Test Industria 4.0: un'opportunità che le imprese non possono lasciarsi sfuggire

L'evidenza dei risultati aumenta la fiducia nei benefici della trasformazione digitale. Un indizio è semplicemente un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova. 20 indizi … convincono che si può cambiare paradigma rendendo possibile ciò che fino a ieri sembrava impossibile.

Roberto Zardoni 

Socio ALDAI-Federmanager e Innovation Manager Certificato RINA Service con disciplinare Federmanager
Innanzitutto penso sia giusto rimodellare i termini. È vero che il test in questione si chiama “Test Industria 4.0”, ma sarebbe più giusto parlare in modo più ampio e completo di test sulla propensione delle aziende ad approcciare, affrontare e guidare la trasformazione digitale. È un test che infatti può essere condotto anche presso aziende diverse dal manifatturiero.

Non è solo una questione lessicale, il test affronta e propone quesiti che vanno oltre l’ambito dell’industria, del manufacturing, degli impianti di produzione. Abbraccia aspetti inerenti la strategia e la cultura dell’impresa nei confronti della trasformazione digitale, il coinvolgimento dell’organizzazione nei piani di sviluppo, la progettazione, le azioni con le quali l’azienda si propone sul mercato, le modalità di promozione del brand e di cura dei clienti, le logiche e gli strumenti in uso nell’esecuzione dei principali processi aziendali, ecc. Insomma, c’è molta sostanza in questo test.

Si potrebbe pensare che forse è troppo, che probabilmente è noioso e magari troppo dispersivo. L’esperienza mi ha insegnato che è un test che riesce ad appassionare e a coinvolgere gli interlocutori perché rappresenta un'occasione - forse unica - di vedere l’azienda nel suo complesso, di passare in rassegna con sguardo critico le varie componenti aziendali soft e hard. Come un professionista ha delle competenze tecniche e soft skill, anche nell’azienda, nell’impresa convivono queste due anime che il test in un certo modo riesce a fare emergere.

Direi però che il primo fondamentale punto di forza del test promosso tramite i Digital Innovation Hub è il fatto che sia un “servizio al servizio delle imprese”. L’obiettivo non è vendere qualcosa ma cercare di aiutare le imprese a individuare ed eventualmente implementare progetti evolutivi in ottica di trasformazione digitale. È questo un elemento molto importante perché il presentarsi alle aziende non per vendere ma per aiutare crea fin da subito un clima aperto che consente di utilizzare al meglio il tempo che l’azienda dedica all’assessment.

Una delle maggiori soddisfazioni è quando, al termine del primo round, ovvero dopo aver scorso le 100 e più domande del test e quindi prima di vedere il report di ritorno, l’interlocutore ringrazia e dice che già solamente il fatto di avere avuto l’occasione di "sorvolare" con le domande del test tutta l’azienda è stato molto interessante e utile, e ha già fatto scorgere delle azioni di miglioramento.

Ho parlato del primo round perché i momenti di incontro con l’azienda sono due:
  • un primo incontro dalle 3 alle 4 ore per scorrere e rispondere alle domande del test,
  • un secondo momento di circa un paio d’ore per la presentazione del report di ritorno dove vengono riportate e descritte le seguenti sezioni: misurazione del livello di maturità digitale, descrizione della situazione as-is, eventuali trend di settore, suggerimenti di possibili iniziative di sviluppo, una possibile roadmap progettuale.   

I Vantaggi del Test Industria 4.0

Nei momenti di transizione caratterizzati da incertezza è importante analizzare con esperti professionisti la situazione aziendale e le opportunità offerte dallo dallo sviluppo tecnologico in atto.

L’assessment sulla maturità digitale fa parte dei servizi del Digital Innovation Hub Lombardia e non comporta costi per l’azienda; viene solo chiesto di mettere a disposizione del tempo: 3-4 ore per l’assessment e un paio d’ore per la presentazione del report finale. È tanto? Mah, come dicevo, è l’occasione per fare un percorso quasi completo attorno e dentro l’azienda, dando origine anche a riflessioni o rinvigorendo e sviluppando idee che erano state messe in un cassetto. È l’occasione per allontanarsi un po’ dal quotidiano e vedere l’azienda, i suoi processi, le sue dinamiche dall’alto. Può succedere che quando si è troppo vicini si corra il rischio di perdere di vista l’insieme.

Come ben rappresentato dall’aneddoto dell’elefante e dei saggi bendati che, non conoscendo e non avendo mai visto l’animale, devono descriverlo toccandolo. "È un ventaglio" dice quello che ha toccato le orecchie, "no è una grossa corda" quello vicino alla proboscide, "è una fune" dice quello che tocca la coda, "è un tronco d’albero" dice il saggio che si trova nei pressi delle zampe, ecc.

Vediamo ora il “perché non farlo”: non trovo alcuna motivazione per non fare il test di maturità digitale dell’azienda. Non è un audit, non si danno punteggi in termini di promosso-bocciato, non si fanno graduatorie, non si vende niente (ma questo l’ho già detto). Si può, forse, dire no per una questione di tempo, il pensare di non trovare quella mezza giornata da “dedicare all’assessment”. Mi permetto in questo caso di dire che potrebbe bastare cambiare prospettiva e pensare che quella mezza giornata non è dedicata ad altro o ad altri ma è “dedicata all’azienda” e rendere quindi meno difficile trovare il tempo. 

Leggendo questo breve articolo si potrebbe pensare che è una sorta di sponsorizzazione appassionata dell’assessment 4.0 promosso in Lombardia dal Digital Innovation Hub in collaborazione con le antenne territoriali di Confindustria. Ebbene sì, non lo nego, il mio è un sostegno a questa iniziativa e poggia su fatti ed elementi concreti, vissuti direttamente. 

Ho condotto più di 20 assessment prevalentemente in PMI e in un paio di grandi imprese appartenenti a diversi settori anche nel non manifatturiero, e non ho ancora incontrato un’azienda che non abbia detto che è stato tempo impiegato bene.

Agatha Christie diceva che un indizio è semplicemente un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova. Ne derivo che 20 indizi …………  

Dove trovo questo appoggio esterno, chi mi guida nella compilazione del test? 

Le opzioni sono tante (società di consulenza, provider tecnologici, system integrator, università e centri di ricerca, ecc.), nello specifico però vorrei fare riferimento all’impegno che Confindustria e Federmanager Lombardia assieme hanno preso per cercare di essere il più vicino possibile alle aziende nel fornire competenze tecniche, organizzative, progettuali, atte a indirizzare le aziende ad abbracciare strategie, programmi e/o progetti di trasformazione digitale. 

In quest’ottica Confindustria ha attivato un Digital Innovation Hub (conosciuto con l’acronimo DIH) in ogni Regione con l’obiettivo e la missione di fornire un supporto di primo livello alle aziende mediante il Test Industria 4.0 con il supporto di un esperto professionista.

Anche gli associati Federmanager delle Piccole e Medie Imprese lombarde possono promuovere e chiedere il servizio che si avvale di colleghi manager in grado di supportare le imprese nella transizione digitale e nel trasferimento di competenze per la crescita. Segnalare l’interesse è semplice, basta inviare una mail a info@sviluppopmi.it

L’iniziativa è già in atto da qualche anno, è rodata, funziona bene ma non basta, ci vogliono persone lungimiranti che intuiscano i vantaggi della trasformazione digitale e soprattutto è necessario che le aziende si lascino coinvolgere e supportare nel cogliere questa opportunità che viene loro offerta.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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