migliaio in più sarebbe comunque difficile giustificare un tasso di mortalità italiano 100 volte superiore. Quali sono state le iniziative cinesi per far fronte all’emergenza coronavirus e quali le conseguenze marketing e sociali ?
01 maggio 2020

Gli strumenti del Jazz

Jazz is life. Ciclo Jazz 2019
01 febbraio 2019