Vivere a lungo, vivere bene
I nostri Fondi integrano il lavoro compiuto dal Servizio Sanitario Nazionale: il loro contributo è fondamentale affinché la longevità sia sostenuta e accompagnata, e la fragilità non significhi solitudine
Mario Cardoni
Direttore Generale Federmanager
«In Italia oggi si vive più a lungo», un refrain che ascoltiamo spesso. E a confermarlo sono i dati, che ci dicono che il nostro è tra i Paesi più longevi al mondo: viviamo in media 83 anni, quasi 86 nel caso delle donne. Ma sempre i dati ci dicono che, in media, solo 58 di questi anni vengono vissuti in buona salute. Gli altri 25 li trascorriamo con una fragilità, una limitazione e, in diversi casi, con una malattia cronica.
Oggi sono infatti oltre 23 milioni le persone che convivono con una malattia cronica. La longevità cresce, quindi, grazie ai progressi degli ultimi decenni, ma in merito alle condizioni di salute la situazione presenta diverse complessità, soprattutto dopo una certa età.
Ancora un dato ci aiuta a fare ulteriore chiarezza: tra il 2011 e il 2021 la fragilità degli over 50 è passata dal 26% al 40%, colpendo soprattutto chi ha minori opportunità economiche o chi risiede in zone più svantaggiate.
La domanda da porsi allora, pensando al futuro, non riguarda più solo quanto vivremo, ma come vivremo. E chi si prenderà cura di noi quando perderemo autonomia? Oggi, in sette casi su dieci, ad assistere una persona anziana non autosufficiente è un familiare. Una quota troppo ampia del carico assistenziale ricade pertanto sulle famiglie.
Mario Cardoni Mario Cardoni, Direttore Generale Federmanager
L’Italia investe nella Long Term Care circa l’1,8% del PIL, contro una media OCSE del 2,5%. È necessario quindi intervenire, bene e in tempi brevi, affinché le criticità di sistema non si acuiscano.
Serve un cambio di paradigma, come Federmanager sollecita da tempo, per ripensare una sanità che veda pienamente coinvolte tutte le parti in grado di garantire assistenza. Occorre un Servizio Sanitario Nazionale più solido e strutturato, capace di garantire universalità e investimenti stabili. Ma serve altresì, in piena complementarità, una componente privata che sappia apportare innovazione e modelli di cura sempre più calibrati sulle diverse situazioni personali. E serve infine anche il contributo della componente sociale: Terzo settore, fondazioni, imprese sociali e reti comunitarie.
In questa cornice, la sanità integrativa che promuoviamo attraverso i nostri Fondi Fasi e Assidai, sta giocando un ruolo sempre più decisivo.
I nostri Fondi integrano lo straordinario lavoro compiuto dal Servizio Sanitario Nazionale, dimostrandosi suoi robusti alleati: possono intervenire sulla non autosufficienza, sulla cronicità, sulla prevenzione e sulla presa in carico nel tempo, solo per citare alcuni esempi.
Il contributo che ogni giorno i nostri Fondi offrono, in ultima analisi è, e sempre più sarà, strategico per far sì che la longevità degli italiani sia sostenuta e accompagnata, e che la fragilità non venga vissuta in solitudine né affidata a una famiglia lasciata sola.
Federmanager promuove questa nuova visione, consapevole degli scenari sociali e demografici che attendono il Paese. Ma per realizzarla è necessaria l’assunzione di una responsabilità condivisa che riguarda tutti i soggetti di sistema: Stato, imprese, Fondi, comunità.
Costruiamo insieme un futuro in salute.
01 ottobre 2026
Localizza
Stampa
WhatsApp











