Un Paese più illuminato

Nonostante l'emergenza Covid la Lombardia non ha mai smesso di essere la regione con i migliori risultati, l'unica in grado di competere con le altre principali aree industriali europee. Un patrimonio e un modello economico italiano ed europeo da salvaguardare e sostenere con risorse Next Generation EU

Illuminazione dell'Europa - © Frédéric Tapissier

Franco Del Vecchio

Segretario CIDA Lombardia - lombardia@cida.it
Ci lasciamo alle spalle un "annus horribilis" e abbiamo la responsabilità di guardare al futuro con fiducia, pensando che il peggio sia passato.

Intervenendo all'incontro "Smartland – Dalla Lombardia la ripartenza per il Paese” organizzato lo scorso 3 dicembre da il Sole 24 ORE, in partnership con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia e Fondazione Fiera Milano, il prof. Giulio Tremonti presentando l'immagine notturna dell'Europa ne ha collegato la luminosità al PIL del territorio, rendendo evidente quanto sia importante la Lombardia. Per Tremonti la pandemia ha rimesso in discussione la logica della "Globalità, Mercato e Moneta" per riscoprire l'importanza del Reshoring e del Fair Trade: il rientro delle produzioni in Italia e un trattato multilaterale di scambio che faccia convergere l'economia sul diritto.

Nell'intervento d'apertura il Presidente Attilio Fontana ha presentato il piano regionale condiviso con le parti sociali e gli enti locali. Un documento di indirizzo strategico sull’utilizzo dei fondi europei "Next Generation EU" per sostenere la ripresa investendo in ricerca e innovazione, infrastrutture e sostegno alla piccola e media impresa che caratterizza il sistema industriale lombardo.

"La Lombardia ha approvato la legge regionale sulla semplificazione, digitalizzazione e innovazione per assicurare rapidità nelle procedure. Per ricominciare – ha commentato Fontana – c'è bisogno di maggiore capacità decisionale e per questo è fondamentale tornare a parlare di autonomia, riprendendo quel percorso, intrapreso insieme al Governo, per il riconoscimento di una maggior autonomia".
Per il Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti le priorità sono: in primo luogo la sanità, senza la quale si blocca tutto, poi la competitività, la formazione, le infrastrutture per la mobilità e la semplificazione, per essere almeno nelle stese condizioni degli altri Paesi europei.

"L'industria lombarda e i suoi industriali non hanno nessuna intenzione di arrendersi. L'emergenza Covid ha galvanizzato ancora di più la voglia di fare e di agire". ha detto Bonometti, nel corso dell'evento digitale Smartland. "La Lombardia nel 2020 - ha aggiunto - ha dovuto fronteggiare non solo lo tsunami Covid, ma anche il rischio di compromettere la sua propensione manifatturiera, la libertà  economica, la collaborazione pubblico-privato e le radici fortemente radicate sui territori ma aperte al mondo e all'internazionalizzazione. La Lombardia ha però resistito prima e reagito dopo, mostrando resilienza e capacità di ripensarsi, grazie anche a dimostrazioni concrete di responsabilità sociale da parte delle imprese. Proprio dall'input dell'industria lombarda si è avviato un confronto con sindacati e governo per la creazione del primo protocollo anti-Covid sui luoghi di lavoro per tutelare l'occupazione e la sopravvivenza delle fabbriche. La disponibilità immediata del comparto sanitario privato ad affiancare il sistema sanitario regionale ha consentito di alleggerire il peso dell'emergenza sul settore pubblico. La riconversione delle produzioni e il contributo che il manifatturiero sta dando per tenere economicamente in vita il Paese sono le fondamenta sulle quali costruire il futuro postCovid".

Il piano europeo Next Generation EU

La Politica di coesione europea, per il periodo 2021-2027 concentrerà le risorse su 5 obiettivi strategici:
  • una Unione più intelligente, mediante l'innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle piccole imprese;
  • una Unione più verde e priva di emissioni di carbonio, grazie agli investimenti nella transizione energetica, nelle energie rinnovabili e nella lotta contro i cambiamenti climatici;
  • una Unione più connessa, dotata di reti di trasporto e digitali strategiche;
  • una Unione più sociale, che sostenga l'occupazione di qualità, l'istruzione, le competenze professionali, l'inclusione sociale e un equo accesso alla sanità
  • una Unione più vicina ai cittadini, che sostenga strategie di sviluppo gestite a livello locale e uno sviluppo urbano sostenibile in tutta l'UE.
Regione Lombardia ha sviluppato con le parti sociali un dialogo per condividere la  “Strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione”, che costituisce una delle condizioni abilitanti delle politiche di coesione e sviluppo per il periodo 2021-2027.

Dal confronto è emersa la volontà di superare la fase "assistenziale" del "Recovery Fund" per puntare decisamente alle iniziative per lo sviluppo basate su strategie integrate multisettoriali che prevedano azioni, in grado di massimizzare le sinergie introdotte, in un’ottica di creazione di un territorio connesso e resiliente. L’emergenza Covid-19 ha evidenziato infatti la necessità di attivare interventi su quei fattori abilitanti, che facilitano la capacità di adattamento del sistema ai cambiamenti, anche repentini e imprevedibili, non solo nell’ambito sanitario, ma anche nel contesto socio-economico e produttivo, rivedendo le strategie di supply chain e delocalizzazione produttiva in ottica di maggiore continuità operativa con il rientro di produzioni in Italia anche per il positivo impatto di soluzioni Industry 4.0.

Le aziende dovranno essere sempre più i “direttori d'orchestra” delle catene del valore strategiche che includono fornitori e sub-fornitori, partner e clienti, ripensando l'approccio alla gestione delle catene del valore, investendo in progetti di “reshoring” o eventualmente di “nearshoring”, ma adottando anche approcci nuovi intervenendo anche sul “time-to-recovery” per la scelta dei fornitori, in un’ottica di gestione bilanciata dei rischi.

Sarà prioritario favorire il rilancio economico dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese e facilitare l’attrazione degli investimenti per il reshoring delle imprese e del sistema della ricerca e innovazione al fine di incentivare il reinsediamento sul territorio di attività ad alto valore aggiunto in precedenza delocalizzate, puntando sull’innovazione e sulla qualificazione in termini di sostenibilità.

Costruiamo il nostro futuro

Volgendo lo sguardo al futuro dobbiamo chiederci dove vorremo collocare l’Italia.
Non potremo certo continuare a vivere di "ristori" aumentando il debito pubblico. Se vogliamo riperdere il controllo della situazione è necessario impegnarci in un piano di rinascita, per il Paese che vorremmo:
  • investendo le risorse Next Generation EU in infrastrutture e iniziative di ammodernamento del Paese, dedicando almeno il 20% alla transizione digitale, come previsto dal piano europeo;
  • impegnandoci a ridurre l'evasione, l'elusione, la corruzione, ...;
  • allungando le scadenze dei nostri titoli per dare più tempo e maggiore respiro alla pressione finanziaria;
  • riprendendo in considerazione la spending review, per ridurre  i costi inutili, i centri di spesa, le migliaia di controllate e partecipate statali;
  • aumentando l'efficacia della pubblica amministrazione, con un piano di semplificazione e riduzione della burocrazia, la riduzione dei tempi della giustizia e delle procedure.
Solo aumentando l'efficienza del sistema sarà possibile aumentare la competitività e la produttività per lo sviluppo economico e sociale. Solo l'aumento del lavoro e del PIL potrà creare le risorse per ridurre la povertà e la criminalità. 

Un Paese più "illuminato" è un sogno realizzabile, ... dipende solo da noi
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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