Dalla formazione alla trasformazione: le nuove competenze per guidare il cambiamento

Nasce la figura del «leader integrativo»: un manager capace di mettere in relazione tecnologia e persone, innovazione e sostenibilità, visione strategica e responsabilità

Marco Bodini 

Presidente Fondirigenti

Le imprese non si confrontano più con un cambiamento alla volta. Innovazione digitale, sostenibilità, nuovi equilibri geopolitici, trasformazione delle filiere e attrazione dei talenti agiscono contemporaneamente. E modificano non soltanto i mercati e i modelli organizzativi, ma anche il modo stesso di esercitare la responsabilità manageriale. Adattarsi non basta. Occorre comprendere le connessioni tra fenomeni diversi, anticiparne per quanto possibile gli effetti e tradurli in scelte. È un compito complesso, reso ancora più difficile dalla velocità con cui tecnologie, competenze e assetti competitivi diventano obsoleti.
In questo scenario prende forma la figura del «leader integrativo»: un manager capace di mettere in relazione tecnologia e persone, innovazione e sostenibilità, visione strategica e responsabilità. Un dirigente che non si limita ad accompagnare il cambiamento, ma ne interpreta la complessità e la traduce in decisioni, comportamenti organizzativi e risultati.

La formazione manageriale è chiamata a sostenere questa evoluzione. Non può essere considerata soltanto uno strumento di aggiornamento individuale. Deve diventare una leva di trasformazione delle imprese, delle filiere e dei territori. In altre parole, deve contribuire a ridurre la distanza, ancora troppo ampia, tra la conoscenza e la capacità di metterla concretamente a frutto.

È questa la prospettiva nella quale si collocano le Iniziative Strategiche di Fondirigenti: attività di analisi e ricerca, ascolto, sperimentazione e modellizzazione sviluppate insieme ai sistemi associativi, alle imprese e ai manager. L’obiettivo è individuare tempestivamente i fabbisogni professionali emergenti e tradurli in percorsi formativi, modelli operativi e buone pratiche concretamente utilizzabili.
Da oltre venticinque anni Fondirigenti osserva i nuovi fenomeni che stanno trasformando il lavoro e il modo di fare impresa: dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità ambientale e sociale, dal welfare alle nuove filiere industriali, fino alla governance e alla capacità di attrarre e valorizzare i talenti.
L’elemento distintivo di questo approccio risiede nel legame tra analisi e azione. I risultati delle ricerche non rimangono confinati nei documenti di studio, ma alimentano la progettazione di percorsi formativi, strumenti operativi ed esperienze replicabili. È un passaggio essenziale. La qualità di una ricerca, infatti, si misura anche dalla sua capacità di incidere sulle decisioni e di produrre cambiamenti osservabili nelle organizzazioni.
Le conoscenze raccolte vengono rese disponibili attraverso la Open Innovation Library (OIL), lo spazio digitale di Fondirigenti nato per favorire la circolazione delle esperienze e la condivisione dei risultati. Perché la conoscenza genera valore soprattutto quando esce dal perimetro dei singoli progetti, viene trasferita e diventa patrimonio del sistema produttivo

Un laboratorio diffuso di innovazione manageriale

Le Iniziative Strategiche attualmente in corso restituiscono l’immagine di un Paese che, dal punto di vista produttivo, è impegnato a governare transizioni diverse, ma strettamente collegate. Dai rapporti con l’Africa alla mobilità ferroviaria, dall’intelligenza artificiale alla diversificazione industriale, ogni progetto prende le mosse da una sfida concreta. E prova a rispondere a una domanda altrettanto concreta: quali competenze servono ai manager per affrontarla?
ERMES, Competenze in viaggio guarda alle nuove sinergie economiche e produttive col continente africano. Promossa da Confindustria e Federmanager a livello nazionale, l’iniziativa intende formare manager capaci di operare efficacemente in contesti internazionali e interculturali, trasformando le opportunità offerte anche dal Piano Mattei in progetti di collaborazione industriale e sviluppo. Attraverso ricerche, rilevazioni e laboratori dedicati a energia, agricoltura, acqua, salute e istruzione, ERMES punta a delineare il profilo del manager interculturale, una figura destinata ad assumere un ruolo crescente nel processo di internazionalizzazione delle imprese italiane.
TraInds, Train Industries si concentra sul settore ferroviario toscano e sulla sua tripla transizione digitale, sostenibile e sociale. Promosso da Federmanager 
Toscana e Confindustria Toscana Nord, il progetto mette in rete imprese, università e centri di ricerca per sperimentare nuovi strumenti di trasferimento delle competenze manageriali. Intelligenza artificiale, Internet of Things, blockchain e Big Data stanno ridefinendo processi, professionalità e modelli produttivi. Comprenderne le implicazioni diventa quindi decisivo per rafforzare la competitività di una filiera strategica per la mobilità del futuro.

Con OLEP, Oltre l’Efficienza e la Produttività, l’attenzione si sposta sulle piccole e medie imprese del territorio napoletano. Promossa da Unione Industriali Napoli e Federmanager Napoli, l’iniziativa accompagna manager e imprese nell’adozione di strumenti di pianificazione strategica utili a interpretare scenari complessi, gestire l’incertezza e costruire percorsi di crescita sostenibili. Per molte PMI, infatti, la sfida non consiste soltanto nel migliorare l’efficienza, ma nel dotarsi di una visione capace di sostenere lo sviluppo nel lungo periodo. L’efficienza è necessaria, ma senza una direzione rischia di produrre soltanto risultati di breve periodo.
Automotive e Aerospazio: convergenze e percorsi di trasformazione esplora le opportunità di diversificazione aperte dall’incontro tra due filiere industriali ad alta intensità tecnologica. Promosso da Unione Industriali Torino e Federmanager Torino, il progetto nasce in una fase nella quale la transizione elettrica e la ridefinizione delle catene del valore stanno inducendo numerose imprese dell’automotive a guardare verso nuovi mercati. Governance, certificazioni, gestione della supply chain e processi decisionali sono alcuni degli ambiti analizzati per individuare le competenze manageriali necessarie a entrare nella filiera aerospaziale. Diversificare, però, non significa semplicemente trasferire tecnologie. Richiede culture organizzative, regole e competenze adeguate ai nuovi contesti.
Nel distretto senese delle scienze della vita, GEN.O.MA, Generare Orientamento Manageriale per guidare l’AI nel DNA del Life Science, supporta manager e imprese della filiera nell’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale. Promosso da Federmanager Siena e Confindustria Toscana Sud, il progetto intende colmare la distanza tra innovazione tecnologica e capacità manageriale, definendo un modello di leadership fondato su competenze, strumenti operativi e linee guida per un utilizzo etico, responsabile e strategico dell’AI. Una distinzione importante, perché disporre di una tecnologia non equivale necessariamente a saperla governare.
Infine, NextZES, Manager per lo sviluppo del territorio guarda alle opportunità offerte dalla ZES Unica per il Mezzogiorno. Promossa da Federmanager Calabria e Unindustria Calabria, l’iniziativa sviluppa attività di ricerca e laboratori di co-design dedicati alle principali filiere regionali. L’obiettivo è rafforzare le competenze manageriali nella governance, nella digitalizzazione, nell’innovazione e nella gestione del cambiamento, contribuendo alla crescita di una nuova generazione di dirigenti capace di accompagnare la trasformazione del territorio calabrese e di consolidarne l’attrattività. Gli incentivi possono aprire opportunità. Per renderle durature servono, però, qualità manageriale e capacità progettuale.

Le nuove direttrici per il 2026

Nel 2026 questo laboratorio diffuso si arricchisce di sei nuove Iniziative Strategiche, dedicate ad altrettante questioni decisive per il futuro del management, che esplorano le competenze manageriali necessarie per governare la trasformazione di imprese, amministrazioni e filiere.

  • ACADEMY AZIENDALI
  • PUBLIC AFFAIR MANAGEMENT
  • RISCHIO GEOPOLITICO
  • GESTIONE MULTICULTURALITÀ
  • KOSMO MANAGER
  • FARMACEUTICO/AEROSPAZIO

Di particolare interesse per il sistema industriale milanese e lombardo è il progetto dedicato alle Academy aziendali, promosso da Assolombarda e ALDAI. La ricerca approfondirà le condizioni necessarie per trasferire i saperi maturati nelle imprese, mettendo in relazione conoscenza teorica, esperienza operativa e capacità di innovazione. È una sfida decisiva in una fase caratterizzata dal ricambio generazionale, dalla rapida evoluzione delle competenze e dalla necessità di preservare il patrimonio di conoscenze delle organizzazioni. Un patrimonio che spesso non compare nei bilanci, ma può rappresentare uno degli attivi più preziosi dell’impresa.

Un’altra iniziativa riguarda il Public Affair Management e la sua evoluzione di fronte alle trasformazioni tecnologiche, economiche e geopolitiche. Promossa da Unindustria e Federmanager Roma, l’iniziativa analizzerà come stanno cambiando il ruolo, le competenze e le responsabilità dei manager delle relazioni istituzionali. La qualità delle relazioni con le amministrazioni non è separabile dalla competitività del sistema produttivo.

Una terza iniziativa, promossa da Unione Industriali Torino e Federmanager Torino APDAI, studierà le possibili convergenze tra i comparti farmaceutico-sanitario e aerospaziale, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alla logistica e alla gestione della supply chain. La ricerca analizzerà le competenze necessarie per favorire il dialogo tra filiere che presentano linguaggi e applicazioni differenti, ma condividono un’elevata intensità tecnologica, requisiti stringenti e una forte attenzione alla sicurezza e alla qualità dei processi.

Le altre tre iniziative saranno promosse da Confindustria e Federmanager a livello nazionale. La prima riguarderà la multiculturalità nella gestione delle risorse umane, con particolare riferimento alle competenze manageriali necessarie per attuare politiche di diversità e inclusione e per gestire team internazionali. La seconda sarà dedicata ai rischi geopolitici, per aiutare imprese e manager ad affrontare l’instabilità dei mercati, le difficoltà di approvvigionamento e la crescente vulnerabilità delle catene globali del valore. La terza, Kosmo Management, si concentrerà sulla filiera cosmetica italiana, uno dei comparti più dinamici e rappresentativi del made in Italy.

Pur partendo da ambiti differenti, le sei iniziative progettuali condividono la medesima prospettiva: aiutare i manager a leggere in anticipo i fenomeni specifici che stanno modificando le organizzazioni e fornire loro gli strumenti per trasformare l’incertezza in capacità di azione. Non esistono formule in grado di eliminare il rischio. Esistono, invece, competenze che consentono di comprenderlo meglio e di assumere decisioni più consapevoli.

La formazione come responsabilità manageriale

Le esperienze maturate negli ultimi anni mostrano con chiarezza quanto il profilo del dirigente stia cambiando. Alle competenze tradizionali si affiancano capacità di integrazione, ascolto, interpretazione e costruzione di relazioni.

Il leader integrativo non rinuncia alla competenza specialistica, ma sa collegarla a una visione più ampia. Comprende le potenzialità della tecnologia e, insieme, le sue implicazioni organizzative ed etiche. Governa i processi, creando le condizioni affinché le persone possano contribuire al cambiamento. Persegue i risultati economici, mettendoli in relazione con la sostenibilità e la creazione di valore nel lungo periodo.

Integrare non significa aggiungere indistintamente nuove responsabilità alla figura del dirigente. Significa riconoscere che le decisioni economiche, tecnologiche e organizzative producono conseguenze sempre più interdipendenti. La qualità del management si misura anche nella capacità di tenerle insieme, senza perdere chiarezza negli obiettivi e responsabilità nelle scelte.
Questa evoluzione assume una rilevanza ancora maggiore alla luce del ruolo crescente attribuito alla formazione nelle politiche attive del lavoro e nel rafforzamento della competitività. Anche l’evoluzione del quadro di riferimento dei fondi interprofessionali conferma la centralità dello sviluppo delle competenze nell’accompagnare le trasformazioni del lavoro e delle organizzazioni.

Il messaggio è chiaro: i manager non sono soltanto destinatari della formazione. Sono protagonisti delle transizioni economiche, tecnologiche e sociali in corso e hanno la responsabilità di tradurre le conoscenze acquisite in capacità organizzativa, innovazione e sviluppo. La vera sfida, dunque, non consiste soltanto nell’aggiornare le competenze. Consiste nel trasformarle in decisioni, comportamenti e risultati. È nel passaggio dalla formazione all’azione che si misura oggi il valore del management. Ed è anche da questo passaggio che dipende una parte importante della competitività futura delle nostre imprese e del Paese.

PREMIO GIUSEPPE TALIERCIO 2026: AL VIA LA SESTA EDIZIONE


Fondirigenti promuove la sesta edizione del Premio Giuseppe Taliercio, dedicato alle migliori tesi di laurea magistrale sui temi del management e dello sviluppo delle competenze.

Il concorso mette in palio tre premi da 3.000 euro ciascuno ed è rivolto a laureati under 29 che abbiano conseguito, presso un’università italiana, una laurea magistrale con voto non inferiore a 105/110 tra il 31 ottobre 2025 e l’8 novembre 2026. 

Le tesi dovranno approfondire il ruolo del management nelle trasformazioni che stanno ridefinendo imprese, organizzazioni e mercato del lavoro, con riferimento a quattro ambiti:
  • strategie e governance per affrontare i nuovi scenari globali
  • intelligenza artificiale e innovazione digitale;
  • sostenibilità e creazione di valore;
  • people management, modelli organizzativi e sviluppo del capitale umano.

Le candidature sono aperte fino all’8 novembre 2026. 

Gli esiti della selezione saranno pubblicati entro dicembre 2026 sul sito www.fondirigenti.it

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